Anthropocene

Edward Burtynsky, Clearcut #1, Palm Oil Plantation, Borneo, Malaysia, 2016 | Foto © Edward Burtynsky | Courtesy of © Admira Photography, Milan / Nicholas Metivier Gallery, Toronto

 

Dal 16 Maggio 2019 al 05 Gennaio 2020

Bologna

Luogo: MAST Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia

Indirizzo: via Speranza 42

Curatori: Urs Stahel

Prolungata: Fino al 5 gennaio 2020

Sito ufficiale: http://theanthropocene.org


Comunicato Stampa:
Al MAST - Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia di Bologna apre il 16 maggio 2019 la mostra multidisciplinare Anthropocene che indaga l’impatto dell’uomo sul pianeta attraverso le straordinarie immagini di Edward Burtynsky, i filmati di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier e installazioni di realtà aumentata. La mostra è curata da Urs Stahel, curatore della PhotoGallery e della collezione MAST, Sophie Hackett, curatrice della fotografia dell’Art Gallery of Ontario di Toronto e da Andrea Kunard, curatrice del Canadian Photography Institute della National Gallery of Canada.
 FOTO – Anthropocene
Il progetto Anthropocene è un’esplorazione multimediale che documenta l’indelebile impronta umana sulla Terra: dalle barriere frangiflutti edificate sul 60% delle coste cinesi alle ciclopiche macchine costruite in Germania, dalle psichedeliche miniere di potassio nei monti Urali in Russia alla devastazione della Grande Barriera Corallina australiana, dalle surreali vasche di evaporazione del litio nel Deserto di Atacama alle cave di marmo di Carrara e ad una delle più grandi discariche del mondo a Dandora, in Kenya. Anthropocene è frutto della collaborazione quadriennale tra il fotografo di fama mondiale Edward Burtynsky e i registi pluripremiati Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier che, combinando arte, cinema, realtà aumentata e ricerca scientifica, documenta i cambiamenti che l’uomo ha impresso sulla Terra e testimonia gli effetti delle attività umane sui processi naturali. Il progetto ha debuttato in Canada a settembre 2018 con il film Anthropocene: The Human Epoch proiettato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival e con la mostra allestita in contemporanea all’Art Gallery of Ontario di Toronto (AGO) e alla National Gallery of Canada di Ottawa (NGC) - organizzata in partnership con la Fondazione MAST - e arriva per la prima volta in Europa, al MAST dal 16 maggio al 22 settembre 2019.

Il progetto si basa sulla ricerca di un gruppo internazionale di scienziati (Anthropocene Working Group) impegnato nel raccogliere prove del passaggio dall’attuale epoca geologica - l’Olocene, iniziata circa 11.700 anni fa - all’Antropocene (dal greco anthropos, uomo). La ricerca è volta a dimostrare che gli esseri umani sono diventati la singola forza più determinante sul pianeta. La terraformazione del pianeta mediante l’estrazione mineraria, l’urbanizzazione, l’industrializzazione e l’agricoltura; la proliferazione delle dighe e la frequente deviazione dei corsi d’acqua; l’eccesso di CO2 e l’acidificazione degli oceani dovuti al cambiamento climatico; la presenza pervasiva e globale della plastica, del cemento e di altri tecno-fossili; un’impennata senza precedenti nei tassi di deforestazione ed estinzione: queste incursioni umane su scala planetaria - argomentano gli scienziati - sono così pesanti che i loro effetti sono destinati a perdurare e a influenzare il corso delle ere geologiche.

“Burtynsky documenta questo proliferare di interventi a danno della natura, sempre più invasivi, e lo fa attraverso la forza essenziale delle sue immagini e lo sguardo attento su simmetrie, figure circolari, griglie e linee geometriche pure. Le opere di grande formato sono un crescendo di forme e colori e sono affiancate al materiale filmico, realizzato da Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, caratterizzato da inquadrature e tagli che si fondono con l’effetto coinvolgente e crudo delle immagini al rallentatore. L’osservatore viene catturato e affascinato esattamente come avviene, per un ascoltatore, con la Quinta Sinfonia di Beethoven”, spiega il cocuratore Urs Stahel.

La mostra si compone di diversi elementi tra cui 35 fotografie di Edward Burtynsky che illustrano temi quali l’estrazione delle risorse naturali, le deforestazioni, le grandi infrastrutture di trasporto, il cambiamento climatico, le discariche e l’inquinamento. Quattro enormi murales ad alta risoluzione, realizzati utilizzando tecnologie fotografiche all’avanguardia, offrono esperienze di visione sorprendenti e consentono agli spettatori di esaminare nei più minuti dettagli la complessità delle incursioni umane sulla Terra. I murales sono arricchiti da filmati di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, che consentono ai visitatori di vivere un’esperienza immersiva, esplorando in dettaglio i singoli scenari rappresentativi delle teorie dell’Antropocene. I filmati evidenziano la sinergia dei medium espressivi che caratterizza la collaborazione di ampio respiro tra Burtynsky, Baichwal e de Pencier. Gli spettatori avranno accesso a questi filmati integrati mediante la app gratuita AVARA (Apple App Store e Google Play); tablet già configurati saranno disponibili gratuitamente anche all’interno del MAST.

La mostra include anche videoinstallazioni di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier. Si tratta di vivide riflessioni sull’Antropocene che, grazie a questo mezzo espressivo, favoriscono la comprensione della portata e dell’impatto del fenomeno. Dal tunnel ferroviario più lungo della Svizzera allo storico rogo in Kenya delle zanne di avorio nel 2016, dalle ciclopiche macchine costruite in Germania alla devastazione senza precedenti della grande barriera corallina, le installazioni di Baichwal e de Pencier si avvalgono di tecniche di ripresa all’avanguardia per documentare l’evidenza e fornire un’esperienza diretta del dominio dell’uomo sul pianeta.

Nel percorso espositivo si trovano inoltre tre installazioni di realtà aumentata che come avviene per i murales sono accessibili tramite AVARA, la App gratuita per smartphone e tablet (disponibile su Apple App Store e Google Play): composte da migliaia di immagini fisse e assemblate attraverso un processo chiamato fotogrammetria, ogni installazione di realtà aumentata porterà il visitatore a vivere un’esperienza immersiva grazie ad un’immagine 3D a grandezza quasi naturale. È parte integrante della mostra al MAST il premiato film ANTHROPOCENE: The Human Epoch (ANTHROPOCENE: l’Epoca Umana), codiretto dai tre artisti. Terzo capitolo di una trilogia che include Manufactured Landscapes (2009) e Watermark (2013), il film testimonia con un approccio esperienziale e non didattico un momento critico nella storia geologica del pianeta, proponendo una provocatoria e indimenticabile esperienza dell’impatto e della portata della nostra specie. La voce narrante è del premio oscar Alicia Vikander. Il film sarà distribuito in Italia da Fondazione Stensen e Valmyn.

La mostra si completa con un percorso didattico interattivo, corredato da attività dedicate sia all’infanzia sia all’adolescenza con - MAST Dialogues on Anthropocene - ricco programma di eventi culturali, letture, tavole rotonde, proiezioni.

Edward Burtynsky è uno dei fotografi più conosciuti e apprezzati al mondo. I suoi straordinari scatti fotografici di paesaggi industriali sono conservati nelle collezioni di oltre sessanta musei tra cui la National Gallery of Canada, il Museum of Modern Art and il Guggenheim Museum di New York, il Reina Sofia di Madrid, la Tate Modern di Londra, e il Los Angeles County Museum of Art, in California. Tra i riconoscimenti conferiti a Burtynsky figurano il TED Prize nel 2005 che ha condiviso con Bono e Robert Fischell, il Governor General’s Award in Visual and Media Arts, l’Outreach Award ai Rencontres d’Arles, il premio Roloff Beny Book, e il premio Rogers come miglior film canadese. Nel 2018 Burtynsky è stato nominato Master of Photography a Photo London 2018, e ha ricevuto la menzione di Peace Patron del Mosaic Institute. Gli sono state conferite otto lauree honoris causa.

Jennifer Baichwal ha diretto e prodotto documentari per oltre 25 anni. I suoi film sono stati visti in tutto il mondo e hanno ottenuto un gran numero di riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui un International Emmy, tre premi Gemini, e ancora i premi per il miglior documentario culturale e il miglior documentario indipendente canadese al festival Hot Docs, per opere quali Let It Come Down: The Life of Paul Bowles (1998), The Holier It Gets (1999), The True Meaning of Picture (2002), Act of God (2009), e Payback (2012). Manufactured Landscapes ha ricevuto, tra gli altri, la menzione come miglior film canadese al TIFF e il Reel Current Award di Al Gore. Il film è stato proiettato in oltre 15 paesi del mondo, e il TIFF l’ha incluso tra le 150 opere essenziali della storia del cinema canadese nel 2016. Il documentario Watermark è stato presentato in anteprima al TIFF 2013, vincendo il premio della Toronto Film Critics Association, come miglior documentario canadese. Da allora è stato distribuito in undici paesi. Baichwal è membro del consiglio di amministrazione di Swim Drink Fish Canada, e del consiglio consultivo della School of Image Arts della Ryerson University. Dal 2016 fa parte del consiglio di amministrazione del Toronto International Film Festival ed è ambasciatrice appassionata della campagna Share Her Journey, progetto quinquennale che mira a promuovere e ad accrescere la partecipazione, le capacità e le opportunità a favore delle donne, sia dietro la macchina da presa che davanti all’obiettivo.

Nicholas de Pencier è un documentarista, produttore e direttore di fotografia. Tra i suoi lavori più noti figurano Let It Come Down: The Life of Paul Bowles (International Emmy), The Holier It Gets (miglior documentario canadese al festival Hot Docs), The True Meaning of Pictures (premio Gemini per miglior documentario artistico), Hockey Nomad (premio Gemini per miglior documentario sportivo), Manufactured Landscapes (miglior lungometraggio canadese al TIFF; vincitore del premio Genie come miglior documentario), e Act of God (film d’apertura del festival Hot Docs). È stato produttore e direttore della fotografia dei film Watermark e Black Code (presentato al TIFF 2016), quest’ultimo da lui scritto e diretto. Tra le installazioni di video art, realizzate con Jennifer Baichwal, figurano Watermark Cubed presentata al festival Nuit Blanche di Toronto nel 2014, Music Inspired by the Group of Seven del 2015 con la band rock Rheostatics, nella Walker Court dell’Art Gallery of Ontario, e l’installazione Ice Forms, parte integrante della mostra di Lawren Harris, esposta all’Art Gallery of Ontario nell’estate del 2016. De Pencier è membro del consiglio di amministrazione di Hot Docs e DOC Toronto.

Baichwal e De Pencier hanno collaborato alla realizzazione di Long Time Running, un lungometraggio documentaristico dedicato all’ ultimo commovente tour del gruppo Tragically Hip del 2016. Prodotto dalla Banger Films, il film è stato presentato al Gala del TIFF nel 2017, e successivamente distribuito da Elevation Pictures e trasmesso da Bell e Netflix. Più recentemente, sono stati a Katowice, in Polonia, dove sono state esposte le installazioni cinematografiche di The Anthropocene Project come parte del COP24.

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