Gypsotheca e Museo Antonio Canova

Possagno, Via Canova 74

 
  • Indirizzo: Via canova 74
  • E-Mail: posta@museocanova.it
  • Telefono: +39 042 3 544 323
  • Apertura: Mar - Sab 9.30 - 18 | dom e festivi 9.30 - 19 | Lun chiuso | ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
  • Costo: intero 10 €  | Ridotto 6 € Famiglia 22 €
 
DESCRIZIONE:
LA GYPSOTHECA
La Gypsotheca di Possagno raccoglie i modelli originali in gesso delle sculture di Antonio Canova. Fu il vescovo Giovanni Battista Antonio Canova, fratello dell’artista, a volerla erigere per ospitare tutti i lavori presenti nello studio romano del maestro in Via delle Colonnette.

A partire dal 1829, infatti, alcuni anni dopo la morte dello scultore, tutte le opere furono trasferite dalla capitale a Possagno, paese natale di Canova.
I lavori per la realizzazione dell’edificio - progettato dal professore veneziano di architettura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Francesco Lazzari - iniziarono nel 1834 e furono completati due anni dopo.

L’allestimento, curato dallo scultore Pasino Tonin, primo conservatore della Gypsotheca, venne invece completato nel 1844.
L’attuale sistemazione è il frutto di un rispetto assoluto dello spirito museologico di Giovanni Battista Sartori, delle variazioni allestitive conseguenti ai danni e alle azioni preventive dei due conflitti mondiali e del contributo - attuato nel 1957 - dell’architetto veneziano Carlo Scarpa, che provvide ad ampliare la Gypsotheca con nuovo spazio espositivo capace di valorizzare i grandi modelli in gesso - tra questi le Tre Grazie, Amore e Psiche, due Danzatrici e George Washington - e i bozzetti in argilla e in terracotta, espressione assoluta della genialità dell'artista.

Su indicazione di Sartori, i gessi vennero distribuiti tenendo conto di soggetti e dimensioni.

La Gypsotheca subì purtroppo i duri colpi della storia. Nel 1917, durante la Prima Guerra Mondiale, una granata colpì l’edificio: alcuni gessi furono completamente distrutti o lesionati. Ma una grandiosa opera di restauro da parte di Stefano e Siro Serafin consentì di far rinascere la struttura e di riaprirla ai visitatori nel 1922.

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, invece, per prevenire nuovi bombardamenti, la Gypsotheca fu in parte svuotata e le statue trasferite nel Tempio di Possagno, progettato dallo stesso Antonio Canova, dove rimasero fino al 1946, quando fecero ritorno nella loro originale collocazione.

LA CASA NATALE
Accanto alla Gypsotheca si trova la Casa del Canova, una tipica struttura abitativa del Seicento. L'edificio è composto da un corpo centrale a più livelli, che ospitava la vita domestica, e da una serie di annessi, come la cantina, lo sbrattacucina, i lunghi porticati per il deposito dei materiali da lavoro, la stalla per gli animali da traino, il serraglio per il carro o i pozzi.

Dopo il devastante terremoto del 1695, che provocò crolli e distruzioni in gran parte della cittadina di Possagno, la Casa fu ristrutturata e ampliata con l'aggiunta di nuovi locali. L’abitazione che oggi visitabile è quella che Canova ristrutturò tra la fine del Settecento, quando fece costruire la Torretta, e l’inizio dell’Ottocento, quando volle ricavare la cosiddetta Sala degli Specchi.

Interessanti il secchiaio monolite in pietra lumachella, il caminetto, la grandiosa cucina di tipo veneziano a più bracieri per tenere calde le vivande.

I mobili, i pochi che sono rimasti, sono originali del primo Ottocento: dalla piattaia alle credenze, dai tavoli alle specchiere, dalla olla in cui si conservavano i cibi deperibili allo stenditoio per i panni di lana. All’interno delle diverse stanze è possibile ammirare i dipinti, le incisioni, i disegni, alcuni marmi, gli strumenti da lavoro, alcuni abiti dell’artista. Originali e caratteristiche sono la stanza dove è nato Antonio Canova, il seminterrato della Casa in cui è allestito lo Studio di scultura, la Torretta arredata a biblioteca dove Canova dipinse la grande Pala della Deposizione (oggi nel Tempio di Possagno).

IL GIARDINO e IL BROLO
L’ampio spazio verde di fronte alla Casa è caratterizzato dalla tipica struttura veneta: una bassa siepe delimita il calpestio davanti al portone d’ingresso, mentre aiuole circolari di splendidi roseti decorano e colorano il primo tratto del Giardino. Più a mezzogiorno e fino alla splendida Cancellata in ferro battuto, costruita dai sapienti artigiani locali e messa in opera nel tardo Settecento, si apre il Brolo, cioè il frutteto, con alberi diversi e rari: dalla Peonia arbusta al Bosso delle Baleari, dalla Buganvillea alla Laestroemia, dalle Magnolie stellata e bovata alla Forsizia al Calicanto nigro e bianco. Nell’angolo a Sud-Est del Brolo, un vigoroso Pino italico, piantato da Canova stesso nel 1799, offre ancora oggi la sua ombra nei caldi pomeriggi d’estate.

IL PARCO
Oltre le mura di recinzione e l’ampia cancellata, si estende il Parco, un vasto terreno coltivato a foraggio, che forniva il pasto agli animali da stalla di Casa Canova, e che è delimitato da una cinta di piante ad alto fusto e a chioma fitta. La tradizione vuole identificare quest’area con i quattro campi chiamati Persei, acquistati da Canova con il guadagno (di 3.000 zecchini!) derivatogli dalla statua del Perseo, conclusa nel 1801.

LA BIBLIOTECA
Presso la Gypsotheca e Museo Antonio Canova è presente una ricca biblioteca composta da tre preziosi settori con migliaia di libri: Il primo settore è costituito dagli oltre 5000 volumi del prof. Massimiliano Pavan (1920-1991), donati al Museo nel 2009 dalla famiglia del professore. La collezione rappresenta l’interesse profondo del prof. Pavan, docente di Storia Antica all’Università La Sapienza di Roma, per la storia dell’arte, l’archeologia, la letteratura e per il mondo classico. Collaboratore dell’Enciclopedia Treccani, Pavan fu l’autore della voce “Antonio Canova” del Dizionario Biografico degli Italiani, nonché presidente di Fondazione Canova dal 1985 dal 1991.

Il secondo settore è rappresentato, invece, dai volumi donati dalla prof.ssa Elena Bassi (1911–1999), volumi relativi soprattutto alla cultura artistica veneziana. Ricercatrice e studiosa di Antonio Canova nonché docente e direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha apportato un contributo critico significativo nella rivalutazione dell’opera di Canova.

Infine, il terzo settore è composto dalla biblioteca canoviana propriamente detta, che comprende migliaia di volumi sulla cultura, la vita e le opere di Antonio Canova: dai cataloghi alle monografie, dalle guide alle recensioni, dagli atti dei convegni all’editoria storica, dalle anastatiche dei volumi introvabili ad altre pubblicazioni relative a Canova. Gran parte della Biblioteca del Museo trova classificazione all’interno dell’OPAC ed è consultabile su prenotazione.

L’ARCHIVIO STORICO
A Possagno sono raccolti due straordinari fondi archivistici, uno di proprietà di Fondazione Canova e l’altro appartenete all’Opera del Tempio.

Il primo Archivio conserva gli atti amministrativi relativi al soggiorno romano di Canova, tra cui pezze giustificative di spesa, ordini di pagamento ad incisori, disegnatori e stampatori per la realizzazione del catalogo delle sculture e altri documenti contabili legati alla produzione, all’allestimento e alla vendita delle opere, oltra a molti documenti relativi alla missione parigina di Canova, volta a recuperare le opere d’arte trafugate da Napoleone. Infine, l’Archivio è anche composto dalla fondamentale documentazione relativa alla storia della Gypsotheca di Possagno, agli statuti di quella che diventerà Fondazione Canova Onlus, ai libri contabili e alle distruzioni delle opere avvenute durante la Prima Guerra Mondiale.

L’Archivio dell’Opera del Tempio, invece, è il fondo più completo che documenti la costruzione e la consacrazione del Tempio di Possagno (Chiesa intitolata alla Santissima Trinità), progettato e finanziato dallo stesso Anconio Canova. Contiene, inoltre, gli atti, le deliberazioni e la corrispondenza dell’Ente costituito dal vescovo Sartori, fratellastro di Canova, per la gestione e amministrazione del Tempio di Possagno.

Vedi anche:
• Antonio Canova
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