Valeriano Ciai. Opere grafiche
© Valeriano Ciai
Dal 6 Ottobre 2016 al 28 Ottobre 2016
Luogo: MLAC Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
Indirizzo: p.le Aldo Moro 5
Curatori: Claudio Zambianchi, Alice Mirti
Telefono per informazioni: +39 334 2097805
E-Mail info: [email protected]
Dal 6 al 28 ottobre prossimi il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea (MLAC) di Sapienza Università di Roma organizza una mostra intitolata "Valeriano Ciai. Opere grafiche" a cura di Claudio Zambianchi e Alice Mirti.
L'esposizione documenta, attraverso una scelta di incisioni e alcune tempere, l’aspetto grafico dell’opera dell’artista, in coincidenza con la mostra di dipinti Valeriano Ciai 1928 - 2013. Segni e Memorie, allestita dal 15 settembre al 6 novembre al Museo di Roma in Trastevere.
Vicino inizialmente al realismo sociale, Ciai passa negli anni Sessanta a una fase di realismo esistenziale che si apre via via al racconto di una condizione umana dolente, risultato dell’alienazione provocata dal capitalismo. Il suo lavoro, frutto di una continua interrogazione sulla realtà e sull’arte, approda a una figurazione basata non sull’osservazione, ma sulla memoria. Essa si fonda sulla reiterazione di pochi temi, infinitamente variati: i nudi, le figure umane desolate, i paesaggi urbani, la Roma di Trastevere, del Portico d’Ottavia, il Tevere a Ponte Sisto e gli aeroporti.
L’incisione, prevalentemente calcografica, accompagna l’artista nel corso della sua intera carriera: il bianco e nero trasforma in segno i valori tonali, così attentamente graduati nella pittura, mediante un’accorta modulazione della quantità luminosa; il tracciato della pennellata si traduce in effetti di intermittenza assai caratteristici e originali nel contesto dell’arte romana contemporanea.
Nelle incisioni più antiche, risalenti agli anni Sessanta, il segno è più sottile, più attento agli effetti chiaroscurali, e gli oggetti sono spesso suggeriti “a risparmio”, si ritagliano cioè in bianco su un complesso sfondo di grigi. Le cose, e le figure umane soprattutto, divengono così il punto di massima luminosità del foglio. Nelle prime prove incisorie Ciai analizza e interpreta, ancor più che nella pittura coeva, il tema delle quantità di luce modulate e filtrate, tipico della pittura di Scuola Romana degli anni Venti e Trenta. Più tardi il segno si fa più forte e netto e l’immagine vive di una più risentita alternanza di bianchi e neri, quasi che ora l’artista voglia sottolineare una qualità ritmica del segno e tradurre nelle incisioni la maggior regolarità di tocco acquisita nella pittura. Nel rapporto fra bianco e nero proprio dell’incisione Ciai verifica la struttura tonale delle sue immagini, e trova un mezzo di espressione che, nella sua natura artigianale e lenta, ha un ritmo analogo a quello, meditato e graduale, della sua pittura.
Anche attraverso le incisioni è quindi possibile seguire l’itinerario di un artista schivo e appartato, il cui lavoro è caratterizzato da un mondo di immagini inconfondibile ed è dotato di qualità formali ed espressive non comuni.
Le poche tempere che si espongono accanto alle incisioni servono non soltanto a dare al pubblico un’idea delle gamme di colore presenti nella pittura di Ciai in fasi diverse della sua vita, ma anche a evidenziare, in un mezzo che non ha la presenza materica della pittura a olio, alcune qualità di tocco e andamento della pennellata dell’artista.
Inaugurazione giovedì 6 ottobre alle 18
Orari: dal lunedì al venerdì 15-19
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