Sandro De Alexandris. Quadri a un'esposizione

Sandro De Alexandris. Quadri a un'esposizione

 

Dal 16 Aprile 2016 al 30 Giugno 2016

Bologna

Luogo: Galleria Studio G7

Indirizzo: via Val d'Aposa 4A

Orari: dal martedì al sabato 15.30 - 19.30. Mattina, lunedì e festivi per appuntamento.

Curatori: Francesco Tedeschi

Enti promotori:

  • Galleria Studio G7

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 051 2960371

E-Mail info: info@galleriastudiog7.it

Sito ufficiale: http://www.galleriastudiog7.it/index.php/mostre/119-eou



Studio G7 pone l’accento su tre importanti momenti della ricerca di Sandro de Alexandris nella personale che gli dedica tra aprile e giugno 2016.
La mostra, a cura di Francesco Tedeschi, vede esposte le opere dell’artista torinese appartenenti al ciclo attuale oltre a esempi di “sovrapposizioni” e “superfici graffiate”: tecniche adottate da De Alexandris rispettivamente tra il 1983 e il 1991, e tra il 1974 e il 1978.
Sandro De Alexandris, attivo a Torino a partire dai primissimi anni ’60, fa propria, in linea con le tendenze di quegli anni, la necessità di ridefinire condizioni e finalità dell’opera meditando su regole e prassi.
L’interrogarsi di De Alexandris riguarda tuttavia in modo specifico la pittura, disciplina al centro del suo interesse fin dagli esordi della quale indaga gli elementi fondanti: segno, spazio, colore.
I lavori destinati alla mostra in galleria sono scelti con il proposito di evidenziare il legame che collega opere prodotte in tempi diversi, oltre all’intento di delineare la poetica di un artista che concepisce la pittura come interrogazione continua del mezzo espressivo.
Il riferimento alla pittura come idea in sé è il tratto che più caratterizza il lavoro di De Alexandris, il principio per cui lo spazio dedicato ad essa viene sistematicamente isolato dallo spazio generale del supporto.
Adoperando l’ordine cronologico possiamo rilevare questo aspetto in ciascuno dei momenti di produzione dell’artista documentati in mostra: come nel caso dei cartoni bianchi graffiati dal bisturi o dalla grafite dura.
In molti di questi lavori infatti l’inizio dell’intervento, in basso, in alto e nelle parti laterali non coincide con il margine del cartone.
Le linee si dispongono ordinatamente in modo da formare un riquadro al centro di quest’ultimo: un secondo spazio destinato proprio all’esecuzione.
E’ grazie a questa pratica che l’intervento dell’artista può considerarsi in un certo senso “rappresentato”.
L’atto di “mettere in scena” la pittura diventa più teatrale nelle “sovrapposizioni” che contraddistinguono la produzione del ciclo successivo.
Questa fase è caratterizzata dall’uso della tela che acquista spessore grazie all’applicazione stratificata di ulteriore materiale pittorico.
Per eseguire questi lavori l’artista recupera strisce e brandelli di pitture su tela eseguite in momenti precedenti della sua attività.
Tali elementi, disposti assieme, costituiscono nuove linee, nuove aree di colore e, allo stesso tempo, il nuovo spazio pittorico.
Nei lavori più recenti De Alexandris continua a operare stratificando: adesso tuttavia il colore è steso direttamente sul supporto e l’essenzialità torna a caratterizzare l’insieme.
Lo “spazio di rappresentazione” è posto in evidenza al centro della tela dagli strati di olio o pastello oltre che da un approssimativo segno di contorno.
Le opere di questa serie sono forse quelle dove appare più marcata la vocazione analitica di una ricerca che anela “fare propria” la pittura comprendendola nel suo statuto e nei suoi dettami.
La stessa pittura tuttavia è avvertita dall’artista sempre un poco distante rispetto alla posizione in cui egli si trova.
Tale condizione è richiamata dall’uso del ceruleo: il colore più usato da De Alexandris in questa recente produzione, associato proprio all’idea di lontananza.
Un altro aspetto che caratterizza i vari momenti di questo lungo percorso corrisponde al buon numero di lavori dei quali di volta in volta esso si compone.
Opere sempre molto simili tra loro ma allo stesso tempo diverse, tutte soggette alla possibilità di infinite soluzioni compositive per cui ciascuna appare inevitabilmente preludio della successiva.
Per l’intera durata della mostra saranno disponibili in galleria il testo critico di Francesco Tedeschi, realizzato in occasione di questo evento, e il volume: Francesco Tedeschi, De Alexandris, De Ferrari Editore.

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