Dal 12 febbraio al 5 luglio a Palazzo Velli
Roma in noir con le atmosfere di Jack Vettriano
Jack Vettriano, The Singing Butler, 39 x 30 cm, opera su carta museale, 1992
Samantha De Martin
12/02/2026
Roma - Nel 2004 il suo Maggiordomo che canta era stato battuto da Sotheby’s per quasi 750.000 sterline, nonostante la critica d’arte ufficiale che non gli avesse mai perdonato la formazione da autodidatta e l’estetica leggera.
Eppure il pittore scozzese Jack Vettriano, all’anagrafe Jack Hoggan, di strada ne ha fatta, con la sua capacità spiccata di creare atmosfere evocative in grado di suscitare emozioni intense e catturare momenti sensuali.
The singing butler ritrae ad esempio una coppia danzante che si muove in modo leggiadro sulla battigia in una giornata di vento, protetta dagli ombrelli aperti da una cameriera e da un maggiordomo che, nell’immaginazione di Vettriano, intona Fly me to the moon di Frank Sinatra.

Jack Vettriano, Another Married Man, 30.5 x 39 cm, opera su carta museale, 2001
Si respirerà anche l'atmosfera di quest'opera all’interno della retrospettiva che dal 12 febbraio al 5 luglio Palazzo Velli, a Roma, dedica all’artista recentemente scomparso, apprezzato per le sue opere dal gusto cinematografico e malinconico.
Nato nella contea di Fife, sulla costa scozzese del Mare del Nord, in una famiglia legata all'estrazione del carbone, impiegato dall’età di sedici anni come apprendista tecnico minerario, Vettriano (che nel frattempo ha assunto il cognome della madre, figlia di un emigrante italiano di Frosinone) nel 1988 riesce a esporre alla Royal Scottish Academy a Edimburgo, dove vende due dipinti.
C'è anche un video in cui Vettriano parla di sé e della sua evoluzione stilistica nella mostra romana curata da Francesca Bogliolo, organizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini s.r.l., in collaborazione con Jack Vettriano Publishing. Un percorso che porta nella capitale oltre 80 opere, tra cui dieci olii su tela, una serie di lavori su carta museale a tiratura unica e il ciclo di fotografie scattate nello studio dell’artista da Francesco Guidicini, ritrattista ufficiale del Sunday Times.
Il visitatore è invitato a immergersi tra le atmosfere noir evocate dai suoi quadri, popolati talvolta da tematiche romantiche e nudi in primo piano, nella cornice di amori romantici e al tempo stesso inquieti dove donne dalla conturbante bellezza e uomini eleganti intrecciano i loro rapporti in lussuose camere d’albergo, sale da ballo o club esclusivi.
Eppure il pittore scozzese Jack Vettriano, all’anagrafe Jack Hoggan, di strada ne ha fatta, con la sua capacità spiccata di creare atmosfere evocative in grado di suscitare emozioni intense e catturare momenti sensuali.
The singing butler ritrae ad esempio una coppia danzante che si muove in modo leggiadro sulla battigia in una giornata di vento, protetta dagli ombrelli aperti da una cameriera e da un maggiordomo che, nell’immaginazione di Vettriano, intona Fly me to the moon di Frank Sinatra.

Jack Vettriano, Another Married Man, 30.5 x 39 cm, opera su carta museale, 2001
Si respirerà anche l'atmosfera di quest'opera all’interno della retrospettiva che dal 12 febbraio al 5 luglio Palazzo Velli, a Roma, dedica all’artista recentemente scomparso, apprezzato per le sue opere dal gusto cinematografico e malinconico.
Nato nella contea di Fife, sulla costa scozzese del Mare del Nord, in una famiglia legata all'estrazione del carbone, impiegato dall’età di sedici anni come apprendista tecnico minerario, Vettriano (che nel frattempo ha assunto il cognome della madre, figlia di un emigrante italiano di Frosinone) nel 1988 riesce a esporre alla Royal Scottish Academy a Edimburgo, dove vende due dipinti.
C'è anche un video in cui Vettriano parla di sé e della sua evoluzione stilistica nella mostra romana curata da Francesca Bogliolo, organizzata da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci di Pallavicini s.r.l., in collaborazione con Jack Vettriano Publishing. Un percorso che porta nella capitale oltre 80 opere, tra cui dieci olii su tela, una serie di lavori su carta museale a tiratura unica e il ciclo di fotografie scattate nello studio dell’artista da Francesco Guidicini, ritrattista ufficiale del Sunday Times.
Il visitatore è invitato a immergersi tra le atmosfere noir evocate dai suoi quadri, popolati talvolta da tematiche romantiche e nudi in primo piano, nella cornice di amori romantici e al tempo stesso inquieti dove donne dalla conturbante bellezza e uomini eleganti intrecciano i loro rapporti in lussuose camere d’albergo, sale da ballo o club esclusivi.
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