Max Papeschi - Endgame

Max Papeschi, Fleurs, fruits et pommes de guerre, 2024

 

Dal 18 March 2026 al 28 March 2026

Milano

Luogo: Loro Milano

Indirizzo: Via Ugo Bassi 32

Orari: Tutti i giorni 11 - 17

Curatori: Fortunato D’Amico

Enti promotori:

  • Quadruslight
  • Solo Gallery


Il titolo Endgame nasce da un cortocircuito culturale. Da un lato Endgame di Samuel Beckett, dove la fine è uno stallo che si ripete all’infinito. Dall’altro Avengers: Endgame, apice della cultura di massa contemporanea, che promette una chiusura definitiva attraverso lo spettacolo e l’eroismo.

Tra queste due polarità si colloca il lavoro di Papeschi, che mette in scena una condizione in cui la fine è già avvenuta, ma il gioco continua.

Le opere in mostra affrontano tre grandi temi intrecciati. Il sacro come dispositivo occidentale di esorcizzazione della morte. La tecnologia come falsa risposta alla solitudine contemporanea. La violenza come condizione permanente e originaria che attraversa la storia. Iconografie classiche, immaginario religioso, tecnologia e cultura di massa convivono in immagini seducenti e perturbanti, che non denunciano ma osservano con lucidità il fallimento delle grandi narrazioni salvifiche.

Endgame presenta opere retroilluminate, prodotte da Quadruslight, che inaugura ufficialmente la collaborazione con Max Papeschi, aprendo un nuovo capitolo nella ricerca formale e tecnologica dell’artista.

La colonna sonora della mostra è realizzata da Philip Abussi - Mokamusic, tra sacro e sintetico, il suono è un cortocircuito emotivo. Una Marsigliese fantasma si fa metronomo di un mondo postumo, dove l’algoritmo imita l’uomo in una ripetizione infinita che non sa come fermarsi.

Special Guest dell'inaugurazione del 17 Marzo sarà Francesco Tricarico, presenza pienamente coerente con l’immaginario di Endgame. Artista laterale rispetto alle logiche della canzone italiana, ha costruito un percorso segnato da delicatezza, ironia obliqua e una riflessione costante sulla fragilità e sull’assurdo dell’esistenza.

La mostra è realizzata in collaborazione con il mensile Millennium, con cui Max Papeschi collabora da tempo attraverso la rubrica Greetings from Hell, dalla quale sono tratte molte delle opere esposte.

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