Francesco Zavattari. Universo instabile

Francesco Zavattari. Universo instabile, Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13, Milano

 

Dal 11 Giugno 2014 al 24 Giugno 2014

Milano

Luogo: Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13

Indirizzo: via Statuto 13

Orari: dal martedì al sabato 11-19

Curatori: Massimiliano Bisazza

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 02 62695137 / 347 2265227

Sito ufficiale: http://www.statuto13.it


I dipinti di Francesco Zavattari sono un incontro di luci che nascono dal connubio esistente tra l’arte e il design, entrambi presenti nella sua vita come punti focali nella sua creatività. 

Le linee sono infantili a livello segnico e le tecniche nelle quali ama cimentarsi sono molteplici: pastelli, litografie, carboncini, sanguigne e molto altro ancora. Denoto una ricchezza espressiva nella combinazione vincente che varia dallo stilema dell’astrattismo a quello della figurazione d’immagini proto primitive. Mai dedito alla resa fumettistica, Zavattari artista, ama cimentarsi in composizioni pregne di movimento e d’instabilità; quasi dedite alla frenesia intellettuale. 

Zavattari esprime tutti i suoi stati d’animo con impeto, grazie ad un’innata sensibilità e passione per il suo lavoro e per una palese volontà di voler incontrare e congelare le proprie e le altrui percezioni ed esperienze di vita. 

I ritmi manifestati nei suoi lavori artistici sono spesso veloci, troppo veloci, da creare quasi uno smarrimento nel fruitore che le osserva. Nulla però è dato al caso. Vuole che ognuno possa avere la sua percezione e conseguente interpretazione, senza mai imporre la propria, che spesso giudica talmente personale a tal punto da non poter essere inquadrata in alcuna corrente stilistica. 
L’artista approda ora in Galleria Statuto13, a Milano, nel cuore di Brera District, cuore pulsante della contemporaneità e delle novità artistiche in Italia. 

“Universo instabile” dunque è un progetto che esprime tutto questo e molto altro ancora, sta a voi giudicarne il senso più profondo vivendolo sulla vostra pelle, osservando le opere presenti in mostra, saggiando metaforicamente quali sensi siano collegabili alle vostre personali realtà o esistenze “instabili”. 

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