Marc Chagall
© Marc Chagall, by SIAE 2026 | Marc Chagall, Villaggio russo, 1929. Olio su tela, 73x92 cm. Private Collection, Swiss
Dal 13 Ottobre 2026 al 29 Marzo 2027
Vercelli | Visualizza tutte le mostre a Vercelli
Luogo: Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA
Indirizzo: Piazza San Marco 1
Curatori: Paul Schneiter
Enti promotori:
- Comune di Vercelli
Dal 13 ottobre 2026, lo Spazio ARCA | Chiesa di San Marco a Vercelli apre le sue porte a “Marc Chagall”, una mostra profondamente contemporanea che invita il pubblico a entrare nel cuore della grande pittura europea del Novecento e a mettere in discussione la propria vita quotidiana così come il mondo che li circonda.
La mostra ripercorre il percorso artistico e biografico di Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – SaintPaul-de-Vence, 1985), uno dei maestri indiscussi della pittura del XX secolo. Essa ci conduce all'interno dell'universo drammatico dell'artista, dove motivi ricorrenti come acrobati del circo e animali della fattoria, mazzi di fiori e innamorati, diventano metafore ritmiche per il nostro mondo effimero, il quale è a rischio di imminente collasso.
In questo mondo sempre più fratturato da conflitti e spostamenti climatici, la ricerca continua di Chagall di un luogo in cui mettere radici cessa di essere una storia del ventesimo secolo, diventando invece uno specchio della nostra realtà in evoluzione.
L'opera di Chagall mantiene intatta la sua rilevanza oggi precisamente perché l'artista ha affrontato questa stessa cancellazione. Quando Vitebsk, la sua città natale nell'Impero Russo (nell'odierna Bielorussia), gli fu fisicamente sottratta, distrutta dall'esercito tedesco nel 1941, egli non soccombette alla nostalgia, ma mantenne invece viva la città e la sua cultura all'interno di un paesaggio interiore. Questa architettura portatile lo sostenne attraverso il suo esilio forzato durante la seconda guerra mondiale, fungendo da puro motore creativo che avrebbe infine ancorato nel sud della Francia quando vi si stabilì dopo il 1950.
Troppo spesso la storia dell'arte ha intrappolato Chagall in una scatola di sognante nostalgia, riducendolo a un pittore sentimentale di memorie folkloriche. Tracciando i motivi figurativi ricorrenti che si ripetono ciclicamente lungo tutta la sua carriera, dalle loro primissime espressioni formative fino alle opere degli anni più tardi, questa mostra esplora come l'artista tragga ispirazione da una patria perduta all'interno della geografia personale della sua mente.
La mostra è punteggiata da diversi autoritratti dell'artista, garantendo che la presenza di Chagall accompagni i visitatori come una guida personale attraverso il viaggio della sua stessa vita.
Ad arricchire il percorso espositivo, anche una sezione – curata da Daniele Fenaroli – che accoglie opere di artisti italiani contemporanei a Chagall provenienti dalla Collezione Giuseppe Iannaccone, offrendo così una prospettiva più ampia sulla sensibilità del ventesimo secolo.
Promossa dal Comune di Vercelli, prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Iannaccone e curata da Paul Schneiter, la mostra rappresenta la seconda fase di un virtuoso progetto pluriennale volto a consolidare l'offerta culturale della Città sulla scena internazionale.
La mostra ripercorre il percorso artistico e biografico di Marc Chagall (Vitebsk, 1887 – SaintPaul-de-Vence, 1985), uno dei maestri indiscussi della pittura del XX secolo. Essa ci conduce all'interno dell'universo drammatico dell'artista, dove motivi ricorrenti come acrobati del circo e animali della fattoria, mazzi di fiori e innamorati, diventano metafore ritmiche per il nostro mondo effimero, il quale è a rischio di imminente collasso.
In questo mondo sempre più fratturato da conflitti e spostamenti climatici, la ricerca continua di Chagall di un luogo in cui mettere radici cessa di essere una storia del ventesimo secolo, diventando invece uno specchio della nostra realtà in evoluzione.
L'opera di Chagall mantiene intatta la sua rilevanza oggi precisamente perché l'artista ha affrontato questa stessa cancellazione. Quando Vitebsk, la sua città natale nell'Impero Russo (nell'odierna Bielorussia), gli fu fisicamente sottratta, distrutta dall'esercito tedesco nel 1941, egli non soccombette alla nostalgia, ma mantenne invece viva la città e la sua cultura all'interno di un paesaggio interiore. Questa architettura portatile lo sostenne attraverso il suo esilio forzato durante la seconda guerra mondiale, fungendo da puro motore creativo che avrebbe infine ancorato nel sud della Francia quando vi si stabilì dopo il 1950.
Troppo spesso la storia dell'arte ha intrappolato Chagall in una scatola di sognante nostalgia, riducendolo a un pittore sentimentale di memorie folkloriche. Tracciando i motivi figurativi ricorrenti che si ripetono ciclicamente lungo tutta la sua carriera, dalle loro primissime espressioni formative fino alle opere degli anni più tardi, questa mostra esplora come l'artista tragga ispirazione da una patria perduta all'interno della geografia personale della sua mente.
La mostra è punteggiata da diversi autoritratti dell'artista, garantendo che la presenza di Chagall accompagni i visitatori come una guida personale attraverso il viaggio della sua stessa vita.
Ad arricchire il percorso espositivo, anche una sezione – curata da Daniele Fenaroli – che accoglie opere di artisti italiani contemporanei a Chagall provenienti dalla Collezione Giuseppe Iannaccone, offrendo così una prospettiva più ampia sulla sensibilità del ventesimo secolo.
Promossa dal Comune di Vercelli, prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con la Fondazione Giuseppe Iannaccone e curata da Paul Schneiter, la mostra rappresenta la seconda fase di un virtuoso progetto pluriennale volto a consolidare l'offerta culturale della Città sulla scena internazionale.
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