A Vienna dal 28 settembre
L’incanto di Chagall è in arrivo all’Albertina
Marc Chagall, Der Blau zirkus, 1950-52. Centre Pompidou, Paris
Francesca Grego
14/08/2024
Mondo - All’Albertina l’autunno ha i colori di Chagall. Emozionante, visionario, quasi magico, il maestro novecentesco si prepara a incantare i visitatori di Vienna con il suo immaginario fiabesco e il suo stile unico al mondo. In programma dal prossimo 28 settembre al 9 febbraio 2025 e realizzata in collaborazione con Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Düsseldorf, la mostra offrirà l’occasione di ammirare circa 90 opere selezionate lungo tutta la carriera dell’artista, rappresentative di ogni fase della sua poliedrica ricerca.
Tra i pittori più amati e celebrati del XX secolo, Chagall ha lavorato ininterrottamente dal 1905 alla fine degli anni Ottanta. Quando si parla di lui, realtà apparentemente inconciliabili si avvicinano fino confondersi: i ricordi del villaggio di Vitebsk e la Parigi delle Avanguardie, gli orrori della guerra e l’incanto delle fiabe ebraiche, la Storia, il sogno, il quotidiano. “L’arte prima di tutto è uno stato d’animo”, era solito dire il grande pittore. La mostra viennese evidenzierà la dimensione universale dei suoi temi, capaci di schiudere una moltitudine di “impossibili possibilità”.

Marc Chagall, Double Portrait with a Glass of Wine. Centre Pompidou, Paris
Nato nel 1887 da una famiglia operaia ebrea chassidica ortodossa e cresciuto nella piccola città bielorussa di Vitebsk, Chagall restò legato per sempre alle esperienze vissute durante l’infanzia. I suoi mondi pittorici stravaganti e poetici per quanto familiari possano esserci, presentano enigmi sempre nuovi. In equilibrio tra avanguardia e tradizione, l’artista ha saputo dar vita a un linguaggio visivo originale e inconfondibile a stretto contatto con i grandi movimenti del Novecento, dal primitivismo al cubismo, al fauvismo e al surrealismo.
A un’espressione artistica versatile e variegata corrisponde la coerenza che accomuna le sue diverse fasi creative. Temi centrali della sua opera sono l’amore e la morte, la nascita e la maternità, da scoprire secondo nuove prospettive in ogni dipinto. Motivi ricorrenti come il gallo e l'asino, la mucca e il pesce si muovono in un cosmo variabile e fantastico, dove contrasti e contraddizioni apparenti testimoniano la ricerca dell’artista di una “logica dell’illogico” che regala un’affascinante dimensione psicologica alle forme pittoriche tradizionali.

Marc Chagall, Les mariés au coq I Courtesy Albertina Museum
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Marc Chagall, Double Portrait with a Glass of Wine. Centre Pompidou, Paris
Nato nel 1887 da una famiglia operaia ebrea chassidica ortodossa e cresciuto nella piccola città bielorussa di Vitebsk, Chagall restò legato per sempre alle esperienze vissute durante l’infanzia. I suoi mondi pittorici stravaganti e poetici per quanto familiari possano esserci, presentano enigmi sempre nuovi. In equilibrio tra avanguardia e tradizione, l’artista ha saputo dar vita a un linguaggio visivo originale e inconfondibile a stretto contatto con i grandi movimenti del Novecento, dal primitivismo al cubismo, al fauvismo e al surrealismo.
A un’espressione artistica versatile e variegata corrisponde la coerenza che accomuna le sue diverse fasi creative. Temi centrali della sua opera sono l’amore e la morte, la nascita e la maternità, da scoprire secondo nuove prospettive in ogni dipinto. Motivi ricorrenti come il gallo e l'asino, la mucca e il pesce si muovono in un cosmo variabile e fantastico, dove contrasti e contraddizioni apparenti testimoniano la ricerca dell’artista di una “logica dell’illogico” che regala un’affascinante dimensione psicologica alle forme pittoriche tradizionali.

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