L'Arte di collezionare Arte - Una raccolta privata montecchiese

L'Arte di collezionare Arte - Una raccolta privata montecchiese

 

Dal 23 Marzo 2024 al 28 Aprile 2024

Montecchio Emilia | Reggio Emilia

Luogo: Castello Medievale

Indirizzo: Via A. D'Este 5

Orari: lunedì e giovedì 9.00-13.00 e 15.00-18.00, martedì e venerdì 15.00-18.00, mercoledì 9.00-13.00, sabato 9.00-12.00, domenica e festivi 15.00-19.00

Curatori: Sandro Parmiggiani

Costo del biglietto: Ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 0522 861864

E-Mail info: biblioteca@comune.montecchio-emilia.re.it

Sito ufficiale: http://www.comune.montecchio-emilia.re.it


Il progetto culturale "Profeti in Patria. Cammini d'artista in Emilia Romagna", promosso e organizzato annualmente dal 2015 dal Comune di Montecchio Emilia, a partire dall'edizione 2023 ha allargato il proprio sguardo dalla Città di Montecchio Emilia all'intero ambito regionale.

Protagonista di questa seconda edizione, sarà la raccolta d'arte di un collezionista privato montecchiese, che presenta una significativa selezione di grandi artisti italiani dal secondo dopoguerra ad oggi.

Curata dal critico d'arte Sandro Parmiggiani negli spazi espositivi del Castello Medievale (Via A. D'Este 5, Montecchio Emilia, Reggio Emilia), la mostra s'intitola "L'Arte di collezionare Arte - Una raccolta privata montecchiese". In esposizione, dal 23 marzo al 28 aprile 2024, circa quaranta lavori, dipinti e sculture, alcuni di grandi dimensioni, realizzati da Pompilio Mandelli, Mattia Moreni, Piero Ruggeri, Sergio Romiti, Alfredo Chigine, Giuseppe Santomaso, Emilio Scanavino, Toti Scialoja, Renato Birolli, Gianni Dova, Franco Francese, Ilario Rossi, Ottorino Davoli, Vivaldo Poli, Marco Gerra, Bruno Olivi, William Catellani, Carlo Mastronardi, Armando Giuffredi, Graziano Pompili, Augusto Giuffredi.

Il vernissage si terrà sabato 23 marzo, alle ore 11.00, al Castello Medievale, alla presenza del sindaco Fausto Torelli e del curatore Sandro Parmiggiani, che introdurrà i presenti alle opere e agli artisti.

«Come Sindaco e Assessore alla Cultura della nostra Città - dichiara Fausto Torelli - sono orgoglioso di essere montecchiese, cresciuto in un ambito culturale e cittadino ricco di valori consolidati, oltre che di importanti artisti, che regalano a tutta la nostra comunità continui stimoli di crescita culturale. Il mio sentito ringraziamento va in primis alla famiglia di Giuseppe Bertolini, che ha messo a disposizione di tutti la propria collezione, e a Sandro Parmiggiani, che ha colto questa sfida in modo sentito, ritenendola centrale per l'affermazione di un diverso sistema dell'arte».

«Duplice è l'importanza dell'esposizione», scrive Sandro Parmiggiani nel testo critico in catalogo. «Da un lato, le opere, tutte di alto livello qualitativo, possono essere in buona parte associabili alla tendenza dell'"informale", affermatasi anche in Italia negli anni Cinquanta e Sessanta - ecco dipinti particolarmente rappresentativi di artisti quali Pompilio Mandelli, Mattia Moreni, Sergio Romiti, Alfredo Chighine, Piero Ruggeri, Giuseppe Santomaso, Emilio Scanavino, Toti Scialoja, Ilario Rossi -, ma anche ad altre esperienze di quegli stessi, fervidi, anni - Renato Birolli, Gianni Dova, Franco Francese -, oltre a opere, pittoriche e scultoree, di autori "reggiani" di altrettanta sicura qualità - Ottorino Davoli, Vivaldo Poli, Bruno Olivi, Marco Gerra, Carlo Mastronardi, William Catellani, Armando Giuffredi, Graziano Pompili, Augusto Giuffredi. La seconda ragione dell'importanza della mostra montecchiese sta nelle modalità di formazione della collezione Bertolini, che non si è mai lasciato sedurre dalle sirene della speculazione finanziaria ma ha sempre scelto opere che rispondessero alla sua "educazione sentimentale", con le quali potere intrattenere un muto dialogo nei momenti e nei giorni liberi dalla sua attività lavorativa. Bertolini ha continuamente ricercato la conoscenza e la frequentazione degli artisti dei quali aveva acquistato opere, e ha approfondito e arricchito le sue conoscenze attraverso letture, visite a mostre e musei, scambi di opinioni con altri collezionisti».

Il progetto "Profeti in patria. Cammini d'artista in Emilia Romagna" ha ottenuto il patrocinio della Regione Emilia Romagna. A supporto dell'attività espositiva, è stato realizzato un catalogo delle opere esposte con importanti saggi, approfondimenti critici del curatore e un ricco apparato iconografico. 

La rassegna "Profeti in Patria. Cammini d'artista a Montecchio Emilia" nasce nel 2015 con l'intento di rendere "profeti in patria" i numerosi e importanti artisti che, per una felice peculiarità del territorio, vivono e lavorano a Montecchio Emilia. La finalità del progetto è sempre stata quella di favorire un incontro diretto tra il pubblico e gli artisti invitati che, come suggerisce provocatoriamente il titolo dell'iniziativa, spesso sono più conosciuti nelle altre parti del mondo rispetto al luogo in cui hanno scelto di vivere. Un tentativo di indagare le ragioni profonde e uniche che legano queste traiettorie artistiche al territorio e alla città di Montecchio Emilia, punto di partenza di un cammino appunto "profetico" in grado di svelare, attraverso l'incontro e la conoscenza diretta, quella visione alta ed altra che solo l'arte sa donare. Così la prima edizione del 2015/2016 è stata dedicata alla scultura e all'opera di Graziano Pompili a cui ha fatto seguito, nel 2016/2017, il progetto incentrato sul disegno e la pittura di Omar Galliani. Nell'annata 2017/2018 sono state presentate le immagini fotografiche di Ivano Bolondi, mentre l'anno successivo, il 2018/2019, si sono valorizzate le tante esperienze della scena teatrale montecchiese. L'edizione 2019/2020, pur tra le innumerevoli difficoltà causate dalla pandemia, è stata incentrata sui lavori dei due artisti Bruno Barani e Fabio Iemmi, mentre l'ultima edizione, svoltasi nel 2021/2022, ha visto come protagonisti Michelangelo e Massimiliano Galliani. Visti gli importanti riscontri ottenuti in sei edizioni, nel 2023 "Profeti in Patria" ha assunto come sottotitolo "Cammini d'artista in Emilia Romagna" con l'ambizione di allargare i propri orizzonti all'intero contesto culturale della Regione.  

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