Dal 4 luglio al 9 gennaio la seconda tappa del “Progetto Klimt”

A Piacenza il Klimt ritrovato dialoga con i maestri "segreti" della Galleria Ricci Oddi

Gustav Klimt, Ritratto di signora, 1917, olio su tela, 55 x 60, Piacenza, Galleria d'arte moderna Ricci Oddi
 

Samantha De Martin

01/07/2021

Piacenza - Che cos’è che accomuna il Ritratto di signora di Gustav Klimt alle Donne in barca di Casorati, alle Lavandaie di Usellini, al Crepuscolo di Carrà, opera-manifesto della stagione primitivista dell’artista?
Probabilmente l'atmosfera senza tempo di questi "unicum" nella Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, sede, dal 4 luglio al 9 gennaio, della seconda tappa di “Progetto Klimt”, il programma scientifico biennale promosso dal Consiglio di amministrazione della Galleria.


Gianfilippo Usellini, Le lavandaie, 1934 | Courtesy Galleria Ricci Oddi

Il percorso “Klimt e i maestri “segreti” della Ricci Oddi” nasce dalla volontà di far conoscere l’opera di alcuni grandi maestri dell’arte italiana del Novecento presenti nella collezione della Galleria con una sola opera. Così cinque capolavori del Novecento, masterpieces della Ricci Oddi, realizzati da Carrà, Casorati, Marussig, Tosi e Usellini, affiancati da altri dipinti degli stessi artisti in prestito da collezioni private, e alcuni esposti per la prima volta, riaccendono l’attenzione sul Klimt ritrovato, ripercorrendo gli intenti che hanno animato nel tempo l’appassionato collezionista Giuseppe Ricci Oddi.

“L'aggettivo ‘segreti’ del titolo - spiega la curatrice della mostra, Elena Pontiggia - va messo doverosamente tra virgolette. Carrà, Casorati, Marussig, Tosi e Usellini sono pittori ormai storicizzati e hanno un posto sicuro nella storia dell'arte del Novecento, anche se alcuni di loro sono meno conosciuti dal grande pubblico. Tuttavia, ognuno di essi è un unicum nella Galleria Ricci Oddi, come del resto il Ritratto di Signora di Klimt. Nasce di qui l'esigenza di accostare a quell’unicum un piccolo gruppo di altri quadri”.


Arturo Tosi, Estate, Collezione privata | Courtesy Galleria Ricci Oddi

Il Klimt ritrovato a confronto con i maestri del Novecento
Non è ancora trascorso un anno dal suo rientro a Piacenza, dopo un’assenza durata vent’anni. Adesso la modella di Klimt, lo sguardo intrigante, simile a un’apparizione, è pronta a confrontarsi con gli altri giganti del Novecento, con i suoi misteri ancora da svelare.
Era il 1997 quando l’opera fu trafugata dalla galleria piacentina, portata via dal tetto, o dal portone principale. Dopo esser finita persino a Chi l’ha visto, sbucò, a dicembre del 2019, da un vano esterno dello stesso museo. L’anno prima del furto, Claudia Maga, studentessa di scuola superiore, aveva avuto una felice intuizione, poi confermata dalle analisi a raggi X che avevano rivelato come, sotto la superficie della pittura di Ritratto di Signora si nascondesse un altro ritratto di Klimt che si credeva perduto nel 1917. Si trattava di Backfisch (“ragazzetta”, nel tedesco colloquiale), opera esposta alla Grosse Kunstausstellung di Dresda del 1912 e pubblicata una sola volta, nel maggio 1918, in una rivista d’arte austriaca.
La Ragazzetta era abbellita da alcuni dettagli, lo scialle, un largo cappello ovale, il boa di piume a cingerle il collo, che però, Klimt decise di cancellare tra il 1916 e il 1917. Così la giovane ritratta nel 1912, vestita alla moda, si tramutò in una figura meno realistica. La sua identità resta ancora oggi un mistero. Dietro questi tratti gentili, lo sguardo intrigante, potrebbe nascondersi l’ebrea Ria Munk, morta giovane e della quale la madre chiese a Klimt un ritratto.


Felice Casorati, Donne in barca, 1933, Piacenza, Galleria Ricci Oddi | Courtesy Galleria Ricci Oddi

Un percorso tra atmosfere senza tempo
Dal Ritratto di signora di Gustav Klimt e da Ritratto di vecchio sempre del pittore austriaco, esposto, prima d’ora, una sola volta, ha inizio il percorso espositivo. Il pubblico è invitato a inoltrarsi nella poetica di cinque maestri italiani, i paesaggisti Arturo Tosi, Carlo Carrà e i tre esponenti del realismo magico, Pietro Marussig, Felice Casorati e Gianfilippo Usellini.

Nudo alcoolico di Tosi, singolare anticipazione - ancora nel cuore dell’Ottocento - di una ricerca di segno, gesto e materia già sostanzialmente informale, dialoga con Ritratto di signora in nero di Casorati, capolavoro del realismo magico dell’artista, concesso in prestito dall’Eni Museum di Roma, e con l’inedita Cucitrice nella soffitta, esposta per la prima volta.



Carlo Carrà, I pagliai, 1929, Piacenza, Galleria Ricci Oddi | Courtesy Galleria Ricci Oddi

Crepuscolo di Carrà affianca Nel mio giardino di Marussig, in prestito dalla collezione della Permanente di Milano. Accanto a queste, in un allestimento progettato ad hoc, le opere Agro di Rovetta di Tosi, Natura morta di Usellini, I pagliai di Carrà, Natura morta di Marussig e Donne in barca di Casorati, conservate dalla Galleria Ricci Oddi.

Accompagna la mostra un catalogo edito da Nomos Edizioni, con un'introduzione di Fernando Mazzocca, presidente della Galleria Ricci Oddi, un saggio e schede descrittive di tutte le opere di Elena Pontiggia.


Felice Casorati, Ciabattino, 1930, Collezione privata | Courtesy Galleria Ricci Oddi

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