Digitalife: Immersive Exhibit

© Ph. Cristina Vatielli | NONE, Deep Dream, ACT II, Digitalife, Romaeuropa Festival

 

Dal 07 Ottobre 2016 al 27 Novembre 2016

Roma

Luogo: La Pelanda - Macro Testaccio

Indirizzo: piazza Orazio Giustiniani 4

Orari: da martedì a sabato dalle 16 alle 20; domenica dalle 11 alle 19

Enti promotori:

  • MiBACT - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
  • Regione Lazio
  • Roma Capitale
  • Assessorato alla Crescita Culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Telefono per informazioni: +39 06 45 55 30 50/51

E-Mail info: promozione@romaeuropa.net

Sito ufficiale: http://romaeuropa.net



Aprirà al pubblico il 7 ottobre la mostra Digitalife: Immersive Exhibit, sezione del Romaeuropa Festival dedicata all’interazione tra discipline artistiche, ricerca scientifica e nuove tecnologie, curata per la sua settima edizione da Richard Castelli e allestita fino al 27 novembre negli spazi de La Pelanda-MACRO TESTACCIO di Roma.

Un percorso ideato e prodotto dalla Fondazione Romaeuropa
–presieduta da Monique Veaute e diretta da Fabrizio Grifasi- e promossa dal MiBACT - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dalla Regione Lazio e da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e con il contributo di Gamenet Group.

Novità assoluta di questa edizione è la partnership instaurata con la quarta edizione di Maker Faire Rome – The European Edition. Un rapporto nato nel segno dell’innovazione tecnologica e per restituire una fotografia dettagliata dell’attuale impiego delle nuove tecnologie nei differenti ambiti disciplinari: da un lato gli universi sensoriali di Digitalife, dall’altro il mercato in fermento orientato alla diffusione della cultura digitale e dell’imprenditorialità individuale e collettiva di Maker Faire.
Prosegue, infine, la media partnership con RAI Radio 2 che seguirà il progetto attraverso contenuti speciali su radio e web.
 
L’interazione tra lo spazio reale e quello virtuale, la decostruzione delle coordinate spazio-temporali, la costruzione di un “altrove” immersivo, utopico e allucinatorio sono solo alcuni degli obiettivi perseguiti, nelle loro opere, dagli artisti Shiro Takatani, Christian Partos, Kurt Hentschläger e dagli italiani NONE. Affiancano questo percorso il focus sul rapporto tra robotica e ambienti virtuali del laboratorio PerCro della Scuola Superiore di Sant’Anna e la conferenza del Prof. Hiroshi Ishiguro, a Roma il 24 Novembre nell’ambito dei 150 anni delle relazioni tra Italia e Giappone, insieme all’androide parlante forgiato a sua immagine e somiglianza e in grado di sostenere una conversazione come un vero e proprio essere umano. Infine un fitto calendario di eventi, performance, musica e video ridisegna gli spazi industriali de La Pelanda come il luogo ideale per la sperimentazione dei linguaggi del futuro.

DIGITALIFE | Immersive Exhibit

Fluidità, immersione, de-virtualizzazione sono le tre parole chiave scelte da Richard Castelli per descrivere le opere in mostra.
Tra i fondatori di DumbType – collettivo giapponese impegnato sin dal 1984 nella sperimentazione delle nuove tecnologie digitali e della musica elettronica in ambito performativo- Shiro Takatani presenta ST/LL opera nata per la macchina 3D Water Matrix da lui stesso realizzata: un vero e proprio medium audiovisivo, una macchina robotizzata che scolpisce sculture d’acqua in tempo reale creando una continua illusione di forme e immagini. Una cascata d’acqua, infatti, è controllata da 900 valvole a loro volta programmate da un computer. L’elemento naturale, così manipolato e animato dalla luce crea sorprendenti visioni capaci di coinvolgere lo spettatore. In ST/LL piccole gocce d’acqua costruiscono delle vere e proprie animazioni che sfidano la gravità e rimpiazzano i pixel abituali del cinema digitale.

A utilizzare questa stessa macchina come uno sculture è invece Christian Partos, di ritorno a Digitalife dopo sei anni con The Sorcerer’s Apprentice. L’opera, presentata per la prima volta alla Citè des sciences et de l’industrie di Parigi, usa le 900 valvole elettroniche di 3D Water Matrix per creare figure che abitano lo spazio in una danza fluida.
Una vera e propria immersione è offerta da Zee, opera di Kurt Hentschläger, creatore tra il 1992 e il 2003 del progetto Granular Synthesis e audace sperimentatore nell’ambito dei linguaggi elettronici e digitali. Versione installativa d’uno spettacolo inizialmente commissionato da Romeo Castellucci, Zee ospita gli spettatori in un ambiente nebbioso, in cui non si riconosce e individua neppure il vicino più prossimo. Stimoli luminosi, architettati da Kurt, permettono al cervello di creare le proprie
immagini astratte e allucinatorie.
De-virtualizzante è invece l’opera del collettivo italiano NONE (Gregorio De Luca Comandini, Mauro Pace e Saverio Villirillo) che con Deep Dream_Act II lavora sull’immaginario digitale collettivo, sulla espressione più triviale dell’immagine elettronica e sul ruolo del web quale collettore e ridistributore di vouyerismo e futilità. Specchio, video e luci moltiplicano le nostre ossessioni virtuali all’infinito immergendo lo spettatore in uno spazio d’immagini randomiche, come in un sogno profondo.

DIGITALIFE|tra realtà aumentata e umanoidi

Understanding the Other è il titolo dell’evento che celebra i 25 anni d’attività del laboratorio di Robotica Percettiva della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Fondato nel 1991, il laboratorio PerCro svolge attività di ricerca nei campi della Robotica Avanzata, della Robotica Indossabile, delle Interfacce Aptiche e dei sistemi di Ambienti Virtuali e Realtà Aumentata. Il titolo dell’evento deriva, in particolare, dagli studi su quelle tecnologie di Ambienti Virtuali che sono utilizzate per consentire a una persona di sentirsi un’altra, fisicamente presente in uno spazio remoto con cui interagisce. Due spazi espositivi sono attrezzati con stazioni di proiezione di filmati, i cui contenuti rappresentano lo sviluppo di alcuni risultati della ricerca nel campo della Robotica e della virtualità effettuati da PerCro negli ultimi anni, e i modi in cui attraverso la tecnologia modifichiamo le nostre modalità di relazione con l’altro e con noi stessi.

Questo stesso percorso è approfondito nella conferenza “sui generis” del Professor Hiroshi Ishiguro che, il 24 Novembre, nell’ambito dei 150 anni delle relazioni tra Italia e Giappone e in collaborazione con l’Ambasciata del Giappone e la JTI (Japan Tobacco International), presenta il suo Gemonoid HI-1, umanoide forgiato a sua immagine e somiglianza, dotato di muscoli ed espressività facciale ma soprattutto in grado di sostenere una conversazione come un vero e proprio essere umano. In che modo la forma umanoide influenza l’interazione tra le persone, le nostre emozioni, i nostri comportamenti? Docente del dipartimento di macchine adattive di Osaka, group leader all’ATR Intelligent Robotics and Communication Laboratories, con il quale ha dato vita ai primissimi prototipi di robot dalle sembianze umane, e uno dei maggiori esponenti nella ricerca sull’intelligenza artificiale a livello internazionale, Ishiguro cerca di dare una risposta a queste domande e di esplorare la realtà umana attraverso la costruzione di vite artificiali.

DIGITALIFE |un Festival nel Festival

La sperimentazione e il connubio di linguaggi artistici differenti che caratterizza Romaeuropa Festival e Digitalife si riflette in un calendario di concerti ed eventi che affiancano il percorso espositivo: dall’incontro tra club culture e arti elettroniche del duo tedesco Incite/ che con space-time fold, a Romaeuropa con il supporto del Goethe-Institut, inaugura la mostra, alle immagini create artigianalmente dai francesi Stereoptik che aprono le porte de La Pelanda a un pubblico di tutte le età con le atmosfere oniriche e malinconiche del loro Dark Circus (19-23 ottobre).

La musica di Erick Satie si sposa alle immagini video create dall’artista visivo Onze (Stefano Centonze) nel live 50/150 Working on Satie >>> Talking to Satie di Alessandra Celletti (26 e 27 ottobre), mentre Temporeale Electroacoustic Ensemble dedica il progetto Sipario Sylvano agli 85 anni di Sylvano Bussotti(11 novembre).
Il rapporto tra immagini e musica tocca il cinema di Hitchcock con Blackmail Project di Edison Studio, Ivo Nilsson e Daniele Roccato (13 novembre) e si estende al nuovo circo con Ljos spettacolo multimediale del collettivo Fuse* perfetto sposalizio tra arti acrobatiche e kinect (dispositivo sensibile al movimento) che cattura ogni spostamento del corpo per scrivere in tempo reale partitura visiva e sonora (17 novembre).

Serata interamente dedicata ai risultati delle nuove ricerche sull’interazione uomo/macchina e al mutamento della relazione tra composizione e interpretazione musicale quella del CRM – Centro ricerche musicali che insieme a Josè Miguel Fernandez, Thomas Koppel, Alexander Vert, Michelangelo Lupone e Philippe Spiesser in Invisibile e Adattivo presenta due strumenti musicali altamente tecnologici: GeKiPe e SkinAct (19 novembre).

Le nuove tendenze della musica elettronica, infine, sono presentate dalla webzine musicale Soundwall fondata nel 2009 da Antonio Fatini e Marco Ricci. Alcuni dei protagonisti di GiantStep (rubrica che attraverso 15 domande mette a nudo i nuovi talenti dell’elettronica italiana) si raccontano all’interno de La Pelanda prima con una Lecture e poi con una esibizione live (26 novemre).
 
Forced Entertainment |maratona Shakespeare

Nella cornice de La Pelanda e al fianco delle sperimentazioni tecnologiche di Digitalife, anche il linguaggio innovativo e sopra le righe di uno dei più importanti collettivi artistici inglesi contemporanei: direttamente da Sheffield i Forced Entertainment, guidati dal carismatico Tim Etchells, portano a Roma il loro Table Top Shakespeare: Complete Works. Otto giorni (compresi tra l’8 e il 16 Ottobre) dedicati all’intera produzione teatrale del bardo ricostruita con l’aiuto di oggetti di uso quotidiano in spettacoli di circa 50 minuti realizzati su un tavolo di un metro quadrato. La perspicace ironia del gruppo e questo bizzarro dispositivo scenico (che sembra ricordare i video-tutorial di Youtube) ricrea la poesia del teatro shakespeariano e, al contempo, rinnova l’immaginario collettivo intorno a questo pilastro della cultura occidentale.

Programma in allegato

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