Franco Durelli. Graffi(a)ti
© Franco Durelli
Dal 1 Ottobre 2016 al 12 Ottobre 2016
Luogo: Museo Crocetti
Indirizzo: via Cassia 492
Orari: da lunedì a venerdì 11-13 / 15-19; sabato 11-19; domenica chiuso
Enti promotori:
- Fondazione Crocetti
- Muracci Nostri
Costo del biglietto: ingresso gratuito
Telefono per informazioni: +39 06 33711468
E-Mail info: info@fondazionecrocetti.it
Sito ufficiale: http://www.fondzionecrocetti.it
I graffi sono sottrazione di materia in superficie e punti di contatto con la profondità. Durelli gioca al levare, ma sopporta il peso dell’artificio paesaggistico dell’opera – il piattume del cemento, il silenzio della lava, il freddo della prigione – sulla leggera carta paglia, e poi invece aggiunge, nasconde mine nell’astratto – parole, schizzi, graffi -.
Un maestro oramai nel riprodurre dal niente la strada su un foglio: l’asfalto, la terra, la polvere. Le imprecisioni, le sbavature, i dossi. Sono vie battute per anni o muri su cui si è sbattuto lo sguardo tutte le mattine, i suoi sfondi. Potrebbe bastare per chiudere il cerchio delle stagioni dell’artista, da giovane paesaggista, fedele alla riproduzione naturalistica della realtà, poi innamorato di Schifano e della Pop art e infine maturo astrattista, ricercatore di tecniche e supporti utili a eliminare il disegno, a rivolgersi altrove.
Ma Graffi(a)ti è un ennesimo passo avanti. Il muro di Durelli è un muro segnato, una strada piena di tracce: graffi istintivi, sofferti, liberatori. Graffi d’uomo in un mondo di finti eroi. Bestemmie, dichiarazioni d’amore, ricordi illeggibili, righe tirate dritte e poi interrotte. Pensieri iniziati tante volte e mai finiti. Scritte su un foglio accartocciato, ma anche spermatozoi capaci di fare un viaggio e arrivare a destinazione, nell’occhio dello spettatore, in superficie, al livello del superficiale, pur avendo addosso una vita intera. Un graffio è una fotografia prima ancora che diventi sangue.
E’ un gesto preciso, incisivo, che inchioda un attimo e in quell’attimo un volto a vedersi allo specchio. Durelli nella sua leggerezza, nella sua semplicità, si dimostra un’ancora, il suo scendere a fondo e il suo risalire in superficie stravolgono l’andamento di una società che preferisce imbiancare i muri, invece di leggerli e di affrontare i propri problemi, una società che si anestetizza pur di sfuggire al suo dannato bisogno d’amore.
Inaugurazione Sabato 1 ottobre 2016 ore 18
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