Sandro Miller. Malkovich, Malkovich, Malkovich. Homage to Photographic Masters

© Sandro Miller / Gallery FIFTHY ONE, Antwerp | Sandro Miller, Annie Leibovitz / Meryl Streep, NYC (1981), 2014

 

Dal 30 Ottobre 2020 al 31 Gennaio 2021

Trieste

Luogo: Magazzino delle Idee

Indirizzo: corso Cavour 2

Orari: da martedì a domenica 10.00 – 19.00 | lunedì chiuso

Curatori: Anne Morin

Costo del biglietto: intero € 6, ridotto € 4, gruppi e bambini da 6 a 11 anni non compiuti € 3. Gratuito fino a 6 anni non compiuti; accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo); insegnanti in visita con alunni/studenti (2 ogni gruppo); un accompagnatore per disabile; tessera Icom; giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti) in servizio previa richiesta di accredito all’indirizzo: info@magazzinodelleidee.it. La biglietteria chiude mezz’ora prima

Telefono per informazioni: +39 040 3774783

E-Mail info: info@magazzinodelleidee.it

Sito ufficiale: http://www.magazzinodelleidee.it



Dal 31 ottobre 2020 al 31 gennaio 2021 il Magazzino delle Idee di Trieste presenta, per la prima volta in Italia, la mostra Malkovich, Malkovich, Malkovich. Homage to Photographic Masters del fotografo americano Sandro Miller, organizzata dall’Ente regionale per il patrimonio culturale Erpac, in collaborazione con diChroma Photography, La Chrome di Madrid e la Galleria FIFTY ONE di Anversa. Programmata inizialmente lo scorso marzo, la mostra era stata sospesa a causa dell’emergenza sanitaria nazionale.

Il progetto fotografico nasce come omaggio del fotografo Sandro Miller a trentaquattro maestri della fotografia, fra cui Albert Watson, Annie Leibovitz, Bill Brandt, Diane Arbus, Herb Ritts, Irving Penn, Pierre et Gilles, Richard Avedon e Robert Mapplethorpe, e molti altri. In ognuno dei sessantuno ritratti di Malkovich presentati in mostra, l’attore impersona infatti il soggetto di una celebre fotografia, trasformandosi di volta in volta in Marilyn Monroe, Salvador Dalì, Mick Jagger, Muhammad Alì, Meryl Streep, John Lennon e Yoko Ono, Andy Warhol, Albert Einstein, Ernest Hemingway e in molte altri personaggi. Ogni opera riproduce in tutti i dettagli le fotografie prese a modello esaltando le doti camaleontiche e la capacità mimetica di Malkovich così che egli di volta in volta muta non solo di espressione, ma anche di sesso o di età: uomo o donna, anziano o bambino, sensuale o enigmatico, cupo o gioioso.

La collaborazione fra Sandro Miller e John Malkovich risale agli anni Novanta quando i due si incontrano a Chicago nella sede della Steppenwolf Theatre Company di cui Malkovich è uno dei membri fondatori. «È diventato la mia tela, la mia Musa, John si sedeva ed ascoltava la mia idea, poi diceva “Ok facciamolo”. – racconta Miller – Nel corso di 17 anni John non ha mai detto non mi piace, non la voglio fare».
 
La mostra documenta il lavoro intrapreso da Sandro Miller e Malkovich nel 2013. Il primo scatto fondamentale che dà vita all’intero progetto è quello in cui John Malkovich reinterpreta la fotografia di Truman Capote ritratto da Irving Penn.

«Non ho voluto che fosse una parodia. Rendere omaggio ai fotografi e alle fotografie che hanno cambiato il mio punto di vista sulla fotografia è una cosa seria per me. Queste immagini mi hanno ispirato durante la mia carriera facendomi diventare il fotografo che sono oggi.»

Arricchiscono l’esposizione tre ritratti non facenti parte del progetto originario che rappresentano Malkovich nei panni di Adolf Hitler (Hitler Green), di Papa Giovanni Paolo XXIII (Recreations), e in una rivisitazione del tema di Salomè con la testa del Battista (Head on Plate). Completa questa sezione un video making-off che ripercorre il processo creativo e di trasformazione di Malkovich davanti all’obiettivo e sotto la direzione di Miller. In mostra è inoltre possibile visionare le riproduzioni delle fotografie originali dei “Masters” a cui Miller si è ispirato, quali testimonianze delle fonti da lui citate.

«Ognuno di noi ha un eroe o una persona che ammira. Li lodiamo, li veneriamo e li mettiamo su un piedistallo. Può essere una figura religiosa, un attore di Hollywood, una star dello sport come Tiger Woods o Michael Jordan. Per me i grandi maestri della fotografia sono Mickey Mantles, Babe Ruth and Joe DiMaggio. Ammiro anche Irving Penn, Richard Avedon, Annie Leibovitz, e ogni singolo fotografo rappresentato nel mio Homage to the Masters. Ho ricreato le fotografie dei grandi maestri in segno di rispetto, amore e ammirazione.» Sandro Miller

Completa l’esposizione la sezione inedita Malcolynch composta da una selezione di ritratti derivata dal progetto Psychogenic Fugue (2015), un cortometraggio visibile in versione integrale, frutto della collaborazione tra i due artisti e definito da Miller “una montagna russa nella mente di David Lynch”. Nel video otto dei personaggi più noti di Lynch – e da lui stesso selezionati – sono reinterpretati da John Malkovich, tra cui Frank Booth, Mystery Man dal film Robert Blake, il protagonista di Elephant Man, il personaggio di John Nance Henry Spencer del film Eraserhead, l’agente Dale Cooper e la Log Lady, de Il segreto di Twin Peaks. Per il gran finale, Malkovich interpreta Lynch in persona. In aggiunta, l’esposizione presenta una serie di sette ritratti di David Lynch.

Sabato 31 ottobre il fotografo Sandro Miller sarà presente per un talk presso la Sala convegni del Magazzino delle Idee. Attraverso testimonianze fotografiche e brevi video, Sandro Miller ripercorrerà i retroscena del progetto fotografico esposto raccontando dell’incontro con John Malkovich, di come l’attore sia diventato la sua musa e di come la fortissima carica creativa data dal loro legame artistico-professionale sia evoluta nel tempo.

Catalogo
La mostra è accompagnata dal volume Malkovich, Malkovich, Malkovich. Homage to Photographic Masters pubblicato da Skira Milano in occasione della mostra inedita in Italia.

Sandro Miller
Nato nel 1958 a Elgin, Illinois, si avvicina alla fotografia fin dall’adolescenza da autodidatta dopo aver visto i ritratti di Irving Penn. Con numerose pluripremiate campagne promozionali alle spalle, Sandro Miller è uno dei più rispettati fotografi fine-art e pubblicitari. Fotografa svariate campagne pubblicitarie nazionali per Adidas, Allstate Insurance, American Express, Anheuser-Busch, BMW, Champion, Coca-Cola, Dove, Gatorade, Honda, Milk, Microsoft, Miller/Coors, Motorola, Nike, Nikon, Pepsy, Pony, UPS e l’esercito degli Stati Uniti. Nel 2001 il governo cubano lo invita a fotografare gli atleti della nazionale; questo progetto è la prima collaborazione tra USA e Cuba dal 1960. Il suo lavoro editoriale compare su Communication Arts, Details, Esquire, ESPN Magazine, Eyemazing, Forbes, GQ, Graphis, Newsweek, New York Magazine, The New Yorker, Russian Esquire, Stern, Time, Vibe, Wired e viene esposto in tutto il mondo. Miller collabora con Nikon con cui lavora a numerosi progetti: il servizio fotografico in Croazia con l’attore John Malkovich; la sequenza della gara motociclistica a Brainerd, Minnesota; il servizio fotografico e riprese della squadra roller derby The Windy City Rollers; la ripresa video del famoso funambolo Philippe Petit; e di recente, il cortometraggio intitolato Joy Ride, in cui un motociclista sfreccia lungo le strade di Chicago all’alba, impegnato in una missione misteriosa. Durante la sua carriera, il fotografo dona il suo talento e il personale del suo studio alle organizzazioni di beneficenza e organizzazioni non-profit che lavorano a livello locale per migliorare la vita dei residenti, creando campagne accattivanti per sollecitare i contributi per le associazioni: AIDS Chicago, AIDS New Jersey, American Cancer Society, American Heart Association, Arts for Life, Big Brothers and Big Sisters of Milwaukee, Dance for Life, Evans Life Foundation, Food Depositary of Chicago, The Good City, Marwen Foundation, The Maestro Cares Foundation e Off The Street Club. Al Cannes Lions International Festival of Creativity in Francia, nel luglio del 2011, riceve il riconoscimento Saatchi & Saatchi come miglior regista esoridente, per il cortometraggio Butterflies, che ha come protagonista John Malkovich. Nel 2014, al Carniage Hall a New York ottiene il riconoscimento come miglior fotografo internazionale dell’anno per i suoi successi nella fotografia. L’anno successivo viene premiato come miglior fotografo internazionale dell’anno dalla Lucie Foundation’s per le fotografie del progetto Malkovich, Malkovich, Malkovich: Homage to the Photographic Master. Negli ultimi cinque anni, in concorsi con giurie del settore, è stato eletto tra i migliori 200 fotografi pubblicitari al mondo.

John Malkovich
Nato nel 1953, a Christopher in Illinois Malkovich è un attore, produttore e stilista americano. Nel 1976 Malkovich, insieme a Joan Allen, Gary Sinise e Glenne Headly, diventa membro fondatore della Steppenwolf Theatre Company di Chicago. Si trasferisce a New York nel 1980 dove debutta in uno spettacolo tratto dall’opera di Sam Shepard True West, aggiudicandosi un Obie Award. Riceve la nomination agli Oscar per l’interpretazione in Le stagioni del cuore di Robert Benton (1984) e Nel centro del mirino di Wolfang Peterson (1993). Recita in più di settanta film, tra cui Urla del silenzio di Roland Joffé (1984), L’impero del sole di Steven Spielberg (1987), Con Air di Simon West (1997), Essere John Malkovich di Spike Jonze (1999), Il gioco di Ripley di Liliana Cavani (2002), Johnny English di Peter Howitt (2003), Changeling di Clint Eastwood (2008), A prova di spia dei fratelli Coen (2008), Warm Bodies di Jonathan Levine (2013), Educazione Siberiana di Gabriele Salvatores (2013), ed è il produttore di Ghost World (2001), Juno (2007), e Noi siamo infinito (2012). Nel 2002 Malkovich crea il suo brand, Mr. Mudd, di cui è stilista.

David Keith Lynch
Nato nel 1946 nel Montana, è un regista, pittore, musicista, attore e fotografo statunitense. Noto soprattutto per i film Velluto blu (1986) e Mulholland Drive (2001), considerati da alcuni critici tra i migliori film dei rispettivi decenni, e per la serie televisiva di successo I segreti di Twin Peaks (1990- 91), grazie alla quale viene definito “il primo surrealista popolare” dal noto critico cinematografico Pauline Kael. Il suo film d'esordio del 1977 Eraserhead-La mente che cancella è considerato un cult. Vincitore di un premio Oscar alla carriera nel 2019, riceve tre nomination agli Oscar come Miglior regista e vince due volte il premio francese César per il Miglior film straniero, così come la Palma d'Oro al Festival di Cannes e il Leone d'Oro alla carriera al Festival del Cinema di Venezia.

Inaugurazione: venerdì 30 ottobre ore 18.00

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