Le meraviglie del sito Unesco friulano
Con ampi tappeti di tessere colorate sapientemente giustapposte e delicati frammenti sopravvissuti attraverso i secoli in cui campeggiano figure allegoriche, animali diversi e raffinati motivi decorativi, l'arte musiva di Aquileia è una meraviglia da scoprire.
Per chi visiti per la prima volta Aquileia è una felice scoperta la vasta collezione di tesori musivi che oggi sono custoditi in vari luoghi: all'interno della Basilica di Santa Maria Assunta, nei contigui spazi espositivi della Südhalle, nelle sale del Museo Paleocristiano e dell'Archeologico Nazionale, e nelle Domus rinvenute nelle aree di scavo.
Spettacolare il Mosaico del Buon pastore dall’abito singolare (attualmente in fase di restauro) che decorava un vasto ambiente di rappresentanza presso la Domus di Tito Macro. L’opera ripropone temi figurativi ricorrenti nella cultura artistica del IV secolo: la figura del buon pastore, con il tipico bastone e gli ovini alle sue spalle, è circondata da decorazioni che raffigurano tralci di vite, fagiani e pavoni.
Spostiamoci ora nella Basilica di Aquileia. Scoperto tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, il pavimento a mosaico della Basilica rappresenta una delle testimonianze più incredibili dell’antico complesso paleocristiano.
Nell’Aula Sud è possibile ammirare il pavimento a mosaico più vasto di tutto l’Occidente romano: sui suoi 760 metri quadrati di estensione, possiamo riconoscere immagini simboliche e allegorie figurate che indicavano ai fedeli la via della salvezza.
Presso il Museo Archeologico Nazionale invece desta stupore il delicato Mosaico del Fiocco annodato, realizzato con tessere piccolissime dai colori vivi, che un tempo decorava la casa centrale del Fondo Cossar. Seguendo il nastro intrecciato in fiocco assieme a tralci di vite, gli ospiti del padrone di casa, molto probabilmente un personaggio eminente di Aquileia vissuto alla fine del I secolo a.C., entravano nella sala per i banchetti.
Ancora tralci di vite, foglie e grappoli, con appesi alcuni contenitori sono le figure del tessellato dell’abside della Basilica Paleocristiana, oggi conservato presso il Museo Palocristiano.
Tra i rami sono raffigurati dodici agnelli in atteggiamenti diversi e numerosi volatili, tra i quali spiccano un pavone, nel settore sinistro, e un gallo in quello destro.
Imperdibile lo splendido frammento musivo raffigurante un pavone, che oggi brilla nello spazio museale della Südhalle. Simbolo di immortalità e allegoria della resurrezione, il pavone è qui rappresentato frontalmente, con le piume della coda orgogliosamente dispiegate. L’opera è composta di tessere in pasta di vetro su fondo bianco, con tonalità che variano dal blu notte al giallo, dal turchese all’ocra, dal bruno al verde smeraldo, e accostate in modo da riprodurre ombre e volumi.
Spettacolare il Mosaico del Buon pastore dall’abito singolare (attualmente in fase di restauro) che decorava un vasto ambiente di rappresentanza presso la Domus di Tito Macro. L’opera ripropone temi figurativi ricorrenti nella cultura artistica del IV secolo: la figura del buon pastore, con il tipico bastone e gli ovini alle sue spalle, è circondata da decorazioni che raffigurano tralci di vite, fagiani e pavoni.
Spostiamoci ora nella Basilica di Aquileia. Scoperto tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, il pavimento a mosaico della Basilica rappresenta una delle testimonianze più incredibili dell’antico complesso paleocristiano.
Nell’Aula Sud è possibile ammirare il pavimento a mosaico più vasto di tutto l’Occidente romano: sui suoi 760 metri quadrati di estensione, possiamo riconoscere immagini simboliche e allegorie figurate che indicavano ai fedeli la via della salvezza.
Presso il Museo Archeologico Nazionale invece desta stupore il delicato Mosaico del Fiocco annodato, realizzato con tessere piccolissime dai colori vivi, che un tempo decorava la casa centrale del Fondo Cossar. Seguendo il nastro intrecciato in fiocco assieme a tralci di vite, gli ospiti del padrone di casa, molto probabilmente un personaggio eminente di Aquileia vissuto alla fine del I secolo a.C., entravano nella sala per i banchetti.
Ancora tralci di vite, foglie e grappoli, con appesi alcuni contenitori sono le figure del tessellato dell’abside della Basilica Paleocristiana, oggi conservato presso il Museo Palocristiano.
Tra i rami sono raffigurati dodici agnelli in atteggiamenti diversi e numerosi volatili, tra i quali spiccano un pavone, nel settore sinistro, e un gallo in quello destro.
Imperdibile lo splendido frammento musivo raffigurante un pavone, che oggi brilla nello spazio museale della Südhalle. Simbolo di immortalità e allegoria della resurrezione, il pavone è qui rappresentato frontalmente, con le piume della coda orgogliosamente dispiegate. L’opera è composta di tessere in pasta di vetro su fondo bianco, con tonalità che variano dal blu notte al giallo, dal turchese all’ocra, dal bruno al verde smeraldo, e accostate in modo da riprodurre ombre e volumi.
FOTO
Aquileia: 5 imperdibili capolavori in mosaico
Uno dei dodici agnelli del pavimento musivo della Basilica Paleocristiana di Aquileia, oggi conservato presso il Museo Palocristiano | Foto: © Gianluca Baronchelli
VEDI ANCHE
foto
| Fino al 27 settembre 2026 al Mart di Rovereto
Anselmo Bucci, il pittore volante
Pittore, incisore, scrittore, aviatore della forma: Anselmo Bucci fu uno degli artisti più liberi e anticipatori del suo tempo.
foto
| Il pittore che ha cambiato per sempre il modo di vedere l'umanità
Caravaggio, luce nell'oscurità
Caravaggio rivoluzionò la pittura del Seicento con un uso drammatico della luce e un realismo senza precedenti.
foto
| Baselitz a Firenze, oltre sessant’anni di pittura contro l’immagine
Il mondo al contrario di Baselitz
Al Museo Novecento di Firenze una grande retrospettiva dedicata a Georg Baselitz. Dipinti, incisioni e sculture ripercorrono un lavoro radicale.
foto
| Brescia | Museo di Santa Giulia e Pinacoteca Tosio Martinengo | 27 marzo - 23 agosto 2026
Il volto e la grazia. Bruce Gilden a Brescia
Brescia è la prima città italiana a dedicare un progetto espositivo a Bruce Gilden, pioniere della street photography.
foto
| Da New York a Cape Cod, fino al ricordo del padre
Joel Meyerowitz, l'attimo invisibile
Dalle strade di New York degli anni Sessanta alle spiagge di Cape Cod, dalle macerie di Ground Zero a una fotografia di famiglia.
foto
| Al Labirinto della Masone dal 28 marzo 2026
Il segno di Erté
Oltre 150 opere tra disegni, pochoir, bozzetti e materiali d’epoca raccontano al Labirinto della Masone l’universo visivo di Erté, maestro dell’Art Déco tra moda, teatro e illustrazione.
foto
| Una selezione dei capolavori di Renoir, tra vita moderna e sensualità pittorica
Renoir. La luce, i corpi, la vita
Dalle scene en plein air ai grandi nudi degli ultimi anni, la pittura di Renoir attraversa l’Impressionismo e lo supera.
foto
| Alla Fondazione Magnani Rocca dal 14 marzo 2026
L'enigmatico sogno del Simbolismo
Tra miti, visioni e figure femminili enigmatiche, la Fondazione Magnani Rocca dedica una grande mostra al Simbolismo italiano.
foto
| Una mostra a Palazzo Ducale a Genova dal 20 marzo 2026
Van Dyck, il pittore che conquistò l’Europa
A Palazzo Ducale a Genova, sessanta capolavori provenienti dai maggiori musei europei raccontano il viaggio artistico di Anton van Dyck tra Fiandre, Italia e Inghilterra.
foto
| Al New Museum di New York dal 21 marzo 2026
L'arte dei New Humans
La mostra New Humans: Memories of the Future inaugura l’espansione del New Museum con oltre duecento artisti che riflettono sul futuro dell’umanità tra tecnologia, immaginazione e nuove forme di vita.
foto
| Mostra al Louvre 15 aprile 20 luglio 2026
Corpi Viventi
Oltre 200 opere in un viaggio tra passato e presente alla scoperta dell'idea del corpo umano e della sua rappresentazione.
foto
| Dal 28 marzo 2026 a Ca' Pesaro
Jenny Saville, anima veneziana
Circa trenta dipinti ripercorrono oltre trent’anni di lavoro. Le grandi tele entrano in dialogo con la tradizione veneziana.








