Cacce principesche. L’arte venatoria nella prima età moderna
Cacce principesche. L’arte venatoria nella prima età moderna
Dal 17 May 2013 al 20 October 2013
Tivoli | Roma
Luogo: Villa d’Este
Indirizzo: piazza Trento 5
Orari: da martedì a domenica 8.30 fino ad 1 ora prima della chiusura del monumento
Curatori: Francesco Solinas
Enti promotori:
- Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Roma Frosinone Latina Rieti e Viterbo
Costo del biglietto: intero € 11, ridotto € 7
Telefono per informazioni: +39 0774 335850
Sito ufficiale: http://www.villadestetivoli.info
Dal 17 maggio al 20 ottobre 2013 Villa d’Este a Tivoli ospiterà la mostra “Cacce principesche. L’arte venatoria nella prima età moderna”. Promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo e realizzata dalla De Luca Editori d’Arte, l’esposizione sarà inaugurata il prossimo 16 maggio, alle ore 18,00, alla presenza del prof. Francesco Solinas, curatore della mostra, del Direttore Regionale arch. Federica Galloni e del Direttore di Villa d’Este Marina Cogotti.
Nelle sale di Villa d’Este saranno esposte oltre sessanta opere, rare e talvolta inedite, tra dipinti, sculture, armi, utensili e stampe inerenti alle cacce principesche, praticate nelle corti italiane tra il Cinque e il Settecento.
Manifestazione del potere e dell’eleganza delle élites di tutta Europa, la caccia fu, sin dal medioevo, uno dei più importanti momenti di aggregazione sociale del mondo antico. Rituale complesso, svago raro e costoso, la caccia principesca doveva esaltare la grandezza del padrone di casa e dei suoi ospiti – dame incluse - arrivando talvolta a risolvere questioni politiche e diplomatiche. Le battute di caccia erano organizzate con mesi di anticipo ed erano spesso regolate da un rigido cerimoniale diretto da personaggi chiave della Corte. Le vedute di caccia furono presto considerate presenze obbligate nelle grandi quadrerie europee e proprio in quegli anni raggiunsero il loro massimo splendore.
La mostra trova una sede eccezionale a Villa d’Este, decorata con temi venatori già nei primi decenni del Seicento dalla scuola di Antonio Tempesta. La villa, il suo parco e i boschi circostanti furono sin dall’inizio del Cinquecento, i palcoscenici delle leggendarie cacce degli Estensi e dell’aristocrazia papale.
La mostra raccoglie dipinti e sculture, provenienti da musei pubblici, tra i quali Palazzo Corsini, Palazzo Venezia, Galleria Colonna e i Musei Capitolini, e da prestigiose collezioni private, che raccontano la storia di questa pratica: dalle vedute di caccia di Jan Breughel il vecchio, Hendrick van Balen e Paul Brill, alle nature morte di Jacopo da Empoli e Pieter Boel, ai ritratti di nobili cacciatori, sino alla pittura naturalistica tra Rinascimento e Barocco di Antonio Tempesta, Jan Fyt, Frans Snyders, Michelangelo Cerquozzi.
Completa la mostra una preziosa selezione di armi antiche, eccezionalmente prestate dal Museo Stibbert di Firenze, con straordinari pezzi commissionati da principi e sovrani utilizzati ab antiquo.
Il catalogo della mostra è realizzato da De Luca Editori d’Arte e comprende saggi di Adriano Amendola, Adriana Capriotti, Ilaria della Monica, Alberto Fabris, Charles Dominique Fuchs, Loredana Lorizzo e Francesco Solinas.
Nelle sale di Villa d’Este saranno esposte oltre sessanta opere, rare e talvolta inedite, tra dipinti, sculture, armi, utensili e stampe inerenti alle cacce principesche, praticate nelle corti italiane tra il Cinque e il Settecento.
Manifestazione del potere e dell’eleganza delle élites di tutta Europa, la caccia fu, sin dal medioevo, uno dei più importanti momenti di aggregazione sociale del mondo antico. Rituale complesso, svago raro e costoso, la caccia principesca doveva esaltare la grandezza del padrone di casa e dei suoi ospiti – dame incluse - arrivando talvolta a risolvere questioni politiche e diplomatiche. Le battute di caccia erano organizzate con mesi di anticipo ed erano spesso regolate da un rigido cerimoniale diretto da personaggi chiave della Corte. Le vedute di caccia furono presto considerate presenze obbligate nelle grandi quadrerie europee e proprio in quegli anni raggiunsero il loro massimo splendore.
La mostra trova una sede eccezionale a Villa d’Este, decorata con temi venatori già nei primi decenni del Seicento dalla scuola di Antonio Tempesta. La villa, il suo parco e i boschi circostanti furono sin dall’inizio del Cinquecento, i palcoscenici delle leggendarie cacce degli Estensi e dell’aristocrazia papale.
La mostra raccoglie dipinti e sculture, provenienti da musei pubblici, tra i quali Palazzo Corsini, Palazzo Venezia, Galleria Colonna e i Musei Capitolini, e da prestigiose collezioni private, che raccontano la storia di questa pratica: dalle vedute di caccia di Jan Breughel il vecchio, Hendrick van Balen e Paul Brill, alle nature morte di Jacopo da Empoli e Pieter Boel, ai ritratti di nobili cacciatori, sino alla pittura naturalistica tra Rinascimento e Barocco di Antonio Tempesta, Jan Fyt, Frans Snyders, Michelangelo Cerquozzi.
Completa la mostra una preziosa selezione di armi antiche, eccezionalmente prestate dal Museo Stibbert di Firenze, con straordinari pezzi commissionati da principi e sovrani utilizzati ab antiquo.
Il catalogo della mostra è realizzato da De Luca Editori d’Arte e comprende saggi di Adriano Amendola, Adriana Capriotti, Ilaria della Monica, Alberto Fabris, Charles Dominique Fuchs, Loredana Lorizzo e Francesco Solinas.
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