Mostra dei vincitori del concorso in memoria di Margherita Hack - Elena Borboni e Vincenzo Pazzi

Dal 14 Aprile 2018 al 30 Aprile 2018

Milano

Luogo: Milano Art Gallery

Sito ufficiale: http://www.milnanoartgallery.it


Comunicato Stampa:
Le bianche pareti della Milano Art Gallery ospiteranno, dalle 18.00 di sabato 14 aprile, la Mostra dei vincitori del concorso in onore di Margherita Hack.

L’esibizione a lei dedicata, La Signora delle stelle, era stata infatti precedentemente allestita nella stessa sede, dal 16 dicembre 2017 al 10 gennaio 2018, con l’intento di celebrarne il vivo ricordo e di valutare le opere che più riuscivano a esprimere i temi che hanno guidato e toccato la vita della grande professoressa.

Così, nel pomeriggio di sabato, in concomitanza con MiArt – la fiera d’arte contemporanea, moderna e di design più importante d’Italia – la nuova esposizione verrà inaugurata con il manager della cultura Salvo Nugnes, organizzatore dell’evento e direttore della storica galleria.

Le opere di Elena Borboni, vincitrice del primo premio, e di Vincenzo Pazzi, con il suo podio argentato, rimarranno perciò fruibili al grande pubblico fino al 30 aprile in via G. Alessi, 11 a Milano.

Andando a conoscere meglio i premiati, si scopre che Alberto D’Atanasio, direttore del museo Modigliani, così parla di Elena Borboni: «Lasciate […] che dalle opere di questa artista entri nella vostra anima quella voce antica che fa riscoprire le cose semplici, quelle piccole, perché è lì, ci racconta Elena, che si nasconde la scintilla dell’infinitamente grande. E allora sarà dopo che si potrà parlare di come la sua pittura sia splendida unione di informale-astratto e figurativo. È come se i contrasti semantici di Botticelli trovassero nelle sue opere giusta collocazione, adeguato riscontro».
Di Vincenzo Pazzi dice invece: «Quest’artista ha coniugato un messaggio antico che parte da Esiodo e arriva a Piet Mondrian. Ogni sua opera è bilanciamento di toni, di segni, è un vero e proprio percorso dove Arianna svela ancora all’eroe come vincere la paura. Ed ecco allora che hanno un senso i suoi colori puri che stagliano lo spazio, lo definiscono e bilanciano vuoti e pieni così come aveva percepito Mondrian, così come hanno percepito i monaci tibetani quando compongono un mandala, così come percepisce Vincenzo Pazzi quando ci rivela il mistero in ogni sua opera».

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