Jaan Toomik. Run
Jaan Toomik. Run, Galleria Artra, Milano
Dal 30 Ottobre 2012 al 13 Gennaio 2013
Milano | Visualizza tutte le mostre a Milano
Luogo: Galleria Artra
Indirizzo: via Burlamacchi 1
Orari: da martedì a sabato 11-13/ 15-19
Curatori: Marco Scotini
Telefono per informazioni: +39 02 5457373
E-Mail info: info@artragallery.com
Sito ufficiale: http://www.artragallery.com
La Galleria Artra dopo la retrospettiva di Ion Grigorescu (2008) e di Deimantas Narkevicius (2011) vi aspetta al nuovo appuntamento con Jaan Toomik.
La mostra RUN di Jaan Toomik, a cura di Marco Scotini, è la prima retrospettiva italiana del più importante artista estone, prodotta in collaborazione con il Centro per le Arti Contemporanee dell’Estonia di Tallin. Presente in Italia in più occasioni, dalla Biennale di Venezia del 2003 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2003 e 2008), dalla mostra Istant Europe a Villa Manin fino a Progressive Nostalgia al Museo Pecci, Jaan Toomik torna in Italia con una personale interamente dedicata a molti anni del suo lavoro.
Dopo aver partecipato alla collettiva "Ottobre" del 2007 presso Artra, Jaan Toomik (1961) sarà presente ora con un’ampia esposizione che, raccogliendo video, film e opere su tela a partire dal 1995, intende proporre il suo percorso artistico in maniera esaustiva al pubblico italiano. La mostra RUN, che prende il titolo dal suo ultimo video del 2011, vuole concentrare la propria attenzione sulla biografia personale di Jaan Toomik come momento della costruzione di una soggettività post-socialista e, più ampiamente, precaria, plurale e contemporanea.
Contrariamente alle letture che hanno riproposto un rapporto antagonistico tra storia e naturalismo o quelle che si sono concentrate sullo psicologismo, tutto il lavoro di Toomik ci pare rivolto ad affermare un’arte della presenza come dimensione non tanto esistenziale quanto politico-sociale. Il carattere performativo (sempre esibito in prima persona) è al centro dell’opera di Toomik ma ciò che esso mette in scena non è mai un’identità (che è sempre declinata), né un’appartenenza (mai realizzata). C’è in Toomik una sorta di vita naturale, antropogenetica, che è restituita al centro della polis: una forma di vita transindividuale, fisica, enigmatica e comune. La sua opera 15-31 Maggio 1992 (con referenza alla Merda d’artista di Manzoni) è, in questo senso, una radicale anticipazione del suo lavoro recente.
Toomik mette sempre in scena un teatro di atti unici, senza scopo apparente e senza prodotto: una gestualità allo stato puro, come esibizione di un’impossibilità di parlare. Ripetuti e singolari allo stesso tempo, i gesti espongono una corporeità comune al qui e ora determinato dell’azione: frustrata dalle restrizioni fisiche, nuda, atletica. C’è sempre una coreografia specifica, un ambiente differente (il mare ghiacciato, una cascata, l’interno di una piscina) che la comprende, una voce o una traccia sonora che attiva il carattere potenziale del gesto o lo arresta, lo sospende. Questa oscillazione tra fissità e movimento, tra tela e fotogramma, è al cuore dell’intero suo lavoro. Al grande gesto dell’ideologia socialista Jaan Toomik risponde con l’essere qualunque dell’istante.
I 50 secondi del video Jaan del 2001 sono un esempio fondamentale di questo stato del tempo così come lo è il suo straordinario film di fiction Oleg (2010) attorno al quale ruota la mostra.
Nell’ultimo video RUN (2011), che dà il titolo all’esposizione milanese, qualcosa di opposto al lavoro che lo ha reso noto nel ’95, Dancing Home, sembra accadere. Quello che là era un rumore di fondo, a frequenze basse e continuo, del motore di una nave sulle rotte del mar baltico qui è ridotto al silenzio totale di un aerodromo vuoto e abbandonato. In questa sorta di cavea teatrale non c’è più alcuna danza rituale che possa sintonizzarsi con l’associazione tra il rumore e il ritmo cardiaco che lì veniva ad istaurarsi. C’è piuttosto un’eco sorda di piedi che prima battono a terra, poi di passi che, da un momento all’altro, tendono ad accelerarsi in una corsa per poi smorzarsi nell’interno del canale buio di un hangar: in modo brusco, quasi fosse il preludio di una fine.
La pubblicazione Run, prodotta in occasione della mostra e pubblicata da Archive Books di Berlino, raccoglie i testi di Jaan Toomik, Marco Scotini, Andris Brinkmanis e Hanno Soans.
Il 30 ottobre alle ore 18:00 si svolgerà in NABA - Nuova Accademia Belle Arti di Milano un incontro pubblico in cui interverranno l’artista Jaan Toomik e il curatore Johannes Saars (Center for Contemporary Arts, Estonia).
Jaan Toomik
Nato nel 1961 a Tartu, in Estonia. Vive e lavora a Tallinn dove insegna alla Estonian Academy of Arts. Tra gli artisti più conosciuti nella scena artistica estone e internazionale ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, in gallerie, musei e istituzioni tra cui: Ostalgia, New Museum, New York (2011), Rencontres Internationales, Pompidou Centre, Parigi (2010), Gender Check, MUMOK, Vienna, Austria (2009), Youprison, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2008), Progressive Nostalgia, Prato (2007), 4th Biennale di Berlino (2006), Instant Europe, Villa Manin e Dream Island, Riga (2004), Now What, BAK, Utrecht, 50° Biennale di Venezia, Fondazione Sandretto Re Rebandengo Torino (2003), L’autre moitie de l’Europe, Galerie nationale du Jeu de Paume, Parigi (2000), After the Wall, Moderna Museet, Stockholm, Ludwig Museum, Budapest; Hamburger Bahnhof, Berlin (1999-2000) 47° Biennale di Venezia, Site Santa Fe Biennial (1997), Manifesta 1, Rotterdam (1996), 22nd International di São Paulo (1994).
La mostra RUN di Jaan Toomik, a cura di Marco Scotini, è la prima retrospettiva italiana del più importante artista estone, prodotta in collaborazione con il Centro per le Arti Contemporanee dell’Estonia di Tallin. Presente in Italia in più occasioni, dalla Biennale di Venezia del 2003 alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (2003 e 2008), dalla mostra Istant Europe a Villa Manin fino a Progressive Nostalgia al Museo Pecci, Jaan Toomik torna in Italia con una personale interamente dedicata a molti anni del suo lavoro.
Dopo aver partecipato alla collettiva "Ottobre" del 2007 presso Artra, Jaan Toomik (1961) sarà presente ora con un’ampia esposizione che, raccogliendo video, film e opere su tela a partire dal 1995, intende proporre il suo percorso artistico in maniera esaustiva al pubblico italiano. La mostra RUN, che prende il titolo dal suo ultimo video del 2011, vuole concentrare la propria attenzione sulla biografia personale di Jaan Toomik come momento della costruzione di una soggettività post-socialista e, più ampiamente, precaria, plurale e contemporanea.
Contrariamente alle letture che hanno riproposto un rapporto antagonistico tra storia e naturalismo o quelle che si sono concentrate sullo psicologismo, tutto il lavoro di Toomik ci pare rivolto ad affermare un’arte della presenza come dimensione non tanto esistenziale quanto politico-sociale. Il carattere performativo (sempre esibito in prima persona) è al centro dell’opera di Toomik ma ciò che esso mette in scena non è mai un’identità (che è sempre declinata), né un’appartenenza (mai realizzata). C’è in Toomik una sorta di vita naturale, antropogenetica, che è restituita al centro della polis: una forma di vita transindividuale, fisica, enigmatica e comune. La sua opera 15-31 Maggio 1992 (con referenza alla Merda d’artista di Manzoni) è, in questo senso, una radicale anticipazione del suo lavoro recente.
Toomik mette sempre in scena un teatro di atti unici, senza scopo apparente e senza prodotto: una gestualità allo stato puro, come esibizione di un’impossibilità di parlare. Ripetuti e singolari allo stesso tempo, i gesti espongono una corporeità comune al qui e ora determinato dell’azione: frustrata dalle restrizioni fisiche, nuda, atletica. C’è sempre una coreografia specifica, un ambiente differente (il mare ghiacciato, una cascata, l’interno di una piscina) che la comprende, una voce o una traccia sonora che attiva il carattere potenziale del gesto o lo arresta, lo sospende. Questa oscillazione tra fissità e movimento, tra tela e fotogramma, è al cuore dell’intero suo lavoro. Al grande gesto dell’ideologia socialista Jaan Toomik risponde con l’essere qualunque dell’istante.
I 50 secondi del video Jaan del 2001 sono un esempio fondamentale di questo stato del tempo così come lo è il suo straordinario film di fiction Oleg (2010) attorno al quale ruota la mostra.
Nell’ultimo video RUN (2011), che dà il titolo all’esposizione milanese, qualcosa di opposto al lavoro che lo ha reso noto nel ’95, Dancing Home, sembra accadere. Quello che là era un rumore di fondo, a frequenze basse e continuo, del motore di una nave sulle rotte del mar baltico qui è ridotto al silenzio totale di un aerodromo vuoto e abbandonato. In questa sorta di cavea teatrale non c’è più alcuna danza rituale che possa sintonizzarsi con l’associazione tra il rumore e il ritmo cardiaco che lì veniva ad istaurarsi. C’è piuttosto un’eco sorda di piedi che prima battono a terra, poi di passi che, da un momento all’altro, tendono ad accelerarsi in una corsa per poi smorzarsi nell’interno del canale buio di un hangar: in modo brusco, quasi fosse il preludio di una fine.
La pubblicazione Run, prodotta in occasione della mostra e pubblicata da Archive Books di Berlino, raccoglie i testi di Jaan Toomik, Marco Scotini, Andris Brinkmanis e Hanno Soans.
Il 30 ottobre alle ore 18:00 si svolgerà in NABA - Nuova Accademia Belle Arti di Milano un incontro pubblico in cui interverranno l’artista Jaan Toomik e il curatore Johannes Saars (Center for Contemporary Arts, Estonia).
Jaan Toomik
Nato nel 1961 a Tartu, in Estonia. Vive e lavora a Tallinn dove insegna alla Estonian Academy of Arts. Tra gli artisti più conosciuti nella scena artistica estone e internazionale ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, in gallerie, musei e istituzioni tra cui: Ostalgia, New Museum, New York (2011), Rencontres Internationales, Pompidou Centre, Parigi (2010), Gender Check, MUMOK, Vienna, Austria (2009), Youprison, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2008), Progressive Nostalgia, Prato (2007), 4th Biennale di Berlino (2006), Instant Europe, Villa Manin e Dream Island, Riga (2004), Now What, BAK, Utrecht, 50° Biennale di Venezia, Fondazione Sandretto Re Rebandengo Torino (2003), L’autre moitie de l’Europe, Galerie nationale du Jeu de Paume, Parigi (2000), After the Wall, Moderna Museet, Stockholm, Ludwig Museum, Budapest; Hamburger Bahnhof, Berlin (1999-2000) 47° Biennale di Venezia, Site Santa Fe Biennial (1997), Manifesta 1, Rotterdam (1996), 22nd International di São Paulo (1994).
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