Vittorio Giardino. La quinta verità
Vittorio Giardino. La quinta verità
Dal 22 Febbraio 2013 al 1 Aprile 2013
Bologna | Visualizza tutte le mostre a Bologna
Luogo: Museo Civico Archeologico
Indirizzo: via dell'Archiginnasio 2
Orari: da martedì a venerdì 10-15; sabato e domenica 10-18.30
Costo del biglietto: intero € 5, ridotto € 3
Telefono per informazioni: +39 339 7946599
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.bilbolbul.net/
Vittorio Giardino ha percorso trent'anni di fumetto europeo seguendo una via personale e indipendente dalle mode, ed è oggi uno dei Maestri della letteratura disegnata, amato per l'ordinata complessità dell'intreccio romanzesco come per la trasparenza espressiva del segno.
Autodidatta, alla continua ricerca di una sempre più compiuta misura classica che gli consenta di districare il groviglio delle passioni e della Storia, lavora sui generi per acquisirne le regole e sovvertirne dall'interno il significato, prosciugarne gli automatismi e sostituirli con la vita vera.
I suoi romanzi grafici raccontano la collisione dell'individuo contro il potere, la corruzione degli ideali, la dignità di chi, vedendosi sconfitto, continua a testimoniare la propria resistenza. I fragili eroi di Giardino sono in parte alter ego del loro creatore, portatori del suo interrogarsi sull'ingiustizia e sul reale, sulla difficoltà del vivere. Da Sam Pezzo – antieroe hard boiled che si muove in una città che sovrappone le metropoli del noir americano alla sua Bologna dei primi anni 80 – a Max Fridman – spia riluttante che attraversa l’Europa sull'orlo del secondo conflitto mondiale – fino al romanzo di formazione di Jonas Fink – giovane ebreo nella Cecoslovacchia comunista del dopoguerra.
Tra le sue influenze ci sono il cinema classico hollywoodiano, tanto per l’esattezza dell'ingranaggio narrativo quanto per la potenza iconica dell'inquadratura, e la linea chiara franco-belga di Hergé e di Jacobs, che Giardino declina verso un maggiore naturalismo.
La mostra pone l'accento su Giardino narratore, sulla sua capacità di tessere intrecci che - nelle forme del mistero e dell'avventura - sappiano rendere la complessità del reale, sull'eleganza e l'esattezza di un segno che interroga e seduce. In occasione della mostra viene pubblicato il libro Vittorio Giardino. La quinta verità (Comma 22), a cura di Hamelin.
Autodidatta, alla continua ricerca di una sempre più compiuta misura classica che gli consenta di districare il groviglio delle passioni e della Storia, lavora sui generi per acquisirne le regole e sovvertirne dall'interno il significato, prosciugarne gli automatismi e sostituirli con la vita vera.
I suoi romanzi grafici raccontano la collisione dell'individuo contro il potere, la corruzione degli ideali, la dignità di chi, vedendosi sconfitto, continua a testimoniare la propria resistenza. I fragili eroi di Giardino sono in parte alter ego del loro creatore, portatori del suo interrogarsi sull'ingiustizia e sul reale, sulla difficoltà del vivere. Da Sam Pezzo – antieroe hard boiled che si muove in una città che sovrappone le metropoli del noir americano alla sua Bologna dei primi anni 80 – a Max Fridman – spia riluttante che attraversa l’Europa sull'orlo del secondo conflitto mondiale – fino al romanzo di formazione di Jonas Fink – giovane ebreo nella Cecoslovacchia comunista del dopoguerra.
Tra le sue influenze ci sono il cinema classico hollywoodiano, tanto per l’esattezza dell'ingranaggio narrativo quanto per la potenza iconica dell'inquadratura, e la linea chiara franco-belga di Hergé e di Jacobs, che Giardino declina verso un maggiore naturalismo.
La mostra pone l'accento su Giardino narratore, sulla sua capacità di tessere intrecci che - nelle forme del mistero e dell'avventura - sappiano rendere la complessità del reale, sull'eleganza e l'esattezza di un segno che interroga e seduce. In occasione della mostra viene pubblicato il libro Vittorio Giardino. La quinta verità (Comma 22), a cura di Hamelin.
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