Zehra Doğan. Il tempo delle farfalle

Zehra Doğan. Il tempo delle farfalle. Dedicato a Patria, Minerva, Teresa Mirabal

 

Dal 16 Febbraio 2021 al 30 Maggio 2021

Milano

Luogo: PAC - Padiglione d'Arte Contemporanea

Indirizzo: VIa Palestro 14

Orari: Martedì, mercoledì e venerdì 10:00—19:30 Giovedì 10:00—20:30 Lunedì, sabato e domenica chiuso. Ultimo ingresso un'ora prima della chiusura

Costo del biglietto: intero € 9.50, ridotto € 8 / € 5.50. È consigliata la prenotazione

Telefono per informazioni: +39 02 884 46359

E-Mail info: info@pacmilano.it

Sito ufficiale: http://www.pacmilano.it


La nuova serie PAC Project Room inaugura con un focus sull’artista curda Zehra Doğan, giornalista, artista visiva e attivista che ha portato nuova attenzione all’arte nata in carcere e basata su ascolto dell'altra, pratica femminista, condivisione, utilizzo di materiale estemporaneo e istantaneità dello sguardo.
 
IL TEMPO DELLE FARFALLE. Dedicato a Patria, Minerva, Teresa Mirabal, a cura di Elettra Stamboulis e realizzato in co-produzione con la Fondazione Brescia Musei, è iniziato il 25 novembre con la pubblicazione sul sito del PAC di una performance dell’artista in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne e si completa con l’esposizione di una selezione di opere realizzate dall'artista in carcere e una nuova performance, pensata per il PAC.
 
Il titolo del progetto al PAC, IL TEMPO DELLE FARFALLE. Dedicato a Patria, Minerva, Teresa Mirabal è un omaggio a Aida Patria Mercedes, Maria Argentina Minerva, Antonia Maria Teresa Mirabal, le tre sorelle che combatterono la dittatura (1930-1961) del dominicano Rafael Leónidas Trujillo con il nome di battaglia Las Mariposas (Le farfalle) e per la quale persero la vita.
 
Zehra Doğan (Diyarbakır, 1989) è un'artista e giornalista curda diplomata in Arte e Design all'Università Dicle. Il 23 febbraio 2017, a seguito della pubblicazione di un disegno su Twitter durante l'attacco dell'esercito turco a Nusaybin, viene condannata a 2 anni e 9 mesi di prigione. Detenuta prima nella prigione femminile di Diyarbakir, poi in quella di massima sicurezza di Tarso, riesce a creare insieme ad altre detenute una redazione giornalistica interna al carcere e a realizzare opere utilizzando gli oggetti che ha a disposizione. I suoi lavori raggiungono l’estero in modo rocambolesco, attraverso la rete degli attivisti e l'aiuto della famiglia. Liberata il 24 febbraio 2019, si trasferisce a Londra dove espone un’installazione alla Tate. A novembre Fondazione Brescia Musei inaugura la sua prima personale, Avremo anche giorni migliori. Nel 2015 vince il premio Metin Göktepe Journalism Awards per il suo reportage sulle donne Yazide. Dopo la scarcerazione riceve numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Carol Rama e il premio Ipazia all'eccellenza femminile (2020), l’Index on Censorship Freedom of Expression (2019), l'Exceptional Courage in Journalism Award (2019), lo Spring of Press Freedom (2018) e il Freethinker Prize (2017).

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