Venice 20.26

Spazio Thetis, Arsenale, Venezia

 

Dal 29 Aprile 2026 al 31 Ottobre 2026

Luogo: Spazio Thetis

Indirizzo: Calle Donà 2737/f

Curatori: Manuela Sandri

Enti promotori:

  • Art Made in Sicily

Sito ufficiale: http://www.thetis.it/spazio-thetis/


All’Arsenale l’Italia c’è. Per la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte il dibattito mediatico nazionale e internazionale evidenziava con sorpresa l’assenza di artisti italiani nella mostra principale eppure, nel medesimo perimetro fisico e simbolico della Biennale, prende forma un progetto che riporta al centro una presenza che esprime un pensiero laterale a tutto a cura di artisti italiani.

Si intitola VENICE 20.26 e sarà inaugurata il 29 aprile (preview) presso Spazio Thetis, all’Arsenale di Venezia, per restare aperta fino alla fine di  ottobre.

Promossa da Art Made in Sicily e curata da Manuela Sandri, la mostra riunisce cinque artisti italiani — Angelo Crazyone, Vincenzo Profeta, Andrea Morucchio, Luca Rossi, Pucci Scafidi — impegnati in un progetto multidisciplinare che, con un coraggioso unicum, intreccia installazioni, performance e video.

Lontana da qualsiasi intento polemico — essendo stata concepita ben prima del dibattito sulla presenza o meno di artisti italiani — la mostra assume però un valore inevitabilmente simbolico: un atto di volontà di artisti molto diversi tra loro che, riuniti nel medesimo spazio,  accentuano visone artistica collettiva. Molti e diversi occhi per uno sguardo univoco.

La mostra sembra spuntare da una domanda centrale: come possiamo fare per osservare il mondo con occhi nuovi? Da qui prende forma lo spazio artistico che si allarga come fosse in continua evoluzione, luogo attraversato da visioni stranianti,  urgenze, tensioni che riflettono l’estrema - e a volte inintelligibile-  complessità del presente. Le opere in mostra non propongono risposte definitive ma, piuttosto, cercano di attivare, in chi guarda o ascolta, uno sguardo critico, per accendere dubbi e mettere in discussione la realtà e, perché no, generare nuove prospettive.

Il titolo VENICE 20.26 racchiude tre livelli simbolici: l’orario dell’attivazione performativa (20:26), l’anno della Biennale (2026), e Venezia stessa, città-soglia sospesa tra acqua e pietra, tra permanenza e trasformazione. La mostra si configura così come un dispositivo utile per attraversare il presente donando allo spettatore la facoltà di non essere più puro osservatore ma parte attiva e integrante di una narrazione complessa e tutta da svelare.

L’evento veneziano si inserisce così nel cuore di alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo: il destino delle città d’arte, l’overtourism, la trasformazione dei centri storici e il rischio di perdita del rapporto tra comunità e spazio urbano nonché la lotta agli sprechi energetici.  Il peculiare progetto mette in dialogo Venezia e Palermo (tre artisti sui cinque sono siciliani) due città simbolo del nostro paese accomunate da una forte identità storica ma oggi entrambe sottoposte alla pressione del turismo globale sebbene pronte a rigenerarsi anche e soprattutto grazie all’arte.

E’ in un contesto come questo che l’offerta artistica torna, come sempre dovrebbe essere, ad assumere una funzione attiva: non solo estetica, ma anche strumento di riflessione e consapevolezza; l’arte deve incidere sulla realtà e Venice 20.26 si pone questo ambizioso scopo.

Cinque linguaggi, molto differenti tra di essi,  generano un unico campo di tensione: la funzione è il modo in cui immagini, parole e narrazioni possono incidere sul nostro modo di fruire  la complessità del  presente.

Andrea Morucchio affronta il tema dell’overtourism presentando il video “Venezia Anno Zero”  realizzato con decine di riprese durante la pandemia - 2020/2021 - che restituisce un’immagine sospesa e inedita della città, simbolo della fragilità delle metropoli culturali contemporanee. E’ grazie alla pandemia che Venezia, dopo centinaia di anni, si è mostrata nuovamente “nuda”. Una visione imperdibile.

Luca Rossi e Vincenzo Profeta sviluppano entrambi una riflessione critica sul sistema dell’arte contemporanea, mettendo in discussione i meccanismi di valore e legittimazione in un contesto globalizzato che fatica a ritrovare le proprie radici. A sorpresa spunteranno antichi filmati di geni italici quali Filippo Tommaso Marinetti e Carmelo Bene. Il “futurarcaismo” di Profeta e l’interventismo di Rossi saranno se in uno spazio Thetis perfetto per accogliere questa performance.

Accanto a queste tematiche emerge una riflessione sulla geopolitica contemporanea: crisi globali, conflitti ed emergenze ambientali entrano nel linguaggio artistico. In questa direzione si colloca il progetto del documentarista Paolo Cassina “ Il Grande Risveglio” il quale immagina nuovi scenari socio-economici e invita a una presa di coscienza attiva. Cassina, quale ospite embedded e con il suo intervento, si incunea tra i cinque artisti per accentuarne la loro visione magmatica. 

Pucci Scafidi costruisce un ponte tra Palermo e Venezia attraverso una narrazione visiva stratificata: “Palermo, Storie di Meravigghia” è una video-installazione immersiva che in 15 minuti offre un racconto altamente emozionale dell’anima del capoluogo siciliano.
Angelo Crazyone chiude il percorso con un intervento simbolico e potente: una serie di nicchie in cui etica ed estetica si fondono. La figura della dea Thetis, rappresentata in forma dormiente e vigile, diventa emblema di consapevolezza e risveglio collettivo, collegandosi ad un tema concreto e urgente: la gestione delle risorse idriche, alla luce della recente riscoperta di importanti riserve idriche sotterranee in Sicilia.

Per queste ragioni VENICE 20.26 non intende limitarsi a rappresentare il presente ma prova ad attraversarlo, configurandosi – oltre che come mostra – quale  laboratorio “vivo” e contagioso di visioni che restano in memoria.

Come sottolinea la curatrice Manuela Sandri: “VENICE 20.26 non e' solo un’esperienza estetica, ma una mostra etica, uno spazio di riflessione attiva, in cui l’arte torna a interrogare e incidere sulla realtà”.
Art Made in Sicily, che propone e organizza la mostra, è una piattaforma culturale nata per promuovere e far conoscere il talento siciliano a livello internazionale, creando connessioni tra artisti, istituzioni e collezionisti. VENICE 20.26 rappresenta l’estensione internazionale di questa visione: un ponte tra Palermo e Venezia, tra Sud e Nord, tra territori e comunità creative.

La mostra è sostenuta da: Regione Siciliana Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo; Confcommercio Palermo; Palmigiano e Associati; Elenk'art; Fondazione Sergio Poggianella; S.Polo Art Venice Gallery; Biotech; Vivere Slow; South Media; Coleman; La vie en Rose; Aia; Tonnino Azienda Agricola.



SCARICA IL COMUNICATO IN PDF