Enrico Prometti. Viaggi della Memoria

Enrico Prometti. Viaggi della Memoria

 

Dal 27 Ottobre 2018 al 18 Novembre 2018

Bergamo

Luogo: Centro Culturale S.Bartolomeo

Curatori: Stefania Burnelli


Comunicato Stampa:
Viaggi della memoria è il titolo della nuova mostra dedicata ad Enrico Prometti in programma presso il Centro Culturale S.Bartolomeo di Bergamo dal 27 ottobre al 18 novembre 2018.

L’iniziativa, fortemente voluta dal figlio Vania, vuole essere l'occasione per ricordare l'artista a dieci anni dalla scomparsa e presenterà una trentina di opere tra quadri, sculture, incisioni.

L’esposizione porterà in luce lavori inediti con l’obiettivo di avvicinare lo spettatore agli esiti ultimi della ricerca di Prometti, alla sintesi più matura del suo linguaggio pitto-grafico e plastico.

Rispetto alla grande esposizione dedicata in Città all’artista nel 2014 (allestita in tre sedi: GAMeC, Civico Museo Enrico Caffi, Museo Storico di Bergamo), la nuova mostra Viaggi nella memoria mette a fuoco il linguaggio pittorico degli anni più recenti, l’immutata freschezza e la raggiunta pienezza del personalissimo codice tribal-metropolitano dell’artista bergamasco.

Origine del titolo della mostra è un quadro emblematico, iniziato negli anni '70 e finito nel 1999, frutto di sovrapposizioni, memorie, lavori, colori e materiali: il tutto inteso com eun infaticabile viaggio biografico e artistico.Viaggi della memoria è dunque il titolo di una vita.
 
Filo conduttore sarà la presentazione di opere d'arte polimateriche a testimonianza del complesso lavoro di ricerca e sperimentazione di un artista poliedrico, ribelle ai canoni convenzionali dell’Accademia, costantemente animato da un approccio ludico-creativo alle arti visive.

Prometti fu irriducibile nel lavoro sul campo grazie al quale raggiunse esiti affascinanti e sorprendenti. La sua opera si rivela molteplice eppure unitaria nell'approccio istintuale e nel prevalere del gesto sulla razionalità.

Nei suoi lavori la materia predomina su tutto, traduce la sua passione per il primitivo e la contaminazione tra le civiltà. L'autore con la sua arte ha saputo costruire ponti verso i codici artistici e i valori culturali delle popolazioni d’Africa, ha sondato processi interculturali animato dall'ansia della scoperta, dall'istinto, da una creatività inesauribile.
 
La sezione principale prevede una serie di quadri rappresentativi della maturità della pittura astratta di Enrico Prometti (anni '80/'2006), si tratta di opere coloratissime, vigorose e ricche di materia.
Tra i dipinti esposti anche un lavoro di straordinaria raffinatezza tutto giocato sul tema dei tarocchi, il soggetto forse più amato da Prometti. I tarocchi furono per lui una sorta di diario intimo lungo trent’anni attraverso cui dialogare con se stesso: "Una registrazione costante delle mie esperienze esistenziali e artistiche", come scrisse nel 1994.
 
La seconda sezione sarà dedicata alle incisioni e alle stampe, espressione di un linguaggio artistico rivoluzionario, fatto di sovrapposizione di tecniche sia miste che classiche. Lavorando con metalli difficili e supporti di ogni natura, Prometti ha sperimentato incessantemente con risultati di impressionante bellezza e qualità cromatica e formale.
 
Trait d’union tra le sezioni alcune opere a metà tra pittura e grafica, nello stile del multiplo e delle variazioni sull’idea di serie.
 
L'allestimento si completa con due matrici-sculture e alcune piccole sculture realizzate attraverso l'assemblaggio e la sovrapposizione di colori e materiali.
Nel corso del periodo di apertura l'amico e artista Claudio Sugliani terrà una conversazione attorno all'arte incisoria e grafica di Prometti, sempre presso il Centro Culturale S.Bartolomeo.

Vernissage:  27 ottobre 2018 ore 18, con presentazione di  Stefania Burnelli
Orari di apertura: lunedì chiuso; da martedì a domenica 10-12; 16-19

Enrico Prometti nasce a Bergamo nel 1945 e arriva all’arte giovanissimo. Frequenta l’Accademia Carrara nei primi anni Sessanta.
Fin dalla prima mostra, nel 1966, le sue opere dissacratorie segnalano una personalità non omologabile, in continua mutazione.
Negli anni Settanta inizia a viaggiare, Niger, Papuasia, Indonesia, Mali. In Africa, nel deserto, ritrova il senso primitivo della propria incessante manualità.Inizia a raccogliere oggetti, restaurarli, e a produrre “omaggi” alla cultura Dogon.
Nel 1996 due grandi mostre personali a New York fanno conoscere al mondo una parte della sua opera plastica, pittorica, grafica e il suo percorso dal primitivismo al neoinformale.
Sculture, dipinti, gioielli, libri d’artista, oggetti d’uso: è una produzione immensa quella di Prometti.
Nel 2008, il suo ultimo viaggio.

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