Giancarlo Marcali. Intracorpi... et nos cedamus amori

Giancarlo Marcali, Doppelgänger, avanzamento, 2012, Installazione, foto incisione su pellicola Agfa, cm 200x200x20

 

Dal 14 Giugno 2014 al 06 Luglio 2014

Seregno | Milano

Luogo: Museo Vignoli

Indirizzo: via Santino de Nova

Orari: mer-gio-ven 19-21.00; sab 16-20; dom 10-12 / 16-20

Enti promotori:

  • Comune di Seregno

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 346 4154557

E-Mail info: mikeroart@libero.it

Sito ufficiale: http://www.giancarlomarcali.com


Giancarlo Marcali per la prima volta espone in Brianza, al Museo Vignoli. Con 2 progetti inediti e 5 installazioni, il percorso espositivo si articola attorno ai momenti di “ebollizione artistica” di una visione che punta dritto al cuore della sacralità dell’esistenza umana. Da sabato 14 giugno a lunedì 6 luglio 2014, il Museo Vignoli di Seregno apre le sue porte al pubblico con la mostra “INTRACORPI... et nos cedamus amori”, un’analisi del percorso artistico di Giancarlo Marcali (Richterwil – Svizzera, 1963) dal 2010 a oggi, attraverso le opere che hanno segnato ogni fase di quella che l’artista stesso definisce ”ebollizione” artistica di una visione. Una mostra fortemente voluta dall'artista e che come lo stesso Giancarlo Marcali racconta: "ha un grande valore emotivo e personale, oltre che professionale. È la mia “prima volta” nel territorio in cui sono cresciuto e in cui da più di quattro anni sono tornato a vivere e lavorare ed è un'importante opportunità per mostrare il mio percorso di artista alle persone con cui condivido la vita di tutti i giorni”. L’inaugurazione si terrà sabato 14 giugno alle ore 18.00 e vedrà la speciale partecipazione della poetessa e performer Paola Turroni, accompagnata dal chitarrista Carlo Monti, con un reading multimediale di grande intensità emotiva: parola, musica e immagini per interpretare e presentare uno dei progetti inediti realizzati dall’artista. In mostra, sette installazioni, di cui due realizzate per l’occasione. Grafia su cartoncino, radiografie, foto incisioni su pellicola Agfa, scatole specchio: i differenti mezzi espressivi dell’artista in-seguono la necessità di ri-velare un istante, quello in cui “tutto cambia, esplode e implode, per sempre”. Quell’istante che ha l’apparenza del momento doloroso che accompagna una fine, ma che si manifesta come l’apparizione della forza vitale di un inizio. Didi-Huberman, filosofo e storico dell’arte, parla di “immagini che toccano qualcosa poi qualcuno. Immagini per andare al cuore delle questioni: toccare per vedere o, al contrario, toccare per non vedere più; vedere per non toccare più o, al contrario, vedere per toccare”. Giancarlo Marcali ricerca e modella la possibilità di senso delle sue opere, il loro “andare al cuore delle questioni” attraverso lo svelamento di rapporti sensibili e visibili nell’immagine di cui l’opera stessa è creatrice. E in una lotta corpo a corpo con la percezione ordinaria, in un’apertura delle dimensioni spazio-tempo, mette in movimento le emozioni, le azioni e le sensazioni corporee dello spettatore. Quella dell'artista è una “visione immaginale” che dischiude al visitatore mondi diversi di immagini e livelli diversi di esperienza, per creare un orizzonte di senso in cui il visibile e l’invisibile, il tangibile e l’immateriale, la presenza e l'assenza si ri-congiungono nel segno di un amore universale. Per riconsegnare a ognuno la visione del tessuto e dell’essenza di se stesso, per esplorare la visione ben oltre l’aspetto meramente estetico.

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