Un biennio ricco di novità celebra i quattro anni del museo

La Pinacoteca Tosio Martinengo si rinnova. E riparte da Ceruti

Pinacoteca Tosio Martinengo, nuovo allestimento delle sale del Settecento I Foto adicorbetta
 

Francesca Grego

28/03/2022

Brescia - Sono passati esattamente quattro anni dalla riapertura della storica Pinacoteca Tosio Martinengo, che nel 2018 ha inaugurato le sue sale restaurate nel cuore di Brescia. Per festeggiare l’anniversario e in vista di Bergamo-Brescia Capitale italiana della Cultura 2023, il museo si rinnova ancora con nuove acquisizioni, un allestimento inedito incentrato sulla pittura del Settecento e una serie di iniziative dedicate ai visitatori. 

“Oggi è un giorno importantissimo nella storia del rilancio della Pinacoteca Tosio Martinengo e nella vita della Fondazione Brescia Musei, che gestisce e valorizza le collezioni bresciane e i musei civici”, racconta il direttore di Brescia Musei Stefano Karadjov: “Non riallestiamo soltanto sette preziosissime sale con 11 nuove opere, ma grazie a questo forte elemento di novità - particolarmente significativo visto il periodo difficile in cui questo progetto è stato completato - intraprendiamo un cammino di valorizzazione biennale che porterà la nostra Pinacoteca alla riconoscibilità nazionale e internazionale che le sue collezioni meritano”.


Pinacoteca Tosio Martinengo, nuovo allestimento delle sale del Settecento I Foto adicorbetta

“Dai progetti delle grandi mostre per il 2023 intorno al Settecento con Giacomo Ceruti e al Cinquecento con Moretto, Savoldo e Romanino, fino ai nuovi strumenti di visita, come la app multimediale o la app game con Geronimo Stilton, oltre al nuovo design firmato Paolo Tassinari”, prosegue Karadjov, la Pinacoteca Tosio Martinengo si prepara a diventare un vivace punto di riferimento per chi ama l’arte e la cultura. A tutto questo si aggiungono le novità di “PTM ARTI+, un microcosmo di eventi contemporanei a Palazzo, con danza, teatro e musica”. 
Per festeggiare tutte queste novità, dal 26 marzo al 3 aprile sarà possibile accedere al museo con un biglietto straordinario di soli 5 euro. La Pinacoteca si riappropria così “del proprio luogo di cenacolo, vivo e vitale, dove la creatività contemporanea ha cittadinanza e grazie ad essa le collezioni e lo stesso museo tornano ad animare il panorama culturale di questa città”, conclude Karadjov. 


Giacomo Ceruti, Ritratto della Marchesa Aliprandi, 1740 circa. PTM Brescia © Archivio fotografico Musei di Brescia. Foto Studio Rapuzzi

Cuore del rinnovamento di Palazzo Tosio Martinengo è, come anticipato, il nuovo allestimento dedicato alla pittura settecentesca, curato da Roberta D’Adda. Tra i dipinti recentemente acquisiti e gli storici gioielli del museo, vedremo sotto una luce diversa e in un percorso molto più ampio un secolo di per sé ricco di storia e innovazioni artistiche. Un’attenzione particolare sarà riservata ai soggetti popolari e quotidiani ben rappresentati dal Pitocchetto, pittore milanese di nascita e bresciano di adozione. Tra le “nuove” opere di Ceruti, approdate in Pinacoteca grazie a donazioni, comodati e prestiti, troviamo il Bravo del 1725, il Ritratto della marchesa Laura Vitali Aliprandi, il Ritratto del marchese don Erasmo Aliprandi (1740 circa) e la Madre con bambino del 1730. Oltre ad arricchire quello che è da sempre il più importante nucleo di quadri dell’artista a livello mondiale, questi dipinti evidenziano il valore di Ceruti come autore di ritratti, oltre che dei soggetti di genere che l’hanno reso famoso: un ulteriore passo nel percorso di approfondimento dell’opera dell’artista, in vista della grande mostra che lo vedrà protagonista da febbraio 2023, quando Brescia sarà con Bergamo Capitale italiana della Cultura. 


Pinacoteca Tosio Martinengo, nuovo allestimento delle sale del Settecento I Foto adicorbetta

Oltre ai dipinti del Pitocchetto, nella nuova sezione settecentesca vedremo opere di Eberhard Keilhau detto Monsù Bernardo, Antonio Cifrondi, Giacomo Francesco Cipper detto Todeschini, nonché le “nature vive” di Giorgio Duranti e le rare “pitture di pigmei” di Faustino Bocchi. 
“Nella vita di un museo è un fatto straordinario e una immensa fortuna che, a quattro anni dall’apertura, l’arrivo di un nucleo omogeneo di opere consenta di ripensare un’intera sezione”, osserva la curatrice Roberta D’Adda: “Il racconto della cultura pittorica settecentesca attraverso le opere della Pinacoteca si arricchisce di un nuovo capitolo: una lettura a più voci dei significati e delle forme che i soggetti di tema popolare assunsero nel corso di un secolo capace di coniugare, nell’arte di Giacomo Ceruti, miseria e nobiltà”. 


Seguace di Pietro Bellotti (Volciano 1627-Gargnano 1700), Vecchia contadina con un cesto di uova, una conocchia e un fuso, seconda metà del XVII secolo. Olio su tela. 2022, dono Clara Bottarelli in memoria del marito Pierangelo Gramignola

Più in generale, le nuove acquisizioni offriranno uno sguardo ancora più ampio su quei “pittori della realtà”, come li definì Roberto Longhi, che con Moretto, Lotto, Moroni e Savoldo influenzarono la formazione del giovane Caravaggio, per poi proseguire sulla linea del tempo con Monsù Bernardo e Pietro Belotti, e poi con Cifrondi e Todeschini, fino a Ceruti: autori - sempre per Longhi - di “ritratti di uomini comuni e infelici, senza commento, ma grandi come il vero”, a cui viene restituito un posto in prima fila nel panorama artistico europeo del Settecento. Si racconta qui quella pittura lombarda ricca di riferimenti colti, spesso legati al Nord Europa, che fu di ispirazione per gli artisti delle generazioni successive. Come Gustave Courbet, che vide in questi artisti il primo approccio moderno ai temi della realtà

Su un altro fronte, il palinsesto di PTM ARTI+ aprirà il museo al contemporaneo e al dialogo dei capolavori di pittura con i linguaggi della danza, della musica e del teatro, mentre grazie al progetto PTM A/R ospiti prestigiosi si confronteranno con i capolavori della collezione permanente: tra gli arrivi già annunciati, opere di Vincenzo Foppa, Lorenzo Lotto e Francesco Hayez


PTM ARTI+. Diego Tortelli, Stanze / Rooms. Aterballetto. Foto Pier Nicola Bruno 

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