Richard Long. River Avon Mud

© Galleria Lorcan O'Neill | Richard Long, Untitled, 2005, China clay, acrylic medium and paint on wood /  Caolino, medium acrilico e tempera su legno, 200 x 200 cm | "River Avon Mud" 

 

Dal 20 Febbraio 2016 al 30 Aprile 2016

Roma

Luogo: Galleria Lorcan O'Neill

Curatori: Laura Chiari, Serena Basso

Telefono per informazioni: +39.06.68892980

E-Mail info: mail@lorcanoneill.com

Sito ufficiale: http://www.lorcanoneill.com


Comunicato Stampa:
La quinta mostra personale di Richard Long alla Galleria Lorcan O’Neill è dedicata ai “mud paintings”, lavori realizzati con il fango, e presenta una selezione di opere realizzate dal 2005 al 2016 su tela, legno e carta Fabriano. La mostra include anche una linea site specific composta da pietre di serpentino italiano.

Long ha creato mud paintings in tutto il mondo, in particolare in importanti musei e gallerie d’arte, direttamente a parete o più raramente sul pavimento e, dal 2003, anche su legno o tela. Utilizzando fango di provenienze diverse e disegnando forme differenti, l’artista ha creato una varietà di lavori eterogenei: spirali, cerchi, cascate e linee, realizzati con le mani immerse nel fango o con le impronte dei piedi.

Il fango più utilizzato da Richard Long proviene dal fiume Avon che scorre vicino Bristol, sua città natale. “

Ho sempre un'idea precisa della forma complessiva del lavoro, che è equilibrata dalla spontaneità dell'esecuzione - dice Long. La velocità del gesto è importante perché è ciò che crea la traccia del getto, che mostra l'acquosità del fango, e l'acqua è il soggetto e l’oggetto principale di queste opere, mostrandone la natura. Sono interessato a questa tipicità della varietà cosmica: ogni pietra è diversa, come lo è ogni impronta delle dita, ogni nuvola, ogni getto, ogni camminata; e non si può entrare mai nello stesso fiume due volte".

“Ogni lavoro in quanto opera d’arte è lo strumento ideale per esplorare il rapporto tra tempo, distanza, geografia e topografia". Portando in galleria i materiali raccolti nei suoi viaggi per creare sculture – linee o cerchi di pietre, ardesia, rami – o “pitture” di fango, Long ricrea l'esperienza vissuta nel paesaggio in uno spazio chiuso e ricostruisce la sua relazione costante con la natura. I lavori in fango, così come la pittura delle caverne, ricercano l'interazione umana con il paesaggio attraverso la gestualità del segno e sono testimonianza dell’aderenza radicale ai mezzi naturali e alla capacità di lavorare con il solo corpo umano.

Richard Long è considerato un esponente di rilievo della Land art sin da quando ha realizzato A Line Made by Walking nel 1967 – la foto di una linea tracciata camminando sul prato – che ha stabilito un precedente nella storia dell’arte. Long fonda la sua esperienza artistica attraversando montagne, vallate, spiagge, deserti, fiumi e paesaggi innevati, disegnando archetipi geometrici con le sue impronte o con i materiali naturali raccolti sul luogo, che sono poi lasciati in situ come traccia.

Questi interventi effimeri sono documentati da fotografie, mappe e testi, dove le distanze percorse a piedi e i nomi dei luoghi costituiscono il vocabolario di una poesia semplice e potente. Sebbene molto vicino ad artisti come Hamish Fulton, Carl Andre o Lawrence Weiner, Richard Long è stato costantemente associato alla Land Art americana e agli Earth Works creati a partire dal 1967: nello stesso modo Long utilizza il contesto e i materiali naturali e il suo lavoro in situ sfida l’erosione del tempo scegliendo come unica traccia duratura l’immagine fotografica.

RICHARD LONG (n.1945) è stato un pioniere dell’arte concettuale e della Land Art sin da quando, ancora studente, ha realizzato A Line Made by Walking nel 1967. Un anno dopo la laurea, nel 1968, Long ha partecipato alla prima mostra internazionale di Arte Povera ad Amalfi. L’anno successivo ha preso parte a Earth Art alla Cornell University di New York ed è stato invitato da Harald Szeeman a esporre nella celebre mostra When Attitude Becomes Form alla Kunsthalle di Berna. Dal 1967 Long ha creato lavori nella natura, documentando le sue camminate in giro per il mondo con testi, mappe e fotografie, e realizzando sculture fatte solo con pietre, pezzi di ardesia o di legno raccolti per lo più durante le sue passeggiate. Dagli anni Ottanta, Long ha iniziato a realizzare lavori utilizzando le impronte delle sue mani e delle sue dita, con fango di fiume e caolino applicati direttamente sulle pareti o su altri media. Le opere di Richard Long fanno parte della collezione permanente dei più importanti musei internazionali tra cui il Centre George Pompidou di Parigi, il Museum of Modern Art di New York, la Tate Britain di Londra, il Guggenheim Museum, lo Stedelijk Museum di Amsterdam e la Hoffmann Collection di Basilea. Richard Long ha rappresentato la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia del 1976, e diversi musei internazionali hanno ospitato sue retrospettive tra cui il Guggenheim Museum di New York nel 1986; il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris nel 1993; il Philadelphia Museum of Art nel 1994; il National Museum of Art di Kyoto nel 1996; il San Francisco Museum of Modem Art nel 2006; lo Scottish National Gallery of Modern Art di Edinburgo nel 2007; la Tate Britain di Londra nel 2009; l’Hamburger Bahnhof di Berlino nel 2010; il Center of Contemporary Art Arnolfini di Bristol nel 2015. Ha ricevuto il Turner Prize nel 1989 e il Praemium Imperiale a Tokyo nel 2009. È stato nominato ‘Chevalier dans l’Ordre des Arts et des Lettres’ dal governo francese nel 1990 e ‘Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico’ nel 2013.

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