Tesori nascosti della Galleria Borghese

© Galleria Borghese | Jacopo da Ponte detto Jacopo Bassano, Inverno I Ph. Mauro Coen

 

Dal 24 Luglio 2026 al 31 Gennaio 2027

Luogo: Lecce – Museo MUST I Cosenza – Galleria Nazionale di Cosenza

Indirizzo: Sedi varie


La Galleria Borghese, in collaborazione con Fondazione Roma, presenta Tesori nascosti della Galleria Borghese, un progetto espositivo itinerante che porta fuori dalle sale del museo una preziosa selezione di opere, molte delle quali raramente esposte al pubblico. Il percorso prende avvio il 24 luglio a Lecce, presso il Museo MUST, per poi proseguire dal 7 novembre a Cosenza, negli spazi della Galleria Nazionale di Cosenza, con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico nazionale e promuovere un modello di museo diffuso, capace di creare nuove connessioni tra le grandi istituzioni culturali e i territori.
 
Curata da Lucia Calzona, Maria Giovanna Sarti ed Emanuela Settimi della Galleria Borghese, la mostra propone un itinerario dedicato all'arte italiana tra Rinascimento e Barocco attraverso oltre trenta opere provenienti in gran parte dai depositi del museo e, proprio per questo, raramente visibili al pubblico. A queste si affiancano alcuni capolavori eccezionalmente concessi in prestito dalle sale espositive, tra cui i due celebri auto ritratti, in età giovanile e in età matura, dipinti da Gian Lorenzo Bernini, presentati per la prima volta insieme al di fuori della Galleria Borghese. Ne nasce un dialogo inedito tra visibile e invisibile, tra ciò che abitualmente è esposto e ciò che resta custodito dietro le quinte del museo. Il percorso offre così una nuova prospettiva sulla ricchezza e sulla complessità della collezione, raccontando non solo i suoi capolavori più celebri, ma anche il fondamentale lavoro di tutela, ricerca e conservazione che rende possibile la trasmissione di questo straordinario patrimonio alle generazioni future.
 
Il progetto rappresenta un'occasione unica per ripercorrere la storia della celebre collezione voluta agli inizi del Seicento dal cardinale Scipione Borghese, divenuta nel 1902 museo statale aperto al pubblico. Attraverso opere di maestri come Dosso Dossi, Tiziano Vecellio, Palma il Vecchio e Gian Lorenzo Bernini, la mostra ripercorre oltre due secoli di storia dell'arte europea e racconta le vicende di artisti, collezionisti e committenze che hanno contribuito alla formazione di uno dei più importanti musei italiani.
 
Il percorso espositivo si sviluppa secondo un criterio cronologico e tematico, esplorando alcuni dei temi fondamentali tra Rinascimento e Barocco: il recupero dell'antico, lo studio della natura, il dialogo tra sacro e profano e l'evoluzione dei linguaggi figurativi. La selezione restituisce inoltre visibilità a numerose opere restaurate per l'occasione, valorizzando il costante lavoro di tutela, ricerca e conservazione svolto dalla Galleria Borghese.
 
Dipinti provenienti dalle principali scuole pittoriche italiane: dalla tradizione veneta, fondata sulla ricchezza cromatica e sulla libertà della pennellata, a quella toscana, incentrata sul disegno e sulla prospettiva, fino alla raffinata produzione ferrarese, caratterizzata da atmosfere evocative e sperimentazione, accompagnano il visitatore in un racconto articolato della cultura figurativa italiana.
Tra gli aspetti più originali dell'esposizione figurano le straordinarie pitture su pietra, esempi di eccezionale virtuosismo tecnico realizzati su materiali preziosi come ardesia e lapislazzuli. Queste opere testimoniano la continua ricerca sperimentale che attraversa il passaggio tra Rinascimento e Barocco, dando vita a risultati di grande suggestione e preziosità.
 
L'architettura interna della Galleria Borghese è il risultato di una concezione unitaria degli spazi, dei decori e delle opere che, in termini moderni, corrisponde all'idea di opera d'arte totale. Per le sue qualità morfologiche e percettive, i suoi ambienti si configurano come un organismo unitario, nel quale le relazioni tra i numerosi capolavori esposti e le superfici architettoniche esprimono l'integrazione tra architettura, decorazione e opere d'arte.
Per queste ragioni si è ricreato un allestimento in grado di richiamare questo incontro tra la materialità della parete e l'artisticità delle opere esposte. La rielaborazione grafica dei perduti corami, i parati in cuoio lavorato e stampato che all'epoca del cardinale Scipione Borghese rivestivano le pareti di alcuni ambienti, insieme a una selezione di marmi tra i numerosi che caratterizzano gli interni del Casino Borghese, intende evocare la stratificazione storica e la molteplicità degli apparati decorativi che ancora oggi costituiscono uno dei tratti più distintivi dell'identità della Galleria.
 
Oltre al valore scientifico e artistico, Tesori nascosti della Galleria Borghese si propone come un progetto culturale di ampio respiro, fondato sulla convinzione che il patrimonio nazionale debba essere sempre più accessibile e condiviso. La mostra intende dimostrare come un'esposizione itinerante possa contribuire alla valorizzazione dei territori, rafforzando il dialogo e la collaborazione tra istituzioni museali, amministrazioni locali e comunità.
 
Attraverso il modello del museo diffuso, il patrimonio artistico diventa uno strumento di partecipazione, inclusione e crescita collettiva. L'iniziativa favorisce infatti la riduzione delle disuguaglianze nell'accesso all'offerta culturale, rafforza il rapporto tra istituzioni, scuole, associazioni e cittadini e contribuisce a costruire reti permanenti di collaborazione, ponendo la cultura al centro dei processi di sviluppo territoriale e rigenerazione sociale.
 
La mostra rappresenta inoltre una concreta occasione di democratizzazione della bellezza, consentendo a un pubblico sempre più ampio di conoscere capolavori raramente visibili e riportando al centro del dibattito culturale il valore della conservazione, dello studio e della valorizzazione del patrimonio pubblico.
 
Partner dell'iniziativa è Fondazione Roma, che sostiene il progetto condividendone la visione di una cultura accessibile e diffusa quale motore di crescita sociale e valorizzazione del patrimonio collettivo.
 
La realizzazione è resa possibile anche grazie al contributo in art bonus di Intesa Sanpaolo.

Lecce – Museo MUST
24 luglio – 18 ottobre 2026
La prima tappa della mostra sarà ospitata dal Museo Storico della Città di Lecce (MUST), situato nel cuore del centro storico. Luogo di riferimento per la promozione dell'arte contemporanea e della storia della città, il museo rappresenta la cornice ideale per accogliere il progetto. Questa prima tappa è resa possibile grazie al coinvolgimento istituzionale del Comune di Lecce.
www.mustlecce.it
 
Cosenza – Galleria Nazionale di Cosenza
7 novembre 2026 – 31 gennaio 2027
La seconda tappa si svolgerà presso la Galleria Nazionale di Cosenza, ospitata nello storico Palazzo Arnone. Il museo espone, in comodato d’uso, la collezione Intesa Sanpaolo, che dalla piccola tavola raffigurante “Cristo al Calvario e il Cireneo”, attribuita a Lazzaro Bastiani al pastello “Gisella” di Umberto Boccioni ripercorre le maggiori correnti artistiche dal Quattrocento al Novecento. L'iniziativa si realizza con il supporto della Direzione Generale Musei nazionali Calabria.
www.musei.calabria.beniculturali.it

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