Il tribunale parigino ha respinto l'accusa della famiglia

Il Guggenheim di Venezia vince sugli eredi di Peggy

Ingresso sul Canal Grande alla Peggy Guggenheim Collection, Venezia, Palazzo Venier dei Leoni | Foto: Edal (Own work) via Wikimedia Creative Commons
 

E. Bramati

03/07/2014

Venezia - A metà marzo la Peggy Guggenheim Collection di Venezia era stata chiamata a rispondere della propria condotta, e in particolare delle proprie politiche di acquisizione di nuove opere d'arte.

Alcuni eredi di Pegeen Vail, figlia della mecenate americana, avevano denunciato l'istituzione attraverso la Solomon Guggenheim Foundation di New York, con l'accusa di aver ignorato le volontà di Peggy, e di aver alterato la sua abitazione e la collezione da lei lasciata.

Il ramo parigino della famiglia aveva minacciato di riprendere il controllo delle opere e di revocare la donazione disposta a favore della Fondazione, la quale, in effetti, aveva integrato negli anni il patrimonio veneziano con le raccolte Mattioli, Nasher e Schulof.

Il tribunale, tuttavia, ha respinto la richiesta degli eredi, appellandosi ad una causa simile già intentata dagli stessi nel '92. Alla PGC è stato nuovamente riconosciuto il buon operato degli anni passati e le valide iniziative di promozione delle collezioni, che non avrebbero contraddetto le ultime volontà espresse dalla collezionista.

Molte istituzioni a Venezia hanno applaudito l'esito del ricorso, sottolineando quanto le innovazioni del museo siano apprezzate e costituiscano un esempio di buona pratica per l'intera città.

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