La Galleria degli arazzi. Fragilità della bellezza
La Galleria degli arazzi. Fragilità della bellezza, Galleria degli Uffizi, Firenze
Dal 20 Maggio 2014 al 28 Giugno 2014
Firenze | Visualizza tutte le mostre a Firenze
Luogo: Galleria degli Uffizi
Indirizzo: piazzale degli Uffizi
Orari: dal martedì al sabato 14-18
Enti promotori:
- Polomuseale Fiorentino
- Galleria degli Uffizi
- Opificio delle Pietre Dure
- Firenze Musei
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 055 2388721 / 055 2388651
E-Mail info: marcoferri.press@gmail.com
Sito ufficiale: http://www.polomuseale.firenze.it/
Nel 2012 la mostra La Galleria degli arazzi. Epifanie di tessuti preziosi, esponendo diciassette panni scelti tra le serie preziose conservate agli Uffizi, riportava alla memoria il tempo in cui si stendevano in teoria cromatica lungo i corridoi di Galleria, fino al 1987, quando furono rimossi per proteggerli, nel deposito, dai danni causati dalla luce e dalla trazione.
Per la futura esposizione, alle giuste condizioni e a rotazione, nelle sale al piano terreno incluse nel progetto ’Nuovi Uffizi’ per la collezione degli arazzi, sono stati previsti interventi di varia natura, ora impegnativi ora più contenuti. Ognuno di essi presenta singolari specificità, risolte grazie alla perizia dai restauratori.
Nella mostra allestita alle Reali Poste si presentano diverse tipologie d’intervento.
Il grande arazzo che raffigura La spoliazione dei corpi dopo la battaglia di Canne, fa parte della serie con Storie di Annibale, tessuta intorno alla metà del XVI secolo dall’arazziere Cornelis de Ronde, divisa tra agli Uffizi (tre panni) e la Bayerisches Nationalmuseum di Monaco (sei panni). Un saggio di Lucia Meoni in catalogo presenta l’intera serie, illustrandone la ricchezza dell’iconografia e della manifattura.
L’intervento conservativo, cui l’arazzo è stato soggetto, a cura del Laboratorio tessile di Opera, consente ora di apprezzarne l’impaginatura, l’esuberanza dei dettagli decorativi, esaltati dall’impiego di tecniche ‘virtuosistiche’ nella tessitura. L’oro dei filati, largamente impegnato, sostanzia la ricchezza dei dettagli e l’insieme della composizione.
Già restaurati negli anni ‘90, l’Ecce Homo e la Resurrezione, preziosi panni devozionali tessuti dall’arazziere fiammingo Nicola Karcher per la manifattura medicea su cartoni di Francesco Salviati, vengono ora presentati dopo un nuovo intervento, a cura del Laboratorio tessile dell’Opificio delle Pietre Dure, che ha assai migliorato la risoluzione cromatica delle mancanze.
Infine è presente, a conclusione dell’impegnativo lavoro, anch’esso a cura del Laboratorio tessile dell’Opificio delle Pietre Dure mirato a stabilizzarne il precario stato conservativo e a renderlo nuovamente esponibile e dunque visibile, il fragilissimo arazzo, tessuto completamente in seta da Giovanni Rost nel 1553, raffigurante Dicembre, Gennaio e Febbraio, della serie dei Mesi, cui il Bachiacca fornì i cartoni.
La presentazione di questi interventi si offre come contributo al ‘disvelamento’ del pregio di questa collezione, meritevole d’investimenti e d’attenzione, perché la ‘forza rigeneratrice’ di un corretto restauro e di una buona conservazione abbia possibilità d’impiego, a perpetuare la bellezza di queste opere d’arte.
Per la futura esposizione, alle giuste condizioni e a rotazione, nelle sale al piano terreno incluse nel progetto ’Nuovi Uffizi’ per la collezione degli arazzi, sono stati previsti interventi di varia natura, ora impegnativi ora più contenuti. Ognuno di essi presenta singolari specificità, risolte grazie alla perizia dai restauratori.
Nella mostra allestita alle Reali Poste si presentano diverse tipologie d’intervento.
Il grande arazzo che raffigura La spoliazione dei corpi dopo la battaglia di Canne, fa parte della serie con Storie di Annibale, tessuta intorno alla metà del XVI secolo dall’arazziere Cornelis de Ronde, divisa tra agli Uffizi (tre panni) e la Bayerisches Nationalmuseum di Monaco (sei panni). Un saggio di Lucia Meoni in catalogo presenta l’intera serie, illustrandone la ricchezza dell’iconografia e della manifattura.
L’intervento conservativo, cui l’arazzo è stato soggetto, a cura del Laboratorio tessile di Opera, consente ora di apprezzarne l’impaginatura, l’esuberanza dei dettagli decorativi, esaltati dall’impiego di tecniche ‘virtuosistiche’ nella tessitura. L’oro dei filati, largamente impegnato, sostanzia la ricchezza dei dettagli e l’insieme della composizione.
Già restaurati negli anni ‘90, l’Ecce Homo e la Resurrezione, preziosi panni devozionali tessuti dall’arazziere fiammingo Nicola Karcher per la manifattura medicea su cartoni di Francesco Salviati, vengono ora presentati dopo un nuovo intervento, a cura del Laboratorio tessile dell’Opificio delle Pietre Dure, che ha assai migliorato la risoluzione cromatica delle mancanze.
Infine è presente, a conclusione dell’impegnativo lavoro, anch’esso a cura del Laboratorio tessile dell’Opificio delle Pietre Dure mirato a stabilizzarne il precario stato conservativo e a renderlo nuovamente esponibile e dunque visibile, il fragilissimo arazzo, tessuto completamente in seta da Giovanni Rost nel 1553, raffigurante Dicembre, Gennaio e Febbraio, della serie dei Mesi, cui il Bachiacca fornì i cartoni.
La presentazione di questi interventi si offre come contributo al ‘disvelamento’ del pregio di questa collezione, meritevole d’investimenti e d’attenzione, perché la ‘forza rigeneratrice’ di un corretto restauro e di una buona conservazione abbia possibilità d’impiego, a perpetuare la bellezza di queste opere d’arte.
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