A Roma, dal 12 maggio al 25 luglio la seconda edizione del festival

Il respiro dell'arte anima Villa Borghese: torna Back to Nature

Leandro Erlich, Window & Ladder – Città Eterna, 2021
 

Samantha De Martin

11/05/2021

Roma - Il respiro della natura si fa arte e trasforma il parco di Villa Borghese in un palcoscenico di sculture protese verso l’alto, simili a corpi che si allungano alla ricerca di aria, dopo la lunga apnea della pandemia.
Più che una mostra, la seconda edizione di Back to Nature - che, dal 12 maggio al 25 luglio torna gratuitamente, e a grande richiesta, ad animare il grande polmone verde di Roma - vuole essere un festival, una riflessione intima sul futuro del mondo e sulla necessità di costruire un nuovo rapporto con la natura.
Per tutta la durata dell'iniziativa, intorno alle grandi installazioni artistiche, in dialogo con le piante, i viali, le statue, gli specchi d'acqua di Villa Borghese, si svolgeranno performance musicali e interventi artistici che coinvolgeranno il pubblico, invitandolo a interagire con alcune delle opere in mostra. A questi si aggiungeranno le performance musicali promosse dal Conservatorio di Musica Santa Cecilia, che avranno luogo nel fine settimana.
“Abbiamo chiesto a sette nuovi artisti di realizzare una serie di opere, appositamente per Villa Borghese - spiega il curatore Costantino D’Orazio -. Sarà un percorso più concettuale rispetto al precedente. Quasi tutti i lavori esposti puntano verso l’alto: potrebbe essere questo il fil rouge che lega gli interventi. Un segnale di buon auspicio per tutti noi, per uscire dall’apnea che abbiamo vissuto e tornare finalmente a respirare”.


Velasco Vitali, Cani, 2004, Tecnica mista (ferro, cemento, piombo), Inv. MACRO 26 Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, depositi MACRO

Dal Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese che riapre al pubblico con la mostra Arte e Natura. Opere dalle collezioni capitoline di arte contemporanea, a cura di Antonia Arconti, Ileana Pansino e Daniela Vasta, il percorso scivola verso il Parco dei Daini e l’area di Piazza di Siena, invitando i visitatori a riscoprire gli spazi del giardino in chiave contemporanea.
Tra le sale del Museo Bilotti, il delicato volto di donna di Ettore Tito, allegoria dedicata al vento nella delicata sezione delle Prospettive aeree, cede alle provocazioni del video con cui Goldiechiari decostruiscono lo stereotipo della natura come entità idilliaca e rassicurante, mentre gli alberi di Giosetta Fioroni diventano per l’artista un pretesto per condividere il proprio vissuto personale.
Tra i lavori esposti al Museo Bilotti - provenienti dai depositi delle collezioni capitoline, ma che non godono di uno spazio espositivo museale permanente - il visitatore apprezza le margherite di Daniela Perego, con la loro carica evocativa, e i paesaggi romani di Alessandra Giovannoni alternati ad opere tridimensionali, come le installazioni degli artisti Ana Rewakowicz, Renato Mambor, Piero Fogliati, Ines Fontenla.
Il paesaggio orientale di Isabella Ducrot e la rappresentazione dell'infinito di Maria Lai si intrecciano alle visioni cosmiche di Giulio Turcato e Alberto Di Fabio. Il suono del vento reso da Piero Fogliati attraverso una struttura pensile realizzata con molle elastiche in acciaio armonico, estremamente sensibili al tocco del visitatore e ai movimenti dell’aria, ci porta con la mente a un altro suono che riecheggia lungo il percorso en plein air di Back to Nature. È il "soffio" ottenuto dal movimento dell’altalena con la quale Marzia Migliora ha voluto trasmettere la sua idea di volo e di libertà.



Allestimento della mostra Arte e Natura. Opere dalle collezioni capitoline di arte contemporanea, al Museo Bilotti

L'altalena di Marzia Migliora: un ritorno alla natura umana
L’artista ha concepito la sua opera per il Parco dei Daini in collaborazione con le detenute del carcere femminile di Rebibbia. “Sfido chiunque a salire su un’altalena senza sorridere” commenta Migliora, che vede nell’altalena un ritorno alla natura umana. Azionata dal movimento dei visitatori l’opera, a contatto con l’aria, produce un sibilo.
Tra il Parco dei Daini e l’area di Piazza di Siena gli interventi instaurano con la natura un legame profondo, confondendosi e uniformandosi, diventando quasi un tutt’uno con l’acqua, la terra, le fontane della Villa.

Una scala con finestra nel cuore di Villa Borghese
Così la spettacolare installazione di Leandro Erlich, una scala sospesa verso una finestra senza casa (per la quale l’artista ha tratto ispirazione da una finestra in piazza della rotonda al Pantheon) offre l’immagine poetica di un’utopia che gioca sul sottile confine tra possibile e impossibile.


Loris Cecchini, Arborexence, 2021

I moduli in acciaio di Loris Cecchini assecondano, invece, la danza di uno dei tanti alberi del parco, ne abbracciano e ne moltiplicano i rami, trasformando la pianta in una sorta di gioiello e conferendo allo spazio verde un’identità rinnovata.
Leggero come un disegno tracciato nell’aria, il Migrante di Pietro Ruffo, monumento alla speranza, e insieme provocazione per le coscienze, emerge dallo specchio d’acqua della Fontana del Sileno per raggiungere idealmente la terra dove iniziare una nuova vita.

Le sedie fragili di Giuseppe Gallo
Colpiscono e confondono le sedie fragili allestite da Giuseppe Gallo, elaborate sulla forma di rami d’albero, che ricordano eroi, imponenti e fragili, descrivendo, al tempo stesso, una platea dove è impossibile sedersi.
“Dance first, think later” è invece l’invito scolpito da Marinella Senatore, su suggerimento di Samuel Beckett, sul suo monumentale intervento che ammicca, come di consueto, alle luminarie dalle forme barocche. Senatore offre al pubblico una pedana sulla quale esibirsi. “Uno spazio che potrà essere utilizzato anche dai personal trainer e per i concerti” commenta D’Orazio.


Giuseppe Gallo, Eroi, 2006

Aspettando il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto
Dalla prima edizione di Back to Nature giungono i quattro alberi avvolti dal lavoro a maglia dell’Accademia di Aracne, mentre a metà giugno, ad animare ancora una volta piazza di Siena sarà il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto.
Cento panchine saranno disposte sul prato della piazza a formare il simbolo concepito dall’artista come segno di una nuova dimensione sociale, nella quale il rapporto tra gli uomini, le donne e la natura tornerà all’armonia necessaria per costruire un futuro possibile.

Back to Nature 2021. Arte Contemporanea a Villa Borghese è promossa e prodotta da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.

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