Materiale Immateriale. Progetto VVV VerboVisualeVirtuale

Materiale Immateriale. Progetto VVV VerboVisualeVirtuale, Mart Rovereto

 

Dal 16 Aprile 2016 al 26 Giugno 2016

Rovereto | Trento

Luogo: Mart Rovereto

Indirizzo: corso Bettini 43

Orari: mar-dom 10-18; ven 10-21; lunedì chiuso

Enti promotori:

  • Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto

Telefono per informazioni: +39 0464 438887 - 800 397760

E-Mail info: info@mart.trento.it

Sito ufficiale: http://www.mart.trento.it



La mostra Materiale Immateriale viene realizzata a conclusione di un progetto pluriennale sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto e realizzato dal Mart con il Museion di Bolzano e con la Fondazione Bruno Kessler di Trento - Unità di ricerca Digital Humanities.

Oggetto di studio è l’Archivio di Nuova Scrittura (ANS) di Paolo della Grazia, affidato in parte al Mart (dal 1998) e in parte al Museion (dal 2000).
Dedicato alle ricerche verbo visuali, l’Archivio comprende opere, libri e documenti. Nato nel 1988 dall’incontro tra il collezionista Paolo Della Grazia e l’artista Ugo Carrega, entrambi interessati alle forme d’arte contraddistinte dall’uso della parola e del segno, ha in seguito accolto anche la collezione di Marco Fraccaro, dedicata al rapporto tra parola e immagine nell’arte e nell’editoria futurista.

Il progetto VVV VerboVisualeVirtuale ha dato vita a un archivio digitale, basato su mappe interattive, che permette di esplorare le molteplici connessioni tra le opere e i documenti (lettere, pubblicazioni, fotografie) e la complessità delle relazioni tra i diversi artisti, indagandone l’intero processo creativo. In questo modo, tutti i materiali che compongono l’ANS trovano il proprio corrispettivo immateriale all’interno di un ambiente virtuale, un’architettura informatica che rende fruibile agli studiosi di tutto il mondo la ricchezza di questo patrimonio.

La mostra Materiale Immateriale presenta una selezione di opere e documenti che riflette la particolare natura di questa collezione, costituita da oggetti fragili, polivalenti, di difficile classificazione.
Circa trenta opere concettuali e immateriali affrontano la relazione tra parola e arte visiva. I collage di lettere ritagliate che Adriano Spatola intitola Zeroglifici, l’alfabeto gestuale delle fotografie di Ketty La Rocca e di Neide Dias de Sà, la scrittura intrecciata alle trame di fili di cui sono intessute le lettere di Amelia Etlinger e il libro di Maria Lai, le poesie-oggetto di Luciano Caruso e le poesie visive dei precursori Stéphane Mallarmé e Francesco Cangiullo e, poi, di Mirella BentivoglioMario DiaconoGiovanna Sandri, sono solo alcuni esempi di questa ricerca.
Completano la proposta: l’allestimento integrale della mostra di cartoline d’artista Cards from the world tenutasi nel 1973 al Centro Tool di Milano e il film V / V / V , prodotto dal museo con Guido Scarabottolo, Oliviero Fiori e Claudia Bagolin.

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