Albert Camus (1913-1960)

Albert Camus (1913-1960), Biblioteca Nazionale, Potenza

 

Dal 25 Ottobre 2013 al 14 Novembre 2013

Potenza

Luogo: Biblioteca Nazionale

Indirizzo: via del Gallitello 103

Orari: da lunedì a venerdì 9-18.30; sabato 9.30-13

Telefono per informazioni: +39 0971 54829

E-Mail info: bn-pz@beniculturali.it

Sito ufficiale: http://www.bnpz.beniculturali.it/site/


In occasione del centenario della nascita di Albert Camus (Mondovì, Algeria, 1913 – Villeblevin, Francia, 1960), la Biblioteca Nazionale di Potenza e l’ Alliance française sezione di Potenza propongono una esposizione biografica e documentaria che intende mettere in luce il pensiero e le opere di colui che fu definito uno tra le più importanti personalità del Novecento. 
La mostra Albert Camus (1913-1960) che sarà inaugurata a Potenza giovedì 24 ottobre 2013 alle 17,00 nella Biblioteca Nazionale di Potenza, rimarrà aperta fino al 14 novembre 2013 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18,30 e il sabato dalle 9,30 alle 13. 
I pannelli dell’Alliance mettono in evidenza l’itinerario biografico e editoriale dello scrittore. 

I documenti della Biblioteca, si focalizzano sulle multiformi sfaccettature che caratterizzano le opere di Camus. Per comodità di lettura, i suoi scritti, ad eccezione delle prime opere, sono stati accorpati in tre temi principali: 
• L’ assurdo che si può condensare nella ricerca costante dell’uomo alla giustificazione dell’esistenza, e che, non trovandola, tutto diventa privo di senso; 
• La rivolta che si incentra sul cogito camusiano Mi rivolto, dunque siamo; 
• L’ amore tema non concluso e di cui rimane solo il primo uomo, il cui manoscritto fu trovato tra i rottami dell’auto sulla quale Camus trovò la morte. 
Non si poteva prescindere dal documentare la polemica Sartre-Camus che, come si ricorda, scoppiò nel '51, con l’uscita de L’uomo in rivolta e tanta eco suscitò negli ambienti intellettuali dell’epoca. 
Infine si sono volute dimostrare le sue posizioni contro ogni totalitarismo, il ruolo importante avuto nella Resistenza, in particolare come caporedattore del giornale Combat, le sue opinioni eretiche che lo hanno portato dalla gloria al quasi totale isolamento. 

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