Pittura erotica giapponese in mostra a Tokyo
Fino al 31 maggio 2026, la Shinjuku Kabukicho Shunga Exhibition mette a confronto due visioni opposte del desiderio attraverso circa cento opere della collezione Uragami: la libertà esplosiva di Hokusai e la sensualità decadente di Eisen.
Katsushika Hokusai (1760–1849) è l'artista giapponese più noto al mondo. Celebrato per La grande onda di Kanagawa e per una produzione sconfinata che attraversa quasi ogni genere, Hokusai espresse anche nel campo degli shunga la stessa libertà radicale che caratterizza tutta la sua opera: composizioni ardite, corpi trattati con energia plastica, una totale assenza di inibizione formale.
L'opera simbolo di questa stagione è Tako to Ama (Il sogno della moglie del pescatore), tratta dalla serie Kinoe no Komatsu (1814), considerata uno dei capolavori assoluti del genere. Esposta in due finestre temporali limitate per ragioni conservative, l'opera condensa in una sola immagine la poetica hokusaiana: fantasia, natura, desiderio e una sottile ironia sul confine tra umano e non umano.
A confrontarsi con lui è Keisai Eisen (1791–1848), che ammise apertamente, nel suo scritto Mumeiō Zuihitsu, di aver studiato i principi pittorici di Hokusai forgiando poi un linguaggio del tutto personale. Dove Hokusai è esplosivo, Eisen è decadente: le sue figure femminili emanano una sensualità languida, costruita su dettagli del costume, del gesto, dello sguardo. Lo shunga per Eisen è uno spazio di raffinatezza psicologica oltre che di esplicitezza visiva.
È proprio su questo confronto tra due visioni dell'eros che si costruisce la terza edizione della Shinjuku Kabukicho Shunga Exhibition: WA, in corso a Tokyo fino al 31 maggio 2026. Con circa cento opere provenienti dalla collezione di Mitsuru Uragami - rappresentante di Uragami Sōkyūdō, una delle raccolte private di ukiyo-e più importanti al mondo - la mostra non si limita al dialogo diretto tra i due maestri, ma include anche lavori di artisti che hanno ereditato la tradizione hokusaiana, restituendo un affresco generazionale della pittura erotica giapponese tra il tardo XVIII e la prima metà del XIX secolo. La curatela è affidata allo stesso Uragami, con la consulenza accademica di Noriko Itasaka, professoressa emerita dell'Università Senshu.
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Il fiore proibito di Hokusai e Keisai Eisen
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