Yuval Avital. Lucus
Dal 16 Luglio 2023 al 7 Gennaio 2024
Luogo: Fondazione Biscozzi | Rimbaud
Indirizzo: Piazzetta Giorgio Baglivi 4
Orari: dal martedì alla domenica dalle ore 17.00 alle 21.00. Chiuso il lunedì
Curatori: Massimo Guastella
Costo del biglietto: intero € 5, ridotto € 3. Gratuito bambini fino ai 6 anni, diversamente abili (e accompagnatore), un accompagnatore per ogni gruppo, militari e forze dell’ordine con tesserino, guide turistiche, giornalisti con tesserino
Telefono per informazioni: +39 0832 1994743
E-Mail info: [email protected]
Sito ufficiale: http://www.fondazionebiscozzirimbaud.it
Yuval Avital, nato a Gerusalemme nel 1977, vive a Milano e in Salento, è un artista multimediale e compositore. Da sempre sviluppa le sue opere in una varietà di spazi, tra luoghi pubblici, siti archeologici industriali, teatri e musei, sfidando le tradizionali categorie cristallizzate che separano le arti.
Nelle sue mostre, performance, installazioni immersive, opere totali, “riti” sonori su larga scala e concerti, si possono trovare danzatori, ensemble di musica contemporanea, maestri di culture e tradizioni antiche, multi-proiezioni video, ambienti tattili meditativi, strumenti tecnologici avanzati, materiali d’archivio, sculture sonore, oggetti, pittura e opere stampate, collaborazioni con persone, comunità, istituti scientifici.
Per la Fondazione Biscozzi | Rimbaud Yuval Avital ha ideato e realizzato un progetto site-specific ispirato al bosco sacro, il lucusappunto, caro agli antichi romani ma altrettanto considerato dalle arti.
L’artista, alla costante ricerca di tracce umane e recuperi rituali, affascinato dalle differenti identità dei luoghi, ha ideato un percorso espositivo che intende creare interrelazioni con la comunità e le sue radici culturali e naturali, rievocando le remote aree boschive ricoperte dalla macchia della penisola jonico-salentina.
Novanta le opere in mostra, alcune recenti e altre realizzate appositamente, tutte caratterizzate dalla versatilità nell’utilizzo dei linguaggi e dei mezzi espressivi, d’una creatività mai doma, a tratti inquieta, che unisce il fare artistico tradizionale alla multimedialità.
Quattro i momenti in cui si snoda il percorso espositivo negli spazi della Fondazione Biscozzi | Rimbaud.
Nella prima sala, al pianoterra, accedendo attraverso un sipario, cinque menhir suggeriscono il luogo sacro, a simboleggiare un paesaggio silvestre ove si ergono verticalmente, come alberi, gli approssimativi parallelepipedi. I monumenti monolitici sono riprodotti in scala, nel “dialogo” (così lo definisce l’artista) con gli artigiani locali della cartapesta, com’è nelle sue corde. A quelle strutture verticali si accompagna la serie pittorica dei Bagnanti, rappresentazioni d’impianto espressionista entro un’atmosfera onirica.
L'installazione, concepita specificatamente per la Fondazione, consente al visitatore di penetrare in un ambiente immersivo che, come sottolinea il curatore, Massimo Guastella: “si tramuta in una metafora del paesaggio mediterraneo, perduto ma persistente nella memoria, in una sorta di total room immersiva, molto prossima all’opera totale che è al contempo la cifra personale dell’artista”.
Si continua nella sala dove sono ordinate dodici maschere sonore, dalle effigi ieratiche, irregolari e irreali, che emettono ineffabili suoni, forse ancestrali. Si prosegue poi nella sala successiva con il light box della serie fotografica Light Recordings n.8 Taidung/32, del 2018, ripresa notturna vissuta direttamente in un bosco sacro tra le tradizioni autoctone della gente di Taiwan. Lo schermo di grande dimensione è abbinato alla “comunità” dei quattordici Bagnanti in gesso, surreali statuine dai corpi umani compenetrate da vegetazione.
L’esposizione si conclude nelle sale al primo piano, dove Avital disloca, tra le opere della collezione permanente della Fondazione, tre Singing Tubes, sculture sonore totemiche che riproducono voci: l’alta giraffa respirante (Singing Tubes n. 2), il ragno blu tremolante (Singing Tubes n. 3) e la vivace tinteggiatura del verme dal tono grave (Singing Tubes n. 6).
Yuval Avital, nel collage di mezzi espressivi del fare artistico, fa coesistere elementi apparentemente distanti tra loro, compendiandoli e mettendo in stretta relazione il presente con territorio, origini e riti.
È in preparazione il catalogo della mostra, a cura di Massimo Guastella, Dario Cimorelli Editore.
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