Algorithmic Signs. Ernest Edmonds, Manfred Mohr, Vera Molnár, Frieder Nake, Roman Verostko

Ernest Edmonds, Shaping Form, 2007, Dagli Archivi personali di Ernest Edmonds

 

Dal 19 Ottobre 2017 al 03 Dicembre 2017

Venezia

Luogo: Fondazione Bevilacqua La Masa

Indirizzo: Piazza San Marco 71/c

Orari: Mer - Dom 10.30 - 17.30

Curatori: Francesca Franco in collaborazione con Stefano Coletto

Enti promotori:

  • Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa

Costo del biglietto: ingresso gratuito

Telefono per informazioni: +39 041 5207797

E-Mail info: info@bevilacqualamasa.it

Sito ufficiale: http://www.bevilacqualamasa.it/


Comunicato Stampa:
L’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa è lieta di annunciare la mostra che aprirà il 19 ottobre alle 18.30 nella prestigiosa sede della Galleria di Piazza San Marco: Algorithmic Signs –. Ernest Edmonds, Manfred Mohr, Vera Molnár, Frieder Nake, Roman Verostko. Questa mostra esplora la storia dell’arte generativa e il suo contributo al più ampio campo dell'arte contemporanea dal 1960 a oggi. Gli artisti che hanno dato inizio a questo genere vengono talvolta chiamati “algoristi”. La storia di questo movimento è illustrata attraverso il lavoro creativo di cinque pionieri internazionali nel mondo dell’arte digitale: Ernest Edmonds (nato nel 1942), Manfred Mohr (1938), Vera Molnár (1924), Frieder Nake (1938) e Roman Verostko (1929). Arrivando al computer da background ed esperienze completamente diverse - vita monastica, musica jazz, pittura tradizionale, filosofia, matematica e studi di logica - ciascuno di questi artisti ha cominciato a sperimentare l'uso creativo dell'algoritmo e della programmazione informatica per creare la propria arte.

A cinquant’anni dalle prime sperimentazioni della computer art l'interesse internazionale per questo passaggio storico rimane forte ma il campo risulta ancora pressoché inesplorato. Algorithmic Signs è la prima mostra nel panorama nazionale a descrivere una delle possibili storie di quest'ambito estremamente dinamico dell'arte contemporanea, vista attraverso gli occhi di alcuni dei suoi esponenti e pionieri più celebri. Concentrando l’attenzione sul rapporto tra informatica, pratica artistica e creatività, ogni artista verrà presentato mettendo in luce il ruolo svolto dalla programmazione nel fare artistico e sottolineando in particolare il modo in cui la pratica di ciascun artista abbia mantenuto costantemente il passo con il rapido avanzamento della tecnologia nel corso degli ultimi decenni. La mostra offre al visitatore la rara opportunità di scoprire la storia e gli sviluppi dell'arte creata attraverso l'algoritmo in una narrazione accessibile e stimolante. Il percorso espositivo segue lo sviluppo personale di ognuno dei cinque artisti, le loro ispirazioni e come queste si siano sviluppate in parallelo con i progressi tecnologici.
La mostra cerca inoltre di tracciare e rendere visibili per la prima volta le idee comuni e le differenze tra gli artisti attraverso il racconto di come le loro strade si siano incrociate nel corso degli anni.

Un programma di conferenze e di dibattiti attorno al tema dell'arte digitale sarà parte integrante della mostra. L'obiettivo sarà quello di riunire studiosi, ricercatori, curatori, conservatori, collezionisti ed operatori didattici nel campo dell’arte digitale per discutere tematiche legate alla storia e alle nuove sfide dell’arte interattiva e generativa. Gli eventi saranno aperti a tutti e, pur indirizzandosi ad un pubblico il più possibile ampio, saranno anche di interesse per i professionisti, artisti e studenti intenzionati a conoscere meglio la storia e gli sviluppi più recenti dell'arte contemporanea.

L’Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa è da molto tempo impegnata nel supportare l’utilizzo creativo dei media digitali, un interesse già evidenziato con il progetto Tomorrow Now che ha prodotto numerosi eventi e iniziative in questa direzione. La Bevilacqua La Masa è quindi orgogliosa di presentare una mostra che guarda alla prima arte computazionale, attraverso il lavoro di alcuni dei più noti pionieri, e che aiuterà a generare nuovi signifcati e una migliore comprensione delle pratiche artistiche contemporanee. Essere consapevoli delle relazioni tra pratiche artistiche e gli strumenti della tecnologia informatica, ci aiuterà a capire il processo di radicale trasformazione culturale, iniziato silenziosamente negli anni ‘60 e ora diffusosi in tutti i campi della conoscenza.

A proposito degli artisti:

L'arte di Ernest Edmonds esplora il colore, il tempo e l'interazione nel contesto della pittura a campi di colore e della systems art. Il suo lavoro estende la tradizione costruttivista nell'era digitale, in un'indagine autorevole e infuente di sistemi matematici e computazionali.

Manfred Mohr è un pioniere dell'arte algoritmica generata dal computer. Dopo aver scoperto nei primi anni Sessanta le teorie del flosofo tedesco Max Bense, Mohr passa dall'espressionismo astratto alla geometria algoritmica generata dal computer, iniziando a programmare i suoi primi disegni al computer nel 1969. Nel 1971 Mohr è il primo artista a esibire arte generativa algoritmica in una mostra monografca al Museé d'Art Moderne di Parigi.

Vera Molnár è una delle pioniere dell’arte digitale e algoritmica. Formata inizialmente come artista tradizionale, nel 1968 comincia a imparare il linguaggio informatico e a creare opere algoritmiche basate su forme semplici e temi geometrici che prendono ispirazione dalla natura e dal mondo reale.

Frieder Nake appartiene ai padri fondatori della computer art. Le sue prime opere d'arte digitale, a partire dal 1963, sono infuenzate dall'estetica dell'informazione di Max Bense. Nake ha partecipato a tutte le principali mostre internazionali di arte computazionale, tra cui la prima mostra di computer art alla Biennale di Venezia nel 1970.

Roman Verostko, altro esponente di rilievo nella storia dell'arte generativa, è meglio conosciuto per l'utilizzo della penna algoritmica e per i disegni di infuenza orientale eseguiti con pennello/plotter. Abbandonato l'ordine benedettino nel 1968, nel 1970 Verostko riceve una borsa di studio che gli permette di frequentare il CAVS (Center for Advanced Visual Studies) al MIT. Dal 1982 espone i primi lavori completamente algoritmici, tra i quali "The Magic Hand of Chance".

A proposito della curatrice:

Francesca Franco è una storica dell'arte, veneziana di nascita e residente nel Regno Unito. Dopo aver studiato storia dell'arte all'Università Ca' Foscari di Venezia, ha studiato alla Birkbeck University di Londra dove ha conseguito un Master in Storia dell'Arte Digitale e un dottorato di ricerca in Storia dell'Arte. Il tema centrale della ricerca di Francesca è la storia dell'arte e della tecnologia e i pionieri della computer art. La sua ricerca si è progressivamente incentrata sulle tematiche e sperimentazioni dell’arte generativa e interattiva, e sui collegamenti storici tra costruttivismo e systems art nella prima arte computazionale. Francesca si è occupata ampiamente della storia della media art alla Biennale di Venezia e continua le proprie ricerche anche in questo ambito. La sua prima monografa, Generative Systems Art: The Work of Ernest Edmonds, sarà pubblicata da Routledge nel 2017. La sua seconda monografa, The Algorithmic Dimension - Five Artists in Conversation, sarà pubblicata da Springer nel 2018. www.francescafranco.net

Opening 19 October at 6.30 pm

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