Thomas Stearns alla Venini

© Ph. Enrico Fiorese | Vaso cilindrico e Cappello del doge in vetro con doppio incalmo, 1961-62. Collezione Rob Beyer,

 

Dal 09 Settembre 2019 al 05 Gennaio 2020

Venezia

Luogo: Le Stanze del Vetro - Fondazione Giorgio Cini

Indirizzo: Isola di San Giorgio Maggiore

Orari: 10-19; chiuso il mercoledì

Curatori: Marino Barovier

Costo del biglietto: ingresso gratuito

E-Mail info: info@lestanzedelvetro.org

Sito ufficiale: http://www.lestanzedelvetro.org


Comunicato Stampa:
Thomas Stearns alla Venini, curata da Marino Barovier e dedicata all’artista americano che collaborò con la vetreria muranese agli inizi degli anni Sessanta, è la prossima mostra de LE STANZE DEL VETRO, che sarà aperta al pubblico sull’Isola di San Giorgio Maggiore dal 9 settembre 2019 al 5 gennaio 2020.
 
L’esposizione ripercorre per la prima volta l’intera produzione vetraria del giovane Thomas Stearns (1936-2006) che arrivò a Murano nel 1960 grazie una borsa di studio post-laurea concessa dal Governo italiano per attività di ricerca sul vetro.
 
Nato a Oklahoma City, Stearns si formò prima al Memphis College of Art e successivamente alla Cranbrook Academy of Art dove studiò in particolare pittura e arte tessile tra il 1957 e il 1959. Nello stesso periodo l’artista cominciò anche alcune sperimentazioni col vetro lavorato in lastre, maturando un interesse per questo materiale che nel 1960 lo portò alla Venini, dove rimase fino al 1962.
 
Stearns arrivò a Murano in un importante momento di transizione perché, in seguito alla prematura scomparsa di Paolo Venini, la direzione della Venini era stata assunta dal genero, l’architetto Ludovico de Santillana, che dimostrò grande apertura nei suoi confronti. Dopo un primo periodo in cui si avvicinò alle tecniche muranesi, grazie alla collaborazione del maestro “Checco” Ongaro, unico tra i maestri che si rese disponibile alle sperimentazioni dell’americano, Stearns cominciò a realizzare alcune opere dal carattere estremamente originale e insolito per la produzione muranese.
 
Thomas Stearns alla Venini presenterà così per la prima volta tutti i pezzi unici e le piccole serie di vetri creati tra il 1961 e il 1962 e concepiti come espressione artistica dal carattere scultoreo, spesso distinguibili per le forme asimmetriche e per i singolari tessuti vitrei di grande matericità, realizzati con inediti accostamenti cromatici evocativi della realtà veneziana, ricorrendo ripetutamente alla tecnica dell’incalmo, ma anche alle tecniche di rifinitura a freddo.
 
Gli 80 pezzi in mostra rappresentano l’alta qualità e la ricercatezza della produzione di Thomas Stearns, che alla fine del 1961, fu poi assunto dalla Venini come guest designer con l’incarico di sviluppare anche progetti per la produzione in serie.
 
Nel 1962, in occasione della XXXI Biennale, la Venini scelse di esporre anche sei straordinari pezzi dell’artista americano giudicati meritevoli della medaglia d’oro, che però non venne assegnata quando si seppe che l’autore non era italiano.
In questa occasione si videro opere come i “vasi” Facciate di Venezia, dal titolo evocativo e dalla suggestiva tessitura in vetro a canne insieme al Cappello del Doge e alle sue varianti, ottenute con l’accostamento di colori opachi come l’antracite (nero con riflessi metallici), l’ocra, il rosso o il grigio inframezzati da inserti di vetro trasparente, che saranno esposti in mostra.
 
La mostra che raccoglie opere di grande rarità metterà in luce gli straordinari risultati dell’esperienza di Stearns con il vetro muranese: dalle piccole serie di vasi e di lampade, ai pezzi unici, dalle prove d’autore, ai prototipi fino ad arrivare alla Sentinella di Venezia, inedita scultura in vetro, vicina all’espressionismo astratto, che rappresenta il suo capolavoro vetrario. Realizzata nell’ultimo periodo in fornace, l’opera, una sorta di omaggio a Venezia nacque parallelamente alle ricerche di Stearns sull’uso di fibre tessili che portarono a originali sculture, alcune visibili in mostra, alla realizzazione delle quali egli si dedicò con altrettanta passione al suo rientro negli Stati Uniti.
 
Il catalogo Thomas Stearns alla Venini, curato da Marino Barovier e Carla Sonego ed edito da Skira, racconta questo eccezionale percorso documentando per la prima volta l’attività di Thomas Stearns a Murano grazie ai documenti inediti provenienti dall’archivio Venini e da quello personale dell’artista, e alla ricerca che ha portato all’individuazione delle opere conservate in collezioni private e istituzioni museali.
 
Thomas Stearns alla Venini, inoltre, fa parte della terza edizione di The Venice Glass Week, il festival internazionale dedicato all’arte vetraria,con particolare riguardo a quella muranese, che si terrà a Venezia, Murano e Mestre dal 7 al 15 settembre 2019.L’iniziativa è promossa dal Comune di Venezia, dalla Fondazione Musei Civici, dallaFondazione Giorgio Cini, dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e dalla più importante associazione di settore, il Consorzio Promovetro Murano. Sono più di 150 le realtà, per un totale di oltre 180 eventi tra mostre, convegni, seminari, attività didattiche e fornaci aperte, che animeranno The Venice Glass Week (www.theveniceglassweek.com).


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