One to one. L'infinito nel finito

One to one. L'infinito nel finito, Spazio per le Arti Contemporanee del Broletto, Pavia

 

Dal 10 Dicembre 2013 al 20 Gennaio 2014

Pavia

Luogo: Spazio per le Arti Contemporanee del Broletto

Indirizzo: piazza della Vittoria 14

Curatori: Marilisa di Giovanni, Andrea Vaccari

Enti promotori:

  • Assessorato alla Cultura del Comune di Pavia
  • Fondazione Frate Sole di Pavia

Telefono per informazioni: +39 0382 32279

E-Mail info: 1to1exhibition@gmail.com

Sito ufficiale: http://www.comune.pv.it/


Dopo la mostra su Alvar Aalto, un altro importante progetto espositivo allo Spazio per le Arti Contemporanee del Broletto di Pavia: la mostra One to One, che nasce dalla convinzione che contemporaneo e sacro siano la stessa cosa.
Organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pavia in collaborazione con la Fondazione Frate Sole di Pavia, e curata da Marilisa Di Giovanni e Andrea Vaccari, One to one inaugura lunedì 9 dicembre 2013 alle ore 18.30 e presenta, fino al 20 gennaio 2014, cinque lavori di grandi dimensioni e il video Xfiction dell'artista contemporaneo Raul Gabriel, che dialogano con la storia attraverso quattro opere di Costantino Ruggeri, e con il luogo, tramite il particolare allestimento progettato dall'architetto Andrea Vaccari.
L'arte, se arte autentica, è sempre sacra – commenta Raul Gabriel. Per lui non esistono differenze. Il sacro ha come radice l'adesione, e l'adesione deriva da un coinvolgimento, da un rapporto.
L'arte, se è potente, genera questa adesione e quindi definisce una sacralità.
Il titolo scelto per la mostra altro non è che la traduzione in inglese di relazione. E infatti ciò che viene presentata è la scrittura di una relazione, non la sua descrizione, che nella sua complessità si compone di:
- la relazione con il trascendente - secondo Raul Gabriel: è proprio dalla relazione che nasce questa tensione che la mostra investiga; la radice del sacro sta in questa capacità: generare una relazione che poi può portare alla devozione, ma solo in seconda battuta”.
- la relazione del contemporaneo con la storia - sarà presente una sala dedicata alle opere storiche di Padre Costantino Ruggeri, figura poliedrica e fondamentale nella ricerca sull’arte sacra della seconda metà del 900 in Italia. Amico dei massimi rappresentanti dell'arte italiana dei nostro secolo - da Fontana a Sironi, da Morandi a De Pisis, da Manzù a Carrà - Costantino Ruggeri, operaio di sogni, ebbe nel 1960 l'incontro forse decisivo del suo itinerario, quello con Le Corbusier. Da allora l'architettura dello spazio mistico ha costituito la sua principale occupazione. La sua opera è vista come prodromo degli interrogativi contemporanei sull'arte sacra.
. la relazione del “luogo” con l' “opera” - non perdere di vista l'hic et nunc, ma esaltarlo. Il dialogo tra la curatrice, l'artista e l'architetto ha portato a rappresentare in forma essenziale la potente osmosi generata da una consapevole struttura dello spazio in relazione con l'opera: l'architetto Vaccari ha progettato delle “cappelle laiche” dove la relazione dello spettatore sarà con un’unica opera, esatta rappresentazione di One to One. Questa, secondo Raul Gabriel, è condizione essenziale per la germinazione di una sacralità tout-court, che poi prende forma e si sviluppa in differenti direzioni.
Il corpo trascritto e non descritto è quello che prenderà forma nelle varie opere, in una sorta di celarsi e disvelarsi dell'inestricabile mistero che vede la nostra finitezza comprendere la tensione per l'infinito; attraverso i nostri sensi entriamo al cospetto della materia, bianca e nera, povera e sincera che ci propone un cammino. page2image21280 page2image21552 One to One vuole proporre un punto di vista alternativo anche sulla relazione che esiste tra arte e architettura in senso ampio. Lo spazio e l'opera, pure autonome, entrano costantemente in dialogo e rappresentano due diaframmi verso l’intuizione di spazi altri. Una relazione che nonostante tante dichiarazioni d'intenti stenta a trovare una sua realizzazione concreta.  One to One è innanzitutto, secondo l'intenzione dei curatori e dell'artista, uno shock che si vuole imprimere alla condizione odierna di arte sacra: è una sfida al luogo comune, all’anestetica replica di forme, un vero e proprio tavolo di dissezione di quel misterioso universo di scatole cinesi che è la relazione, chiave e fonte di ogni sacralità accessibile all'umano. 

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