Patrick Mimran. Recent Works
Patrick Mimran, Tableaux, Venezia
Dal 4 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026
Venezia | Visualizza tutte le mostre a Venezia
Luogo: Palazzo Malipiero
Indirizzo: Campo San Samuele
Orari: da maggio a settembre: 11.00 – 19.00 (maggio – settembre, ultimo ingresso 18.45) Orario autunnale: 10.00 – 18.00 (ottobre – novembre, ultimo ingresso 17.45) Chiuso il lunedì (tranne 11 maggio, 1 giugno, 7 settembre, 16 novembre)
In occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, l’artista francese Patrick Mimran torna in laguna con Recent Works, mostra personale che dal 4 maggio al 22 novembre 2026 riunisce a Palazzo Malipiero un nucleo inedito di lavori pittorici realizzati negli ultimi anni.
Con questo progetto, Mimran (Parigi, 1956) concentra la propria ricerca sulla pittura come spazio di attraversamento e di esperienza percettiva, ridefinendone il ruolo nel contesto contemporaneo. Le opere nascono da un’indagine rigorosa su colore, materia e ritmo visivo, sviluppata attraverso una pratica fondata sulla ripetizione e sulla variazione: texture e cromie si susseguono e si trasformano, costruendo superfici che si offrono allo sguardo come campi instabili, mai definitivamente risolti.
Il lavoro di Mimram si colloca consapevolmente oltre le categorie tradizionali di figurazione e astrazione. Le immagini non derivano da un referente reale, ma emergono da una dimensione immateriale, interna, che la pittura rende visibile senza mai esaurirla. In questo scarto si definisce la specificità della sua ricerca: una pratica che non rappresenta, ma attiva.
Le tele presentate a Palazzo Malipiero diventano così dispositivi ottici e mentali, superfici da attraversare più che da contemplare, in cui lo sguardo è chiamato a sostare, a perdersi, a riconfigurarsi. La ripetizione introduce una temporalità lenta, quasi ipnotica, mentre il colore agisce come energia primaria, capace di generare tensione, profondità e risonanza.
In questo contesto, la pittura si afferma come spazio di resistenza al rumore visivo contemporaneo: un luogo di concentrazione e di ascolto, in cui l’immagine non si impone ma si rivela progressivamente.
“Il mio invito non è a soffermarsi su ciò che appare in superficie, ma ad attraversarlo: la pittura è una soglia, uno spazio in cui l’immagine si apre a ciò che non si vede, a ciò che precede e supera la forma.”
Patrick Mimram
Un progetto per Venezia
In concomitanza con il calendario della Biennale Arte 2026, la mostra Recent Works di Patrick Mimran si configura come un intervento mirato e coerente nel panorama internazionale, proponendo una riflessione sulla centralità della pittura oggi, al di là delle logiche di immagine immediata e consumo visivo.
La scelta di presentare un corpus esclusivamente pittorico segna un passaggio significativo nel percorso dell’artista, storicamente caratterizzato da una pratica multidisciplinare: qui la pittura si impone come linguaggio autonomo e radicale, capace di sintetizzare e superare le tensioni tra media differenti.
Con questo progetto, Mimran (Parigi, 1956) concentra la propria ricerca sulla pittura come spazio di attraversamento e di esperienza percettiva, ridefinendone il ruolo nel contesto contemporaneo. Le opere nascono da un’indagine rigorosa su colore, materia e ritmo visivo, sviluppata attraverso una pratica fondata sulla ripetizione e sulla variazione: texture e cromie si susseguono e si trasformano, costruendo superfici che si offrono allo sguardo come campi instabili, mai definitivamente risolti.
Il lavoro di Mimram si colloca consapevolmente oltre le categorie tradizionali di figurazione e astrazione. Le immagini non derivano da un referente reale, ma emergono da una dimensione immateriale, interna, che la pittura rende visibile senza mai esaurirla. In questo scarto si definisce la specificità della sua ricerca: una pratica che non rappresenta, ma attiva.
Le tele presentate a Palazzo Malipiero diventano così dispositivi ottici e mentali, superfici da attraversare più che da contemplare, in cui lo sguardo è chiamato a sostare, a perdersi, a riconfigurarsi. La ripetizione introduce una temporalità lenta, quasi ipnotica, mentre il colore agisce come energia primaria, capace di generare tensione, profondità e risonanza.
In questo contesto, la pittura si afferma come spazio di resistenza al rumore visivo contemporaneo: un luogo di concentrazione e di ascolto, in cui l’immagine non si impone ma si rivela progressivamente.
“Il mio invito non è a soffermarsi su ciò che appare in superficie, ma ad attraversarlo: la pittura è una soglia, uno spazio in cui l’immagine si apre a ciò che non si vede, a ciò che precede e supera la forma.”
Patrick Mimram
Un progetto per Venezia
In concomitanza con il calendario della Biennale Arte 2026, la mostra Recent Works di Patrick Mimran si configura come un intervento mirato e coerente nel panorama internazionale, proponendo una riflessione sulla centralità della pittura oggi, al di là delle logiche di immagine immediata e consumo visivo.
La scelta di presentare un corpus esclusivamente pittorico segna un passaggio significativo nel percorso dell’artista, storicamente caratterizzato da una pratica multidisciplinare: qui la pittura si impone come linguaggio autonomo e radicale, capace di sintetizzare e superare le tensioni tra media differenti.
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