Ambiènte Archìvio

Graziella Lonardi Buontempo nella sala di Gino Marotta, 1970, Vitalità del Negativo, Roma, Palazzo delle Esposizioni. Photo Cristina Ghergo. Centro Archivi MAXXI Arte, Fondo Incontri Internazionali d’Arte. Courtesy Fondazione MAXXI

 

Dal 10 Aprile 2024 al 20 Ottobre 2024

Roma

Luogo: MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo

Indirizzo: Via Guido Reni 4/a

Orari: da martedì a domenica 11 – 19 la biglietteria è aperta fino a un’ora prima della chiusura del Museo

Costo del biglietto: intero € 15, ridotto € 12. Gratuito minori di 18 anni; disabili che necessitano di accompagnatore; possessori di EU Disability Card e accompagnatore; dipendenti MiC; accompagnatori e guide turistiche dell’Unione Europea, munite di licenza (rif. circolare n.20/2016 DG-Musei); 1 insegnante ogni 10 studenti; membri ICOM; soci AMACI; giornalisti (che possano comprovare la propria attività); possessori della membership card myMAXXI e altre categorie

Sito ufficiale: http://www.maxxi.art


In quanti modi e con quali espressioni è stato definito il rapporto dell’opera con lo spazio? Ambiente, environment, opera immersiva, opera ambientale sono solo alcune delle tante definizioni usate nel tentativo di spiegare processi ed evoluzioni del rapporto tra arte, spazio, ambiente. Ambiènte Archìvio, attraverso una selezione di materiali provenienti dal Centro Archivi Arte, racconta lo sviluppo della ricerca spazio-ambientale attraverso le differenti declinazioni del termine ambiente, migrate e consolidate nel lessico storico critico. La ricerca propone una mappatura delle parole utilizzate nel lessico dell’arte dall’Ambiente spaziale a luce nera (1949) di Lucio Fontana fino ad arrivare al museo-ambiente di Zaha Hadid (2010).

La mostra si concentra su tre macro-aree semantiche definite in base a tre possibili declinazioni del termine: Spazio-ambiente, prima fase sperimentale in cui gli artisti si misurano in fase progettuale con il passaggio dall’opera-oggetto all’opera-ambiente; Percezione-ambiente, capitolo che accoglie una dimensione immersiva, esperienziale, performativa che coinvolge altre discipline, uscendo dagli spazi delle gallerie e dei musei per riconnettersi allo spazio urbano e sociale, fino alla canonizzazione di un’arte ambientale con la Biennale di Venezia del 1976; Dimensione-ambiente, momento di passaggio in cui compare sempre più frequentemente il termine “installazione”con tutte le variazioni e derivazioni lessicali, connotando un rapporto sempre più evidente tra l’opera e il contesto di allestimento.



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