Un mondo fluttuante. Opere su carta di Anna Onesti

Anna Onesti con Virginia Lorenzetti, Aquilone Civetta, tinture naturali, inchiostro sumi su carta giapponese, stecche di bambù e fili di cotone, cm. 125X115, code cm. 100, 2016

 

Dal 01 Aprile 2020 al 31 Maggio 2020

Roma

Luogo: Casina delle Civette

Indirizzo: via Nomentana 70

Orari: da martedì a domenica ore 9.00-19.00. La biglietteria chiude 45 minuti prima. Giorni di chiusura: Lunedì, 1 maggio

Enti promotori:

  • Roma Capitale
  • Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
  • Con il patrocinio di Fondazione Italia Giappone

Costo del biglietto: Per i non residenti: € 6,00 intero; € 5,00 ridotto. La mostra è parte integrante della visita. Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) € 5,00 intero; € 4,00 ridotto. Ingresso gratuito per i possessori di MIC Card Ingresso gratuito per tutti la prima domenica del mese

Telefono per informazioni: +39 060608

E-Mail info: info@museivillatorlonia.it

Sito ufficiale: http://www.museivillatorlonia.it



La Casina delle CivetteMusei di Villa Torlonia, ospita dal 2 aprile al 31 maggio 2020 la mostra “Un mondo fluttuante. Opere su carta di Anna Onesti”, che presenta otto arazzi e otto aquiloni in carta giapponese, frutto del recente lavoro dell’artista che da oltre venti anni approfondisce tradizioni artistiche diverse e spesso lontane. 
 
La mostra, promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio della Fondazione Italia Giappone, è a cura di Alessia Ferraro. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura. L’ingresso è gratuito per i possessori della MIC Card.
 
Anna Onesti è un’artista, dal percorso complesso e articolato, che ha collaborato con importanti istituzioni internazionali impegnate nella salvaguardia del patrimonio culturale. I suoi lavori sono realizzati su carta washi, “carta giapponese”, utilizzando tecniche decorative ispirate alla tintura tradizionale dei tessuti e apprese nei suoi periodi di studio in Giappone, come l’itajimezome, lo shiborizome e il katazome.
 
La storia della carta in Giappone affonda le sue radici in epoche lontane grazie ai contatti con la Cina tramite la Corea e grazie all’avvento del Buddhismo, introdotto ufficialmente nel 552. Il termine washi indica varie tipologie di carta che si differenziano per tecniche esecutive e per tipo di fibre utilizzate. 
 
Le opere in mostra, sia gli arazzi che gli aquiloni, sono realizzate impiegando carta washi ottenuta dalla lavorazione delle fibre di kozo e colori di origine vegetale come il blu dell’indigofera tinctoria (ai), il viola del legno del Brasile (suwo), il rosso delle radici di robbia (akane), il giallo dell’albero di Amur (kihada), il bruno dei frutti dell’ontano (yashiya), il verde delle noci di galla (fushi), il nero dell’inchiostro di carbone (sumi). Le fibre della carta washi, lunghe e morbide, hanno la capacità di trasmettere alle materie impiegate profondità e di donare alle macchie di colore e alle tracce dei segni una foschia leggera che addolcisce i contorni e smussa i tratti trasformando il colore in materia pulsante. I procedimenti tecnici utilizzati – l’impronta, il ricalco, la tintura per piegatura o per legatura – permettono all’artista di replicare le sue forme stabilendo un ritmo che assume una cadenza meditativa ricca di rimandi, di assonanze, di echi. 
Un’opera, quella di Anna Onesti, che, partendo da un’estrema aderenza ai materiali utilizzati, cerca di affermare un’esperienza sensoriale del sentire ottico e fisico del tutto originale, grazie anche all’uso di una manualità che sembra sfociare in una ritualità senza tempo. 
 
La carta di produzione artigianale conserva ancora oggi in Oriente una tradizione manifatturiera straordinariamente viva, così come l’impiego dei colori naturali che oggi sono tornati ad essere prodotti anche sui nostri territori. Questi materiali, con le loro particolarità e le loro polivalenze, hanno tutte le caratteristiche per adattarsi ad un mondo tecnologico molto diverso da quello delle loro origini. La mostra dunque vuole riflettere anche su queste materie preziose e uniche il cui sviluppo dipende molto dalla qualità dell’ambiente e dal suo giusto equilibrio ecologico.

Anna Onesti è nata nel 1956 a Rocca di Papa (Roma) e ha studiato presso le Accademie delle Belle Arti di Roma, Urbino e Torino, diplomandosi in Scenografia con Toti Scialoja e in Decorazione con Francesco Casorati. Ha svolto parte della sua formazione artistica a Torino. Funzionario Restauratore Conservatorepresso l’Istituto Centrale per la Grafica, ha collaborato con importanti istituzioni internazionali impegnate nella salvaguardia del patrimonio culturale. Nel 1985 collabora con il Museo Nazionale d’Arte Orientale al restauro di un nucleo di stampe Ukiyo-e provenienti dal Museo d’Arte Orientale di Venezia ed esposte nella mostra “Il Mondo di Eizan”; nel 1985 frequenta il Corso Internazionale sui metodi di conservazione delle opere d’arte orientali organizzato nella sede romana dell’ICCROM (International Centre for the Study of the Preservation and Restauration of Cultural Property). A seguito di queste esperienze coltiva un costante interesse circa i metodi di restauro orientali, studi coronati nel 1994 dalla partecipazione al Corso Internazionale “Japanese Paper Conservation” svoltosi a Tokyo e Kyoto, organizzato dall’ICCROM e dal TNRICP (Tokyo National Research Institute of Cultural Properties). Un secondo viaggio in Giappone e poi viaggi in India e in Indonesia la portano ad interessarsi alle tecniche di tintura e di decorazione delle carte orientali. Nel 2004 l’artista inizia a realizzare con le carte orientali degli aquiloni (immagini del cielo) basando la loro costruzione anche su tipologie derivate da forme tradizionali giapponesi. Notevoli mostre e pubblicazioni scientifiche hanno costellato il complesso percorso di quest’artista, che incrocia conservazione e riflessione teorica, nel nome di un “fare” delicato e consapevole legato alla manualità del restauro di carta e di un deciso “pensare” all’arte come evocazione di sentimenti. 
 
Inaugurazione 1 aprile 2020 ore 17

EVENTI
Nell’ambito della mostra si svolgeranno alcune conferenze e visite guidate condotte dall’artista e dalla curatrice, un laboratorio didattico per gli alunni delle scuole elementari e medie e altri eventi in occasione del finissage della mostra.

Sabato 4 aprile ore 17.00
Conferenza di Anna Onesti “Una storia di colori-Iro no monogatari”
Gratuita con invito
 
Domenica 5 aprile ore 11.30
Visita guidata alla mostra tenuta da Alessia Ferraro
 
Sabato 11 aprile ore 10.30
Gli allievi del “Biennio di materiali cartacei” Accademia di Belle Arti di Roma, coordinati dalla professoressa Laura Salvi, illustreranno l’evoluzione dei materiali cartacei dall’antichità fino alla sperimentazione contemporanea. 
Gratuita con invito
 
Sabato 18 aprile ore 10.30
Laboratorio “Tra le pieghe dei colori” tenuto da Anna Onesti rivolto agli alunni delle scuole elementari e medie. 
Laboratorio gratuito
 
Domenica 26 aprile ore 11.30
Visita guidata della mostra tenuta da Anna Onesti con il fotografo Fabio Massimo Fioravanti.
 
Domenica 3 maggio ore 11.30 
Visita guidata alla mostra tenuta da Alessia Ferraro.
 
Domenica 17 maggio
ore 10.30 
Incontro con gruppo di aquilonisti romani “Greko Kite” – porticato Dipendenza della Casina.
ore 15.30 
Visita guidata tenuta da Anna Onesti
 
Sabato 23 maggio ore 17.00
Conferenza “Tesuki washi, la carta giapponese di produzione artigianale” tenuta da Anna Onesti.
Gratuita con invito
 
Domenica 31 maggio ore 16.30
Finissage con evento nel giardino della Casina delle Civette: racconto di una fiaba della tradizione giapponese a cura della narratrice Genji Colombo e della musicista Veronica Garroni.
Ingresso gratuito. Massimo 60 posti a sedere.

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