Amanda Chiarucci. Rubedo
Dal 8 Marzo 2019 al 28 Aprile 2019
Reggio nell'Emilia | Reggio Emilia | Visualizza tutte le mostre a Reggio Emilia
Luogo: Galleria Bonioni Arte
Indirizzo: corso Garibaldi 43
Orari: da martedì a domenica ore 10.00-13.00 e 16.00-20.00, chiuso il lunedì; aperto Pasqua e 25 Aprile
Curatori: Matteo Galbiati
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 0522 435765
E-Mail info: info@bonioniarte.it
Sito ufficiale: http://www.bonioniarte.it
Alla Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia (Corso Garibaldi, 43), dall’8 marzo al 28 aprile 2019, una mostra all’insegna della natura, del viaggio e della scoperta. Costituite da carte ripiegate su se stesse e porzioni di vita vissuta, le opere di Amanda Chiarucci sono diari senza parole, sculture silenziose che, come organismi viventi, si evolvono e si trasformano. Curata da Matteo Galbiati, l’esposizione sarà inaugurata venerdì 8 marzo alle ore 18.00, alla presenza dell’artista.
Il titolo della personale – “Rubedo” – allude al compimento ultimo del processo di trasformazione alchemica, in cui l’anima si eleva al di sopra della materia. Amanda Chiarucci compie la sua alchimia utilizzando il mezzo espressivo dell’arte come transferper la sua trasformazione interiore, ricongiungendo spirito e materia, natura e umanità, microcosmo e macrocosmo. Attraverso l’arte sublima la Natura, sotto la spinta ardente dello Spirito (Rubedo).
In mostra, una decina di opere realizzate dal 2016 al 2019 con la tecnica dell’Origami Modulare Tridimensionale, insieme scultoreo di moduli identici che vanno a costruire paesaggi e a tessere forme organiche. Nello specifico, il linguaggio scelto dall’artista è quello del Golden Venture, che si contraddistingue per un tipo di modulo a forma di triangolo rettangolo, ideale per la costruzione geometrica di montagne e strutture sinuose protese verso l’alto.
Il nome di questa tecnica proviene dalla storia di una nave, la Golden Venture, che nel 1993 naufragò davanti alla Rockaway Beach, a pochi chilometri da Manhattan, portando all’incarcerazione di centinaia di migranti di origine cinese. All’interno del penitenziario, i detenuti realizzarono oltre 10.000 sculture con la tecnica dell’Origami Modulare Tridimensionale, utilizzando riviste, carta millimetrata, carta igienica e colla. Esposte e vendute, queste opere hanno contribuito nel tempo a sostenere la loro causa.
In questa storia di immigrazione, Amanda Chiarucci riconosce parte della propria vita in quanto tante persone della sua famiglia, alla ricerca di felicità o fortuna, si sono spostate da un capo all’altro della Terra, rischiando tutto.
Un linguaggio, quello del Golden Venture, che consente all’artista di decodificare, attraverso processi di costruzione e stratificazione, ciò che non può essere percepito realmente, ovvero il tempo, il pensiero e il desiderio. Essi rimangono nella dimensione dell’invisibile, ma contengono una potente energia che Amanda Chiarucci registra, frammento dopo frammento, in una continua tensione verso l’alto che si esplica in talee, utopiche mappe del desiderio, altorilievi geografici modulati dall’impulso di esplorare il paesaggio (conosciuto e sconosciuto) e da un sentimento interiore di amore e rispetto verso la Natura e ogni forma di vita.
«Nella carta – dichiara l’artista – ci sono linee invisibili che sono il risultato di studi geometrici e calcoli matematici. L’origami cela l’essenza della forma, l’atto della creazione in chiave spirituale, poiché la geometria si trova in tutte le creazioni della Natura, come se si celasse al suo interno un disegno divino».
Nata a Cesena nel 1974, Amanda Chiarucci consegue la Maturità Classica a Forlì e il Diploma in Pittura e Costume per lo Spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Bologna. I suoi esordi artistici sono legati all’happening e alla performance. Realizza successivamente diversi cicli di opere – “Ninfa”, “Camicie di forza”, “Matrjoske”, “Madonne” – dedicate all’indagine della figura femminile, tra passato e presente, quotidianità e sacralità. La sua prima personale, “Matrjoske”, è allestita alla Galleria del Loggiato di Cesena. Nel 2005 risulta tra i vincitori del Premio Celeste, nella categoria Pittura Mediale, con l’opera “Finché il mio sangue non sia puro” e partecipa alla collettiva “Young Italian Painters” alla Sacy Gallery di Firenze. Il 2007 si apre con il ciclo di autoritratti e ritratti fotografici “Madonne”, esposto allo Spazio Cotogni di Forlì con la curatela di Giovanni Gardini. Nel 2014 espone al MEAM, Museo Europeo di Arte Moderna di Barcellona nell’ambito della collettiva “Martyrium Sanctae Eulaliae” e al MUSAS, Museo Storico Archeologico di Santarcangelo (RN) in occasione della collettiva “La scrittura disegnata, quaderni di artisti e scrittori contemporanei tra disegno, parola e invenzione quotidiana”, a cura di Claudio Ballestracci e Dacia Manto, nell’ambito della Biennale del Disegno di Rimini. Nel 2013 realizza il progetto “Talee” con una tecnica completamente differente da quelle utilizzate in precedenza (Golden Venture) per esplorare un tema fondamentale nella vita, ossia il tempo. Da qui la personale “Il sentimento dell’evoluzione”, curata da Alessandro Giovanardi alla Galleria Luigi Michelacci di Meldola (FC) nel 2015 e le collettive “Dialoghi Paralleli” alla Galleria Lara e Rino Costa di Valenza (AL) e “La scultura è una cosa seria” alla Galleria Bonioni Arte di Reggio Emilia, curata da Niccolò Bonechi. Nel 2018 partecipa al “Cantiere Disegno” della Biennale del Disegno di Rimini, nella sezione curata da Massimo Pulini presso il Museo della Città di Rimini. Vive e lavora a Meldola, in provincia di Forlì.
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