La mostra a Palazzo Medici Riccardi
Firenze Déco, viaggio negli anni Venti
Arthur Acton (1873 – 1953), Ritratto di Cora Antinori nell’abito de La Moda disegnato da Umberto Brunelleschi, 1915 circa. Olio su tela 97x60 cm. New York University, Acton Collection, Villa La Pietra, Firenze
Francesca Grego
02/04/2026
Firenze - Oltre il Rinascimento: Firenze riscopre il passato più recente, esplorando un’effervescente stagione della sua storia. Lo scenario è il prestigioso Palazzo Medici Riccardi e la destinazione del viaggio gli anni Venti con i fermenti dell’Art Déco. Siamo nel primo dopoguerra e il giovane Gio Ponti diventa direttore artistico della Richard Ginori rinnovando profondamente il mondo delle ceramiche d’arte, mentre Salvatore Ferragamo, di ritorno dagli States, stabilisce nella città di Leonardo e Michelangelo la sede di un calzaturificio destinato a fare strada. Il futurista Thayaht - in linea con le idee del maestro Giacomo Balla - inventa la tuta, capo eversivo e anti-borghese che riscuote subito un successo trasversale: dalle colonne del quotidiano “La Nazione”, che fornisce ai lettori anche il cartamodello, il rivoluzionario abito volerà oltre l’Atlantico e varcherà gli Urali, nell’Unione Sovietica del costruttivista Aleksandr Rodchenko, mentre in Italia conquista allo stesso modo dandy e operai.
Insomma, nel primo dopoguerra Firenze torna ad essere un laboratorio creativo d’avanguardia in costante confronto con le capitali internazionali del gusto, dove le novità della pittura e della scultura si mescolano ad audaci esperimenti nella moda, nella decorazione, nella grafica e nel design. A raccontarlo da oggi, giovedì 2 aprile, fino al prossimo 25 agosto, è la mostra Firenze Déco. Atmosfere degli Anni Venti, in un rutilante assortimento di dipinti, sculture, abiti, ceramiche, arredi, gioielli, manifesti pubblicitari. “Visitando la mostra ci sembra di tornare indietro di un secolo”, osserva Valentina Zucchi, responsabile scientifico di Palazzo Medici Riccardi: “D'un colpo siamo circondati di opere, gusti e stili che permearono gli anni Venti del Novecento e che tuttora sentiamo come particolarmente affini, eleganti e suadenti. In questo periodo Firenze fu in grado di accogliere le novità delle arti decorative europee e di interpretarle in chiave originale e potente, in sapiente equilibrio fra tradizione e modernità”.

"Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti", Palazzo Medici Riccardi. Foto Nicola Neri
Un elemento che balza all'occhio lungo il percorso espositivo, con gli artisti e le storiche manifatture fiorentine in prima linea in eventi come l’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi del 1925, ufficiale consacrazione del Déco come stile del momento. In evidenza, le innovative ceramiche di Gio Ponti, che nel suo lavoro per Richard Ginori sviluppò forme e decorazioni ispirate tanto alla cultura artistica italiana quanto ai linguaggi contemporanei, nonché le esperienze di manifatture come Cantagalli e le Fornaci San Lorenzo guidate dal poliedrico e raffinato Galileo Chini.
Anche la pubblicità vive una stagione di grandi novità negli anni Venti, con l’influenza del Futurismo che dà slancio alla nascita di nuove forme di comunicazione: manifesti e progetti grafici di Lucio Venna e Nerino, per esempio, testimoniano l’importanza crescente della pubblicità nella cultura visiva italiana di questo periodo. Dulcis in fundo, una sezione interamente dedicata al mondo della moda invita a scoprire il ricco milieu di maison, sartorie, pelletterie e aziende tessili attive a Firenze: dalle opulente sete apprezzate da Gabriele D’Annunzio agli accessori di Gucci, fino all’alba del brand Ferragamo e a pionieristiche invenzioni come la sopracitata Tuta Thayaht, l'antenata di ogni tuta contemporanea.

Libero Andreotti, Bambina che gioca con sassetto, 1920, bronzo, collezione privata, ph.Brooks Walker
“È stato un vero divertimento lavorare a questo progetto - racconta la curatrice Lucia Mannini - andare a scovare tra collezioni pubbliche e private le opere e gli oggetti d’arte che meglio potessero testimoniare la vitalità di Firenze in un decennio cruciale per la creatività italiana come è stato quello degli anni Venti. Il panorama che si presenta in mostra è estremamente ricco e variegato, comprendendo opere pienamente ascrivibili al modo di progettare e al sistema di segni del Déco, ma anche altre che dimostrano sensibilità di più sfuggente definizione, ma sempre pienamente ‘alla moda’: tutte concorrono a evocare le affascinanti atmosfere tipiche degli anni Venti”.
Accattivante appendice all’itinerario della mostra saranno le visite gratuite su prenotazione a un luogo simbolo del Liberty e del Déco a Firenze, il Teatro Cinema Savoia, oggi noto come Teatro Cinema Odeon, progettato in due tempi da Adolfo Coppedé e Marcello Piacentini, e inaugurato nel 1922.

"Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti", Palazzo Medici Riccardi. Foto Nicola Neri
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"Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti", Palazzo Medici Riccardi. Foto Nicola Neri
Un elemento che balza all'occhio lungo il percorso espositivo, con gli artisti e le storiche manifatture fiorentine in prima linea in eventi come l’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi del 1925, ufficiale consacrazione del Déco come stile del momento. In evidenza, le innovative ceramiche di Gio Ponti, che nel suo lavoro per Richard Ginori sviluppò forme e decorazioni ispirate tanto alla cultura artistica italiana quanto ai linguaggi contemporanei, nonché le esperienze di manifatture come Cantagalli e le Fornaci San Lorenzo guidate dal poliedrico e raffinato Galileo Chini.
Anche la pubblicità vive una stagione di grandi novità negli anni Venti, con l’influenza del Futurismo che dà slancio alla nascita di nuove forme di comunicazione: manifesti e progetti grafici di Lucio Venna e Nerino, per esempio, testimoniano l’importanza crescente della pubblicità nella cultura visiva italiana di questo periodo. Dulcis in fundo, una sezione interamente dedicata al mondo della moda invita a scoprire il ricco milieu di maison, sartorie, pelletterie e aziende tessili attive a Firenze: dalle opulente sete apprezzate da Gabriele D’Annunzio agli accessori di Gucci, fino all’alba del brand Ferragamo e a pionieristiche invenzioni come la sopracitata Tuta Thayaht, l'antenata di ogni tuta contemporanea.

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Accattivante appendice all’itinerario della mostra saranno le visite gratuite su prenotazione a un luogo simbolo del Liberty e del Déco a Firenze, il Teatro Cinema Savoia, oggi noto come Teatro Cinema Odeon, progettato in due tempi da Adolfo Coppedé e Marcello Piacentini, e inaugurato nel 1922.

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