Joan Mirò. Genius loci: l’alfabeto del segno e della materia
Dal 15 Ottobre 2022 al 22 Gennaio 2023
Cherasco | Cuneo | Visualizza tutte le mostre a Cuneo
Luogo: Palazzo Salmatoris
Indirizzo: Via Vittorio Emanuele 31
Orari: Mercoledì: 15:00 - 19:00 Giovedì: 15:00 - 19:00 Venerdì: 15:00 - 19:00 Sabato: 09:30 - 12:30 | 15:00 - 19:00 Domenica: 09:30 - 12:30 | 15:00 - 19:00. Lunedì e Martedì chiuso
Curatori: Cinzia Tesio, Riccardo Gattolin, Rino Tacchella
Costo del biglietto: intero: 12 €, ridotto: 6 €. Entrata gratuita da 0 a 14 anni, cheraschesi e possessori Tessera Abbonamento Piemonte Musei
Telefono per informazioni: +39 0172 427050
Sito ufficiale: http://www.cherascosalmatoris.it
Al “grigio pandemico” appena trascorso la Città di Cherasco oppone il Genius loci di Joan Miró. Una lungimirante rassegna che mette in mostra i colori, le “non forme”, l’alfabeto comunicativo del prestigioso artista catalano e l’arte a lui coeva.
Complessità ed esemplarità Il suo carattere audace e sperimentale e la sua arte del tutto originale hanno raggiunto traguardi espressivi nuovi dando vita ad una delle vicende artistiche più significative e fertili del Novecento che non ha ancora finito di stupirci.
Sebbene l’opera di questo grande personaggio abbia incontrato una precoce fortuna e sia stata oggetto di numerosi studi ed esposizioni, di fatto rivela ancora oggi, per la sua complessità ed esemplarità, aspetti debolmente indagati.
Le opere del maestro, accostato a molte correnti artistiche, in particolar modo all’Astrattismo e al Surrealismo, lasciano spazio a riflessioni diverse.
Si potrebbe dire, forse in modo più preciso secondo tempus et locum, che il suo è un percorso prossimo al surrealismo più che una completa adesione al movimento dell’inconscio. Alla base c’è sempre un progetto, un’idea ben indagata. Altro che un’azione di getto: molte sue opere hanno avuto percorsi realizzativi durati anni. Non create in poco tempo, come molti ancora pensano. Joan Miró: né astratto, né surrealista.
Come definirlo quindi? Cherasco prova a rispondere al quesito con la rassegna di Palazzo Salmatoris, in cui viene messo in luce un artista in continua sperimentazione, sempre pronto alla ricerca, alla novità e all’assoluta mancanza di censure. Nonostante gli anni difficili che ha vissuto tra le due guerre, il genio creativo di Miró è emerso in maniera vitale, stimolando il dibattito culturale all’interno delle numerose “correnti” pittoriche sia di quel periodo che successive. Uno sforzo di ricerca tenace che lo ha portato a produrre arte visiva, pensiero e poesia con grande passione fino agli ultimi anni della sua vita.
Come si evince dal titolo, all’interno della mostra una particolare attenzione viene riservata all’analisi del forte legame tra Miró e l’isola di Maiorca. Il luogo, le tradizioni, la natura sono il ʺbaricentro spirituale della sua originalissima ricerca.
Vengono, pertanto, esplorati diversi temi del suo fare artistico: una poliedricità di forme e mezzi espressivi, dalla pittura alla ceramica non trascurando l’opera grafica, che gli hanno permesso di esprimere il suo spirito innovativo unitamente alla profondità e liricità delle tematiche trattate.
In questo contesto, per “meglio vedere”, le sue opere vengono messe a confronto con altri capolavori di artisti internazionali. L’obiettivo è quello di evidenziarne l’originalità e la forza dirompente sempre guidati da una techne molto ricercata.
Un percorso di analisi approfondita ed emozionante.
La mostra, complessivamente, raccoglie più di 80 opere. Tra i maestri internazionali inseriti nelle tematiche trattate emergono in modo significativo: Dalì, De Chirico, Capogrossi, Mathieu, Hartung.
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