Benedetto Pietrogrande. In viaggio
Dal 28 May 2015 al 30 August 2015
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Museo Diocesano
Indirizzo: corso di Porta Ticinese 95
Curatori: Paolo Biscottini
Costo del biglietto: intero: € 8 (martedì € 4.00), ridotto € 5, scolaresche € 2, gruppi: € 6
Telefono per informazioni: +39 02.89420019
E-Mail info: info.biglietteria@museodiocesano.it
Sito ufficiale: http://www.museodiocesano.it/
Dal 29 maggio al 30 agosto 2015, il Museo Diocesano di Milano (corso di Porta Ticinese, 95) presenta la mostra “Benedetto Pietrogrande. In viaggio”, dedicata ad uno dei protagonisti della scultura italiana del secondo Novecento. Il percorso espositivo esemplifica l’intera produzione scultorea dell’artista vicentino (classe 1928), che appare da sempre sensibile ai temi d’ispirazione religiosa ed alla concezione dell’arte intesa come rapporto tra individui, spazi e realtà.
La mostra, a cura di Paolo Biscottini, è un cammino alla scoperta del percorso dell’artista che si sviluppa attraverso un’esaustiva selezione di opere: dai piccoli bronzi degli anni Cinquanta (i Guerrieri e le Vele), ai lavori degli anni Sessanta prevalentemente dedicati ai temi sacri (in mostra i bassorilevi della serie del Sinai) e fortemente legati al Concilio Ecumenico Vaticano II, dei cui temi Pietrogrande si è fatto interprete dedicando numerosi bassorilievi al grande avvenimento ecclesiale (pannello bronzeo raffigurante la Chiusura del Concilio, l’incontro tra Paolo VI e Atenagora, provenienti dalla Chiesa milanese di San Michele e Santa Rita). I bassorilievi di questi decenni si caratterizzano per il linguaggio scarno in cui l’uso sapiente delle sfumature crea differenze sottili di rilievo e dà origine a un chiaroscuro di particolare intensità.
Numerose sono le sue sculture collocate in spazi urbani ed edifici religiosi; in mostra alcuni bozzetti di grandi monumenti pubblici realizzati in bronzo (Papa Giovanni XXIII, bronzo realizzato nel 1973 per la Città di Corsico, prima grande commissione pubblica; bozzetto per Arcangelo Michele, preparatorio alla grande statua di analogo soggetto collocata in piazza San Paolo a Monza nel 2004 in prossimità del luogo in cui sorgeva l’antica chiesa di San Michele Arcangelo, demolita nel 1922).
Gli anni Settanta sono rappresentati in mostra da una serie di sculture nate dall’osservazione delle realtà più dolorose che l’autore incontrava nei suoi continui spostamenti da Venezia, dove insegnava all’Accademia, a Milano. Nelle stazioni, nei vagoni del treno, gli si era svelata l’umanità costituita dalle famiglie che si trasferivano a Milano per cercare lavoro.
Le sculture in mostra narrano con grande forza, che è poi quella della denuncia sociale vibrante in quegli anni, il tema delle migrazioni, qui rappresentate da “valigie”, “bisacce”, “carri”, “memorie” testimonianza di continue partenze, sradicamenti, che diventano simboli della sofferenza e della povertà che accompagnano numerose di queste esperienze. La medesima forza emotiva si riscontra nella resa plastica asciutta e scarna delle opere di questo periodo; la definizione dei semplici volumi nello spazio è ciò che maggiormente colpisce.
La produzione più recente, dalla metà degli anni Ottanta in poi, è caratterizzata da un ritorno più marcato alla figurazione: sono sempre più numerose le commissioni legate al territorio. Dalla chiesa Dio Trinità d’Amore di Vimodrone alcune stazioni della Via Crucis (1995), dall’Istituto Gonzaga di Milano il grande pannello bronzeo realizzato nel 2007 per il centenario dell’Istituto Gonzaga.
Nella mostra “Benedetto Pietrogrande. In viaggio” il bronzo è il protagonista assoluto: un elemento che evoca i fondamenti stessi della scultura, una materia cui l’artista dà forma alla propria esperienza di viaggio, di cammino, di spaesamento.
In occasione della mostra è stato realizzato un catalogo, edito da Scalpendi Editore a cura di Paolo Biscottini, che approfondisce i temi proposti dal progetto attraverso testi, immagini e riproduzioni legate ai momenti centrali nella vita dell’artista.
La mostra, a cura di Paolo Biscottini, è un cammino alla scoperta del percorso dell’artista che si sviluppa attraverso un’esaustiva selezione di opere: dai piccoli bronzi degli anni Cinquanta (i Guerrieri e le Vele), ai lavori degli anni Sessanta prevalentemente dedicati ai temi sacri (in mostra i bassorilevi della serie del Sinai) e fortemente legati al Concilio Ecumenico Vaticano II, dei cui temi Pietrogrande si è fatto interprete dedicando numerosi bassorilievi al grande avvenimento ecclesiale (pannello bronzeo raffigurante la Chiusura del Concilio, l’incontro tra Paolo VI e Atenagora, provenienti dalla Chiesa milanese di San Michele e Santa Rita). I bassorilievi di questi decenni si caratterizzano per il linguaggio scarno in cui l’uso sapiente delle sfumature crea differenze sottili di rilievo e dà origine a un chiaroscuro di particolare intensità.
Numerose sono le sue sculture collocate in spazi urbani ed edifici religiosi; in mostra alcuni bozzetti di grandi monumenti pubblici realizzati in bronzo (Papa Giovanni XXIII, bronzo realizzato nel 1973 per la Città di Corsico, prima grande commissione pubblica; bozzetto per Arcangelo Michele, preparatorio alla grande statua di analogo soggetto collocata in piazza San Paolo a Monza nel 2004 in prossimità del luogo in cui sorgeva l’antica chiesa di San Michele Arcangelo, demolita nel 1922).
Gli anni Settanta sono rappresentati in mostra da una serie di sculture nate dall’osservazione delle realtà più dolorose che l’autore incontrava nei suoi continui spostamenti da Venezia, dove insegnava all’Accademia, a Milano. Nelle stazioni, nei vagoni del treno, gli si era svelata l’umanità costituita dalle famiglie che si trasferivano a Milano per cercare lavoro.
Le sculture in mostra narrano con grande forza, che è poi quella della denuncia sociale vibrante in quegli anni, il tema delle migrazioni, qui rappresentate da “valigie”, “bisacce”, “carri”, “memorie” testimonianza di continue partenze, sradicamenti, che diventano simboli della sofferenza e della povertà che accompagnano numerose di queste esperienze. La medesima forza emotiva si riscontra nella resa plastica asciutta e scarna delle opere di questo periodo; la definizione dei semplici volumi nello spazio è ciò che maggiormente colpisce.
La produzione più recente, dalla metà degli anni Ottanta in poi, è caratterizzata da un ritorno più marcato alla figurazione: sono sempre più numerose le commissioni legate al territorio. Dalla chiesa Dio Trinità d’Amore di Vimodrone alcune stazioni della Via Crucis (1995), dall’Istituto Gonzaga di Milano il grande pannello bronzeo realizzato nel 2007 per il centenario dell’Istituto Gonzaga.
Nella mostra “Benedetto Pietrogrande. In viaggio” il bronzo è il protagonista assoluto: un elemento che evoca i fondamenti stessi della scultura, una materia cui l’artista dà forma alla propria esperienza di viaggio, di cammino, di spaesamento.
In occasione della mostra è stato realizzato un catalogo, edito da Scalpendi Editore a cura di Paolo Biscottini, che approfondisce i temi proposti dal progetto attraverso testi, immagini e riproduzioni legate ai momenti centrali nella vita dell’artista.
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