Fino al 12 ottobre al Museo Granet

Cézanne au Jas de Bouffan. Ad Aix-en-Provence la mostra dell’anno dedicata al maestro

Paul Cézanne, I giocatori di carte, 1890-1895, Olio su tela, 57 x 47.5
 

Samantha De Martin

03/07/2025

Mondo - "Quando ci nasci, è finita, niente ti parla più" scrisse Cézanne all'amico Philippe Solari.
E infatti, nonostante il pittore avesse lasciato Aix-en-Provence con la promessa di “stupire Parigi con una mela”, la sua città natale rappresentò sempre una calamita attraendo il maestro con la luce della sua campagna e la dolcezza del borgo natale.
Il suo luogo del cuore, in particolare, si chiamava Jas de Bouffan. Questa dimora di campagna, situata al margine occidentale del centro città, rappresentò per l’artista molto più di una semplice casa di famiglia, dalla quale si separò a malincuore solo nel 1899. Qui dipinse le sue prime opere all'età di 20 anni, e qui suo padre gli allestì uno studio al secondo piano, illuminato da una grande vetrata che divideva il soffitto.
In questi quarant' anni trascorsi nella casa di famiglia, circondata da 15 ettari di vigneti e frutteti, avrebbero visto la luce giocatori di carte e nature morte, bagnanti e autoritratti.
I capolavori che ebbero la loro gestazione in questo piccolo luogo dell’anima sono i protagonisti della mostra che il Museo Granet di Aix-en-Provence accoglierà fino al 12 ottobre.
Il percorso intitolato "Cézanne al Jas de Bouffan" rappresenta il momento clou dell’ anno dedicato a Cézanne. Il pubblico potrà aggirarsi tra circa 130 opere, tra oli su tela, disegni e acquerelli prestati da importanti istituzioni nazionali e internazionali. Acquistata nel 1859 dal padre di Paul Cézanne, Louis-Auguste, banchiere ad Aix-en-Provence, questa proprietà di quattordici ettari principalmente agricola, accolse la famiglia solo a partire dal 1870, durante i mesi estivi.
Il Jas rimase invariato fino alla morte di Louis-Auguste Cézanne, avvenuta il 23 ottobre 1886. Una volta venduta la proprietà, Cézanne non vi mise mai più piede nonostante questo luogo abbia continuato a rappresentare il centro di gravità della sua vita.


Paul Cézanne, Bacino e lavatoio del Jas de Bouffan, 1885–1886 circa, Olio su tela, 81 x 64.8 cm, New York (NY), The Metropolitan Museum of Art, Legs de Stephen C. Clark, 1960 © The Metropolitan Museum of Art, Dist. GrandPalaisRmn / image of the MMA

Nel 2017 la città di Aix-en-Provence ha deciso di fare della bastide, del parco e della fattoria Jas de Bouffan il "sito" Cézanne per eccellenza, avviando e finanziando un progetto per il restauro della bastide nel 2025 e nel 2026, che diventerà la "casa" di Cézanne. Questo progetto prevede anche l'apertura del parco in una versione il più possibile fedele a quella che era all'epoca di Cézanne.
È inoltre previsto che la fattoria diventi un Centro di Ricerca e Documentazione Cézanne (riconosciuto a livello internazionale).
Dalle primissime opere, ancora accademiche, come Académie d'homme, Le Baiser de la Muse, da Frillié, ai ritratti degli amici realizzati presso Jas de Bouffan (da non perdere il delicato Ritratto di Madame Cézanne in prestito dal Philadelphia Museum of Art), la mostra lascia spazio agli autoritratti che, collocati in ordine cronologico in ogni sala, svelano al visitatore lo sguardo dell'artista su se stesso mentre si vede diventare pittore.
Accanto a Ritratto dell'artista con sfondo rosa, realizzato intorno al 1875 e attualmente conservato al Musée d'Orsay, spicca l’Autoritratto con cappello di paglia (1878-1879), proveniente dal Museum of Modern Art di New York. Immancabile il paesaggio, dal momento che Le Jas de Bouffan fu la cornice ideale per una ricerca volta a scomporre e ricomporre la luce con tocchi di colore.

Dopo i paesaggi, la mostra lascia spazio alle nature morte, attraverso le quali Cezanne inizia le sue esplorazioni sull'equilibrio tra forma, spazio, colore. Al Musée Granet si potrà ammirare, tra le altre cose, una delle prime e una delle ultime nature morte realizzate al Jas de Bouffan: Zuccheriera, pere e tazza blu (1865-1866) prestata dal Musée d'Orsay al Musée Granet di Aix-en-Provence, e Ginger Pot (1890-1893) proveniente dalla Phillips Collection di Washington.

Sotto gli occhi dei visitatori corrono bagnanti e contadini, autentici testimioni della vita quotidiana del Jas de Bouffan, figure emblematiche, come l'Uomo con le braccia incrociate (c. 1899) del Salomon R. Guggenheim Museum di New York, ingrandite come nella pittura classica. Fu sempre al Jas che Cézanne dipinse i celebri quadri de I giocatori di carte, usando i braccianti come modelli. Nel silenzio più assoluto, nessuna mosca disturba i giocatori seduti al tavolo in un faccia a faccia quasi tragico.
L’artista aveva difficoltà a rimanere a lungo nello stesso luogo. Oltre ai suoi numerosi viaggi a Parigi e dintorni, e in Provenza, cercò anche di dipingere da una vasta gamma di prospettive. Tuttavia, il Jas de Bouffan rimase il suo punto di riferimento eterno, il luogo a cui tornava sempre. Fu dal Jas che partì per escursioni a L'Estaque, Gardanne, Bellevue, Montbriand o persino alle cave di Bibémus. Se esiste un "oltre il Jas" in termini geografici, esiste anche un "oltre il Jas" in termini temporali. Tra il 1902 e il 1906 Cézanne visse in un appartamento nel centro di Aix-en-Provence, in Rue Boulegon, e da qui partiva quasi ogni giorno per raggiungere il suo nuovo studio sulla collina di Lauves. Qui nacquero grandi capolavori, alcuni dei quali iniziati al Jas, come le Grandi Bagnanti, ora alla Fondazione Barnes. Ma nello studio realizzò anche opere più intime, come il ritratto del suo giardiniere, Monsieur Vallier, e un gran numero di nature morte. Questa storia riecheggia in mostra in opere di grande rilievo come Il Mare all'Estaque del Museo Picasso, La Cava di Bibémus del Museum Folkwang di Essen, Il Giardiniere Vallier della Tate Gallery di Londra e la Natura morta con teschio e candeliere della Staatsgalerie di Stoccarda.

Il dipinto La Montagne Sainte-Victoire, riscoperto nella collezione Gurlitt e ora conservato al Kunstmuseum di Berna, segnerà l'esposizione di una delle opere più sorprendenti di Cézanne, una veduta della Montagne Sainte-Victoire dipinta nelle cave di Bibémus nel 1897.
Dopo diversi anni di restauri, la dimora di campagna del Jas de Bouffan, dimora di famiglia di Paul Cézanne, riaprirà gradualmente al pubblico a partire dall'estate del 2025. Questo luogo emblematico, culla della creatività del pittore, svelerà nuovi segreti offrendo uno sguardo unico nel cuore del suo universo.
La mostra è aperta da lunedì a domenica dalle 9 alle 19. Giovedì dalle 12 alle 22.