Amanti. Passioni Umane e Divine

Louis Rubio Paolo e Francesca, 1831-1833, olio su tela, Collezione privata, Londra

 

Dal 21 Maggio 2017 al 08 Ottobre 2017

Tolmezzo | Udine

Luogo: Casa delle Esposizioni

Curatori: Don Alessio Geretti

Enti promotori:

  • Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo
  • Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
  • Promoturismo FVG
  • Fondazione Friuli
  • Comune di Tolmezzo

Costo del biglietto: Intero 10 €. Offerta Famiglia: intero ogni genitore (anche singolo), gratis i figli minorenni. Ridotto 7 €: studenti 18-25 anni; oltre 65 anni; gruppi di almeno 20 persone; soci Touring Club; religiosi e religiose; visitatori del Museo Carnico “M. Gortani”; disabili. Ridotto 5 €: Scolaresche e ragazzi fino a 18 anni. Gratis: sotto i 6 anni, giornalisti, accompagnatori dei disabili, possessori della FVG Card

Telefono per informazioni: +39 0433 44445

E-Mail info: mostra@illegio.it

Sito ufficiale: http://www.illegio.it


Comunicato Stampa:
“Amanti. Passioni umane e divine” sarà una delle più importanti mostre d’arte che il Friuli Venezia Giulia e il Nordest si prepareranno a scoprire nel corso del 2017.
L’amore di coppia è il file rouge dell’intero percorso espositivo che attraverso opere emozionanti e colpi di scena ci farà rivivere le storie più incantevoli e struggenti, sublimi e torbide che come perenni monumenti riveleranno in cosa consiste realmente l’amore e quale sia il suo destino. I visitatori potranno ammirare quarantadue opere, tra cui alcuni prestigiosi capolavori, provenienti dall’Italia e dall’estero (Austria, Croazia, Svizzera, Ungheria, UK), da importanti musei pubblici e da collezioni private, attraverso un percorso suggestivo e raffinato per la rarità di alcune iconografie e per l’attualità dei temi.
Le opere, scelte in un arco temporale di sette secoli (l’opera più antica, Storie di Santa Caterina d’Alessandria del Maestro della strage degli Innocenti di Mezzarata, risale al 1320 circa; la più recente, Amanti di Gyula Benczúr, è datata 1919), ricondurranno a cinque fonti principali - la mitologia classica, la Sacra Scrittura, le vite dei santi, la letteratura cavalleresca e romantica, il teatro - e immergeranno il visitatore in una profonda meditazione sull’amore, nel suo rapporto tra materia e spirito, tra gioia e tormento, tra la vita e la morte. La meditazione solleva formidabili domande e suggerisce possibili risposte custodite dalla cultura dell’Occidente e dalla rivelazione cristiana:
 
 
cos’è sostanzialmente l’amore? che rapporto c’è tra amore, bellezza e desiderio? qual è il senso e il fine dell’eros nella vita umana? tra l’amore e la morte chi vince il duello? come si distingue l’amore autentico da quello apparente o inadeguato? come l’amore umano viene salvato dai suoi limiti nella castità e nel matrimonio? può esserci amore nuziale tra l’uomo e Dio?  
 
Inevitabilmente, la mostra si propone quindi di offrire all’uomo d’oggi una teoria dell’amore umano, in questa nostra epoca nella quale il più evidente dei problemi antropologici è che l’uomo contemporaneo spesso non sa più amare né ricorda più con nitidezza la rivelazione divina sull’amore autentico, le sue condizioni e il suo destino.
 
In mostra sarà possibile vedere per la prima volta in Italia opere di straordinaria bellezza, tra cui in particolare tre capolavori di primaria grandezza: una elegantissima versione di Venere e Cupido, di Artemisia Gentileschi, da collezione privata svizzera, e due spettacolari dipinti raffiguranti Maria Maddalena, uno di Orazio Gentileschi e l’altro di Bartolmé Esteban Murillo, ambedue da collezioni private londinesi.
 
Percorrendo le dieci sale della mostra l’occhio del visitatore viene avvinto dalle forme delle sculture in gesso di Antonio Canova, Amore e Psiche stanti e Endimione dormiente, insieme al suo dipinto Cefalo e Procri; l’idillio dell’amore si respira ad esempio davanti ai Giovani innamorati nel giardino di Ernst Klimt, fratello del celebre Gustav, proveniente dal Belvedere di Vienna, così come al cospetto della nudità di Venere dormiente, di Luca Giordano, dal Museo Nazionale di Capodimonte. La rottura dell’idillio incantato e l’irruzione tragica della morte che separa gli amanti “prende alla gola” contemplando lo struggente commiato dei due amanti di Giovanni Pagliarini, Imelda de’ Lambertazzi e Bonifacio, che con il loro ultimo bacio suggellano un amore eterno, ma anche di fronte alla tragedia senza tempo di Romeo e Giulietta, ricordata tra l’altro da un’opera di Ferdinand II Piloty che giunge a Illegio dalla Royal Shakespeare Company di Stratford-upon-Avon, luogo natale dell’intramontabile William Shakespeare.
La finzione seducente di un amore solo sensuale sorprende lo sguardo e intriga l’anima ammirando la seicentesca Salomè di Simon Vouet o la novecentesca Salomè danzante di Ivan Tišov. Per contro, la figura appassionata e casta di Lucrezia viene riproposta da un sublime Leandro Bassano.
La prospettiva sulla redenzione dell’amore umano e sull’Amante divino, che si presenta come corteggiatore a domandare la mano dell’anima che intende congiungere a sé, rifulge nei preziosi ori, ad esempio nella tavola di Jacopo di Mino del Pellicciaio, Il matrimonio mistico di santa Caterina d’Alessandria.
 
Organizzatore della mostra, curata da don Alessio Geretti,è il Comitato di San Floriano, che dal 2004 al 2016 ha realizzato le mostre internazionali ad Illegio, oltre ad altre mostre in Italia, a Bruxelles e presso la Santa Sede. Così, nel piccolo paese di Illegio, antico borgo incastonato tra i monti della Carnia, di soli 360 abitanti, sono transitati in questi anni circa 300mila visitatori.
  ILLEGIO – Si è periferia soltanto dove si vuole esserlo. Le mostre come provocazione spirituale e strategia di sviluppo.
 
Illegio è un borgo alpino di 360 abitanti in Carnia, Friuli Venezia Giulia, raccolto in una conca circondata da una corona di monti a 700 metri d’altitudine. Negli ultimi anni il paese, nel quale si intrecciano arte, storia, tradizione, archeologia, spiritualità e natura, insieme a sapori e profumi, grazie alle annuali mostre d’arte ha coinvolto 300 prestatori – tra essi, i massimi musei del mondo – e offerto il fascino di 1000 opere richiamando, dal 2004 a oggi, circa 300mila visitatori e raggiungendo una fama di respiro europeo, accompagnata da costante successo di critica e stampa.
Un piccolo miracolo, di cui gli stessi abitanti sono i protagonisti, ha trasformato Illegio da periferia di montagna, dove termina la strada che vi sale, in una splendida meta di bellezza e in un caso interessante di impresa culturale e di proposta spirituale.
Il Comitato di San Floriano è nato nel 2003 con l’intento di dare un contributo concreto all’inculturazione della fede e all’evangelizzazione della cultura, a partire da Illegio. Dal 2004, millesettecentesimo anniversario del martirio di san Floriano di Lorch, patrono del paese – a cui fu dedicata la prima mostra internazionale –, ogni anno il Comitato, in collaborazione con istituzioni civili ed ecclesiastiche, propone mostre tematiche internazionali, con grandi capolavori dai maggiori musei del mondo, offrendo importanti approfondimenti iconografici e veri e propri itinerari di fede e bellezza su alcuni temi fondamentali per la civiltà occidentale d’oggi, capaci di avvincere il non credente e di arricchire il credente. Un gruppo di giovani del luogo, preparati sui versanti artistico e teologico, accompagnano tutti i visitatori mettendo a disposizione le chiavi di lettura dei gioielli d’arte esposti e decodificando il loro affascinante simbolismo.
 
Alcuni numeri lasciano comprendere come l’avventura di questi anni sia davvero un caso di sinergia tra fede e cultura, tra cultura e turismo, tra turismo e sviluppo sociale.
300 mila visitatori complessivi a Illegio.
1000 opere d’arte esposte.
300 prestatori nazionali e internazionali, tra musei, gallerie, collezioni private (tra essi: Musei Vaticani, National Gallery di Londra, Louvre e D’Orsay di Parigi, Prado e Thyssen-Bornemisza di Madrid, Gemäldegalerie di Berlino, Hermitage di San Pietroburgo, Galleria Tret’jakov di Mosca, Kunsthistorisches e Belvedere di Vienna, Galleria degli Uffizi di Firenze, Pinacoteca di Brera, Museo Nazionale di Capodimonte, Gallerie dell’Accademia di Venezia).
Oltre alle 4 mostre dedicate all’arte cristiana in Carnia dal 2000 al 2003, alle 14 mostre internazionali che Illegio ha progettato dal 2004 a oggi si uniscono anche 6 mostre straordinarie con complessivi 500mila visitatori (Bruxelles ai Musei Reali, Musei Vaticani, Palazzo Venezia, 3 mostre per l’Anno della Fede a Roma, su invito di istituzioni della Repubblica Italiana e della Santa Sede), 2 mostre a Tolmezzo e 2 mostre a Udine, tra cui l’esposizione del Battesimo di Cristo di El Greco, da Toledo, nell’atrio dell’Ospedale Civile.
Restauri di 100 opere d’arte appartenenti al patrimonio culturale nazionale ed europeo.
Campagne di scavi archeologici a Illegio con ritrovamento di 3 siti ecclesiastici (uno risulta essere la chiesa rurale più antica dell’intero arco alpino) e di alcuni siti fortificati di epoca tardoantica.
21 libri d’arte e di storia, 2 CD sul patrimonio musicale antico del paese.
Rapporti di collaborazione con oltre 100 studiosi provenienti da tutta Europa.
Più di 100 giovani formati alle competenze dell’iconologia teologica per accogliere ed accompagnare i visitatori in mostra.
 
Il patrimonio culturale del paese custodisce:

•      la Pieve di S. Floriano, risalente all’inizio del IX secolo, a 750 metri di quota (si sale da Illegio con un percorso tra i boschi di trenta minuti), ricca di opere d’arte;
•      la chiesa della Conversione di San Paolo, al centro del paese, del primo Settecento;
•      il Mulin dal Flec, mulino cinquecentesco tutt’ora funzionante con i meccanismi antichi, situato presso il Touf, risorgiva in mezzo al paese che alimenta la Via dei Mulini;
•      il sito paleocristiano di San Paolo: al momento è visibile un’ancona votiva costruita presso il luogo dell’antico edificio di culto abbandonato nel 1732, e, in attesa di valorizzazione e apertura al pubblico, sono stati messi in luce i resti della chiesa originaria risalente alla fine del IV - inizio del V secolo, la più antica chiesa rurale di tutto l’arco alpino italiano, testimonianza della precoce azione missionaria di Aquileia nelle periferie; in diverse campagne archeologiche volute dal Comitato di San Floriano dal 2003 ad oggi sono stati messi in luce diversi siti, in particolare alcune fortificazioni antecedenti al Mille e la “eigenkirche” di San Vito;
•      un patrimonio di canto liturgico antico, di tradizione orale, conservato ed eseguito ancora oggi in diversi Vespri solenni e in altre liturgie tipiche del paese;
•      una serie di leggende e di memorie remote che gli scavi archeologici hanno rivelato custodire puntualmente molti elementi di verità;
•      il borgo offre alcuni prodotti locali, tra cui la farina macinata nel mulino, le tipiche focacce e il pane di sorgo, insieme ai frutti del lavoro dei campi, ancora oggi curati secondo gli usi trasmessi da generazioni. 
Sono inoltre numerosi i percorsi naturalistici che da Illegio raggiungono altri paesi. Oltre il Sentiero 417 del CAI, vi è il Cammino delle Pievi che tocca le chiese madri di tutte le comunità della Carnia (www.camminodellepievi.it).
 
Orari:
Da martedì a sabato 10-19; domenica 9.30-19.30; lunedì solo gruppi su prenotazione. Aperture straordinarie: tutti i lunedì di agosto.

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