Biografilm per l'Arte
Andreas Johnsen, Ai Weiwei. The fake case
Dal 12 Giugno 2014 al 15 Giugno 2014
Bologna | Visualizza tutte le mostre a Bologna
Luogo: Cinema Lumière
Indirizzo: via Azzo Gardino 65
Telefono per informazioni: +39 051 6311504
E-Mail info: notizie@laboratoriodelleparole.it
Sito ufficiale: http://www.biografilm.it
L’arte è protagonista anche degli ultimi giorni della decima edizione del Biografilm Festival, a Bologna, 12, 14 e 15 giugno. Tre sono i momenti più significativi di queste giornate:
l’anteprima italiana di Ai Weiwei: The Fake Case di Andreas Johnsen (giovedì 12 giugno alle 19.30 al Cinema Lumière e in replica il 13 giugno alle 19). Alla proiezione di giovedì interverrà anche il regista.
l’anteprima mondiale di Travelling (in)to Fluxus... di Irene Di Maggio (sabato 14 alle ore 21), il cui work in progress era stato presentato l’anno scorso proprio a Biografilm e che quest’anno viene proiettato nella sua versione definitiva, alla presenza dell’autrice e di Augusto Modigliani e Philip Corner, componenti del movimento.
la presenza di Ulay, in occasione della proiezione del documentario che lo vede protagonista: ULAY PERFORMING LIFE di Damjan Kozole (15 giugno, ore 19.30, cerimonia di Premiazione - premi del pubblico e premi di Biografilm Italia - a seguire il film documentario su Ulay; in replica lunedì 16 alle 17);
La decima edizione di Biografilm Festival - il primo evento internazionale interamente dedicato ai racconti di vita, iniziato il 6 giugno per terminare il 16 giugno - il cui tema portante è What’s Culture?, ha offerto al pubblico in questi dieci giorni una ricca serie di visioni dedicate all’arte e ai suoi luoghi di culto, fra queste National Gallery di Wiseman (nell’ultima replica il 13 alle ore 15.30) e la serie di film brevi in 3D Cathedrals of Culture.
AI WEIWEI THE FAKE CASE
di Andreas Johnsen
Anteprima Italiana (2013/Danimarca, Cina, GB/86')
Preferisce definirsi politico piuttosto che artista politico, almeno da quando, arrestato per le sue idee “sovversive”, è finito in carcere per 80 giorni, ed è diventato una bandiera del cambiamento che la Cina invoca. Il caso contro di lui è un “fake” e Fake è proprio il nome della sua società. Tuttavia è anche un caso vero: la sua carcerazione ha una vera ragione, ovvero la sua aperta opposizione al governo cinese. Dopo Ai Weiwei: Never Sorry di Alison Klayman, presentato con successo a Biografilm, questo film riprende la storia dove si era interrotta. Ci permette di vedere all’opera l’artista geniale e geniale provocatore, mentre lavora all’installazione che descrive la sua detenzione e combatte la sua guerra quotidiana contro l’oppressione.
TRAVELLING (IN)TO FLUXUS…
di Irene Di Maggio
Anteprima Mondiale (2014/Italia/90')
Erano giovani, erano creativi, erano decisi a inserire l’arte nel flusso irrazionale della vita, e a fare della propria vita un’opera d’arte. Erano George Maciunas e gli altri interpreti di Fluxus, bizzarro e geniale movimento artistico che ebbe tra i suoi esponenti anche Yoko Ono, nato fra l'Europa e New York all'inizio degli anni Sessanta. Nel 1971 Viviana Succi e Gino Di Maggio partirono per incontrare questi artisti che affondano le loro radici nelle avanguardie di inizio secolo, e riportarono a casa amicizie e ispirazioni destinate a fiorire e durare nel tempo, fino a oggi. Irene Di Maggio, figlia dei creatori della Fondazione Mudima, con la preziosa collaborazione del critico d'arte Gianluca Ranzi, restituisce in questo film i colori brillanti di un indimenticabile passato che vive ancora.
ULAY PERFORMING LIFE
di Damjan Kozole
(2013/Slovenia/91')
A lungo partner di Marina Abramovic, Ulay ha sperimentato con la Polaroid negli anni ’60 e ’70, è stato un pioniere della body art e della performance, e oggi è uno degli artisti e attivisti più noti al mondo. Poco prima di cominciare le riprese del documentario riceve una diagnosi: tumore. E la storia cambia rotta. Il film si trasforma in un viaggio alla scoperta di ciò che la sua vita ha costruito, riflessione su ciò che lascerà dietro di sé, inizio di un processo di inevitabile quanto impossibile distacco. Mentre viaggia dalla Slovenia a Berlino, da New York alla Amsterdam della sua giovinezza, la malattia diventa occasione per l’estremo progetto artistico di Ulay: il più importante di tutti. Fino alla guarigione.
l’anteprima italiana di Ai Weiwei: The Fake Case di Andreas Johnsen (giovedì 12 giugno alle 19.30 al Cinema Lumière e in replica il 13 giugno alle 19). Alla proiezione di giovedì interverrà anche il regista.
l’anteprima mondiale di Travelling (in)to Fluxus... di Irene Di Maggio (sabato 14 alle ore 21), il cui work in progress era stato presentato l’anno scorso proprio a Biografilm e che quest’anno viene proiettato nella sua versione definitiva, alla presenza dell’autrice e di Augusto Modigliani e Philip Corner, componenti del movimento.
la presenza di Ulay, in occasione della proiezione del documentario che lo vede protagonista: ULAY PERFORMING LIFE di Damjan Kozole (15 giugno, ore 19.30, cerimonia di Premiazione - premi del pubblico e premi di Biografilm Italia - a seguire il film documentario su Ulay; in replica lunedì 16 alle 17);
La decima edizione di Biografilm Festival - il primo evento internazionale interamente dedicato ai racconti di vita, iniziato il 6 giugno per terminare il 16 giugno - il cui tema portante è What’s Culture?, ha offerto al pubblico in questi dieci giorni una ricca serie di visioni dedicate all’arte e ai suoi luoghi di culto, fra queste National Gallery di Wiseman (nell’ultima replica il 13 alle ore 15.30) e la serie di film brevi in 3D Cathedrals of Culture.
AI WEIWEI THE FAKE CASE
di Andreas Johnsen
Anteprima Italiana (2013/Danimarca, Cina, GB/86')
Preferisce definirsi politico piuttosto che artista politico, almeno da quando, arrestato per le sue idee “sovversive”, è finito in carcere per 80 giorni, ed è diventato una bandiera del cambiamento che la Cina invoca. Il caso contro di lui è un “fake” e Fake è proprio il nome della sua società. Tuttavia è anche un caso vero: la sua carcerazione ha una vera ragione, ovvero la sua aperta opposizione al governo cinese. Dopo Ai Weiwei: Never Sorry di Alison Klayman, presentato con successo a Biografilm, questo film riprende la storia dove si era interrotta. Ci permette di vedere all’opera l’artista geniale e geniale provocatore, mentre lavora all’installazione che descrive la sua detenzione e combatte la sua guerra quotidiana contro l’oppressione.
TRAVELLING (IN)TO FLUXUS…
di Irene Di Maggio
Anteprima Mondiale (2014/Italia/90')
Erano giovani, erano creativi, erano decisi a inserire l’arte nel flusso irrazionale della vita, e a fare della propria vita un’opera d’arte. Erano George Maciunas e gli altri interpreti di Fluxus, bizzarro e geniale movimento artistico che ebbe tra i suoi esponenti anche Yoko Ono, nato fra l'Europa e New York all'inizio degli anni Sessanta. Nel 1971 Viviana Succi e Gino Di Maggio partirono per incontrare questi artisti che affondano le loro radici nelle avanguardie di inizio secolo, e riportarono a casa amicizie e ispirazioni destinate a fiorire e durare nel tempo, fino a oggi. Irene Di Maggio, figlia dei creatori della Fondazione Mudima, con la preziosa collaborazione del critico d'arte Gianluca Ranzi, restituisce in questo film i colori brillanti di un indimenticabile passato che vive ancora.
ULAY PERFORMING LIFE
di Damjan Kozole
(2013/Slovenia/91')
A lungo partner di Marina Abramovic, Ulay ha sperimentato con la Polaroid negli anni ’60 e ’70, è stato un pioniere della body art e della performance, e oggi è uno degli artisti e attivisti più noti al mondo. Poco prima di cominciare le riprese del documentario riceve una diagnosi: tumore. E la storia cambia rotta. Il film si trasforma in un viaggio alla scoperta di ciò che la sua vita ha costruito, riflessione su ciò che lascerà dietro di sé, inizio di un processo di inevitabile quanto impossibile distacco. Mentre viaggia dalla Slovenia a Berlino, da New York alla Amsterdam della sua giovinezza, la malattia diventa occasione per l’estremo progetto artistico di Ulay: il più importante di tutti. Fino alla guarigione.
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