Come un film Il cinema post futurista degli anni '30

Osvaldo Peruzzi, Ritratto di V.T. (Ritratto di Vivi Gioi), (dettaglio), 1933, pastello su carta. Mart, Donazione Stella Peruzzi

 

Dal 13 Aprile 2019 al 20 Ottobre 2019

Rovereto | Trento

Luogo: Casa d'Arte Futurista Depero

Indirizzo: via dei Portici 38

Orari: da martedì a domenica 10-18

Curatori: Nicoletta Boschiero, Federico Zanoner

Enti promotori:

  • Provincia autonoma di Trento
  • Comune di Trento
  • Comune di Rovereto

Costo del biglietto: Intero 7 Euro, Ridotto 4 Euro. Gratuito fino ai 14 anni; persone con disabilità, Membership

Telefono per prevendita: 800 397760

Telefono per informazioni: +39 0464 438887

E-Mail info: info@mart.trento.it

Sito ufficiale: http://www.mart.trento.it


Comunicato Stampa:
Il programma mostre del 2019 della Casa d’Arte Futurista Depero mette in luce l’eterogeneità dell’indagine Futurista. La celebre Avanguardia italiana ambisce a superare i confini tradizionali dei linguaggi culturali e persegue l’idea di “opera d’arte totale”, in grado di coinvolgere tutti i sensi e i campi della ricerca intellettuale: pittura, scultura, performance, cinema, musica, grafica, design, architettura, fotografia, poesia, teatro. Queste commistioni e le influenze del Futurismo sulla contemporaneità sono al centro delle mostre di approfondimento allestite all’ultimo piano della Casa. Dopo i recenti progetti sulla performance e sulla grafica, il 2019 esplora le ricerche cinematografiche e musicali. Si comincia con la mostra di ricerca “Come un film. Il cinema post Futurista degli anni ‘30”, a cura di Nicoletta Boschiero, responsabile della Casa Depero, e Federico Zanoner, Archivio del ’900.
 
Protagonista della mostra è Emanuele Caracciolo (Tripoli, 1912 - Roma, 1944), regista e rappresentante del Gruppo Futurista Napoletano, la cui attività è documentata nel fondo Fortunato Depero conservato negli archivi del Mart. 
La mostra ricostruisce il contesto storico nel quale il regista si muove, a partire dai suoi rapporti con il Futurismo e in particolare con Fortunato Depero, con il quale si instaura una interessante corrispondenza. Diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Caracciolo viene definito da Filippo Tommaso Marinetti “Futurista veloce”. 
 
A inizio secolo, il Futurismo è la prima corrente artistica a interessarsi al cinema come linguaggio proprio; ispirati dalla modernità, dalla velocità e dai trucchi cinematografici i Futuristi riconoscono al nuovo mezzo un potere creativo, poetico e simbolico senza precedenti. Lo scoppio della Prima guerra mondiale, la congenita mancanza di mezzi e di esperienza tecnica ostacolano però lo sviluppo di un vero e proprio cinema Futurista.
Le non numerose produzioni degli anni Dieci e Venti sono andate in gran parte disperse. 
 
Negli anni Trenta, con l’avvento del sonoro e la nascita di Cinecittà, sotto l’egida politica e finanziaria del regime fascista, il cinema italiano vive nuove fasi produttive di cui è invece possibile ricostruire le vicende.
 
Attraverso una selezione di fotografie, lettere, libri e riviste, la mostra approfondisce alcuni casi esemplari gettando nuova luce sui progetti e sui contatti di Depero con il mondo del cinema. La ricerca condotta nell’Archivio del ’900 ha coinvolto, come da consuetudine, archivi di artisti e intellettuali non appartenenti tout-court al cinema e legati invece ad altri linguaggi artistici. Da queste personalità eclettiche e complesse, attraverso disparate reti di contatti, emerge un quadro dai tratti intriganti e inediti, che chiama in causa una articolata concatenazione di figure e temi dipanatasi tra gli anni Dieci e gli anni Trenta del secolo scorso: dalle ricerche Futuriste sulla svalutazione del ruolo dell’attore a favore dell’automa e della macchina, al protagonismo della donna e al divismo in genere, dal dibattito tra teatro e cinematografo, alla trasformazione delle loro stesse architetture.
 
Arricchiscono il percorso un documentario girato da Walter Caprara e gli estratti di alcuni film particolarmente significativi: Thaïs di Anton Giulio Bragaglia, l’unico esemplare Futurista giunto fino ai nostri giorni, Troppo tardi t’ho conosciuta di Caracciolo, pellicola andata perduta e ritrovata nel 2003, Marionette di Carmine Gallone, maestro di Caracciolo e pilastro del cinema popolare almeno fino agli anni Cinquanta.
 
 


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