Call Me the Breeze - Biennale Arte Venezia 2026

Alma Allen, Not Yet Titled, 2014. Yule marble and cedar pedestal; 81 x 63 x 14 in. (205.7 x 160 x 35.6cm), pedestal: 10 x 34 3/4x 12 in. (25.4 x 88.3 x 30.5 cm) | © Courtesy of the artist. All rights reserved.

 

Dal 9 May 2026 al 22 November 2026

Luogo: Giardini della Biennale - Padiglione Stati Uniti

Indirizzo: Viale Giardini Pubblici

Orari: Mar - Dom (da Maggio a Settembre) 11.00 - 19.00 (Sab - Dom, solo Arsenale fino alle ore 20.00) | Mar - Dom (da Ottobre a Novembre) 10.00 - 18.00 | Lunedì chiuso (eccetto lunedì 11 maggio, 1 giugno, 7 settembre, 16 novembre)

Curatori: Jenni Parido (commissioner), Jeffrey Uslip (curator)

Enti promotori:

  • US Department of State (Bureau of Educational and Cultural Affairs)
  • American Arts Conservancy

Costo del biglietto: € 30 (giornaliero) | € 40 (tre giorni)

Telefono per informazioni: +39 041 5218711

Sito ufficiale: http://www.almaallenvenice2026.org


L'American Arts Conservancy è lieta di annunciare che Alma Allen rappresenterà gli Stati Uniti alla 61ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia nel 2026. Negli ultimi trent'anni, Allen ha creato sculture astratte biomorfe ispirate agli ampi paesaggi e alle formazioni geologiche naturali delle Americhe, utilizzando materiali naturali provenienti da queste terre. La sua mostra, Alma Allen: Call Me the Breeze, in programma dal 9 maggio al 22 novembre 2026 presso il Padiglione degli Stati Uniti a Venezia, presenterà opere che mettono in luce la trasformazione alchemica della materia operata da Allen ed esplorano il concetto di "elevazione", sia come manifestazione fisica della forma sia come simbolo di ottimismo collettivo e autorealizzazione. L'artista creerà diverse nuove sculture site-specific, tra cui una per il piazzale esterno del Padiglione.

Per realizzare le sue opere, Allen ha sviluppato un processo ibrido che combina metodi preindustriali di intaglio e modellazione manuale con tecnologie avanzate, come la scultura robotizzata. Con un impegno per l'autenticità dei materiali, lavora con materiali locali delle Americhe, tra cui la radica di noce americana, la roccia vulcanica Cantera verde e il marmo bianco Yule del Colorado, una pietra luminosa utilizzata per la costruzione di molti monumenti storici degli Stati Uniti, tra cui il Lincoln Memorial a Washington, D.C., e la Tomba del Milite Ignoto al Cimitero Nazionale di Arlington. I materiali naturali portano con sé un significato storico e culturale; il marmo Yule, ad esempio, simboleggia la gravità e la trascendenza della storia e può essere utilizzato per favorire la comprensione e aprire un percorso metaforico verso il futuro.

Partendo da questi materiali naturali e terrosi, Allen ha creato un corpus di sculture che sembrano trasformare la natura della materia. In Alma Allen: Call Me the Breeze, gli spettatori troveranno opere in cui gli strati di roccia grezza sembrano essere stati levigati dal trascorrere del tempo e il bronzo massiccio appare liquido. Per Allen, “Le sculture sono spesso nell’atto di fare qualcosa: si stanno allontanando, o se ne vanno, o interagiscono con qualcosa di invisibile. Anche se sembrano statiche come oggetti, non lo sono nella mia mente. Nella mia mente, fanno parte di un universo molto più ampio.”

Il Padiglione degli Stati Uniti alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia coinciderà con “America250”, le celebrazioni del 250° anniversario della firma della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti. Il Padiglione degli Stati Uniti del 2026 è organizzato dalla Commissaria Jenni Parido, fondatrice dell’American Arts Conservancy, e dal curatore statunitense Jeffrey Uslip.

“Il linguaggio scultoreo distintivo di Alma Allen porta l’eredità storico-artistica del biomorfismo nel nostro presente; le opere di Allen funzionano come cifre scultoree: ogni scultura, decisamente senza titolo, è in uno stato concettuale di divenire”, ha affermato Uslip. “Negli ultimi trent'anni Alma Allen si è dedicata alla creazione di forme scultoree affascinanti e al contempo saldamente radicate nel paesaggio delle Americhe. Come suggerisce il titolo della mostra, Call Me the Breeze (Chiamami la brezza), le sculture di Allen trasmettono un senso di leggerezza e libertà di pensiero.”

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