A Firenze dall’11 maggio al 18 settembre
Se l'arte trionfa sulla guerra. "La Pace di Kiev" di Antonio Canova ospite illustre a Palazzo Vecchio
Antonio Canova. La Pace di Kiev. L'arte vince sulla guerra, Installation views, Museo di Palazzo Vecchio (Sala Leone X), Firenze I Ph. Alessandra Cinquemani
Samantha De Martin
11/05/2022
Firenze - Nel cuore della Sala di Leone X a Palazzo Vecchio, sotto l’effige di Cosimo I de’ Medici nelle vesti di Marte, il gesso de La Pace di Antonio Canova si innalza lanciando al mondo il suo messaggio di speranza.
Fino al 18 settembre Firenze accoglierà la celebre versione in gesso del marmo custodito all’interno del Museo Nazionale Khanenko di Kiev e attualmente nascosto per tutelarlo dai bombardamenti della guerra tra Russia e Ucraina.
La sua presenza sarà l’occasione per contemplare il capolavoro dello scultore, la cui vista è altrimenti negata a causa del conflitto.
Uno straordinario intreccio tra presente e passato si insinua sotto le piumate ali della Pace.

La Pace di Antonio Canova arriva a Firenze in occasione della mostra La Pace di Kiev. L'arte vince sulla guerra
Antonio Canova la realizzò nel 1815 per un diplomatico russo morto prima di vederla. Si chiamava Nikolaj Petrovič Rumjancev ed era un pacifista, filofrancese, ammiratore di Napoleone e amante dell’Europa. La scultura in marmo bianco commissionata al maestro, destinata ad abbellire il salone del palazzo di San Pietroburgo, avrebbe dovuto rendere omaggio ai trattati di pace che avevano posto fine a tre guerre e che la famiglia Rumjancev aveva contribuito a siglare.
Dal 1808 al 1814, Nikolaj Petrovič Rumjancev fu ministro degli affari esteri e sostenne rapporti amichevoli con Napoleone Bonaparte. Ma quando questi minacciò la Russia invadendone il territorio, il politico russo fu colto da un ictus che gli causò una compromissione dell’udito.
La Pace vide la luce all’alba dell’invasione napoleonica della Russia.
“La statua della Pace si farà: vengane la guerra; essa non potrà impedirla. Ma io temo che alla pace generale non si farà statua per ora. Così si potesse farla, come io l’alzerei a mie spese!” scriveva Canova l’11 febbraio 1812 a Quatremère de Quincy.
Antonio Canova, La Pace di Kiev. L'arte vince sulla guerra, Installation views, Museo di Palazzo Vecchio (Sala Leone X) | Foto: © Alessandra Cinquemani
Alla morte di Nikolaj Petrovič Rumjancev, la sua collezione fu donata allo Stato e andò a costituire nel 1831 il primo Museo pubblico russo, inizialmente a San Pietroburgo, poi, nel 1861, trasferito a Mosca. Ma le vicessitudini della statua non finirono qui. Nel 1953 Krusciov - Segretario del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, di origini ucraine - decise di trasferire la scultura da San Pietroburgo a Kiev, al Museo Nazionale Khanenko.
Il gesso, che da oggi sarà esposto a Firenze, arriva invece dal Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno. L’iconografia della Pace richiama la Nemesi, la dea greca incaricata di “distribuire la giustizia”. Il serpente ricorda le medaglie romane, mentre le scritte commemorative in latino (lingua franca e simbolo dell’unione tra le nazioni europee) al posto del russo, sono il risultato di una trattativa tra Canova e l’ambasciatore di Vienna.
La mostra, a cura di Vittorio Sgarbi, è realizzata grazie alla collaborazione tra il Museo Novecento e il Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, organizzata da MUS.E con Contemplazioni.
“La Pace di Kiev proveniente dal Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno - commenta Sgarbi - è ora a Firenze, e qui, temporaneamente, attende tempi di pace. Canova, l’ultimo grande artista che ha chiuso l’arte dell’Occidente ha unito tutto, non ha diviso. Canova è un grande conciliatore di ogni conflitto, di ogni differenza, e in nome della sua Pace io chiedo a voi di invocarla tutti insieme sul piano di spirito del mondo, perché il mondo si salvi”.

Antonio Canova. La Pace di Kiev. L'arte vince sulla guerra, Installation views, Museo di Palazzo Vecchio (Sala Leone X) | Foto: © Alessandra Cinquemani
Fino al 18 settembre Firenze accoglierà la celebre versione in gesso del marmo custodito all’interno del Museo Nazionale Khanenko di Kiev e attualmente nascosto per tutelarlo dai bombardamenti della guerra tra Russia e Ucraina.
La sua presenza sarà l’occasione per contemplare il capolavoro dello scultore, la cui vista è altrimenti negata a causa del conflitto.
Uno straordinario intreccio tra presente e passato si insinua sotto le piumate ali della Pace.

La Pace di Antonio Canova arriva a Firenze in occasione della mostra La Pace di Kiev. L'arte vince sulla guerra
Antonio Canova la realizzò nel 1815 per un diplomatico russo morto prima di vederla. Si chiamava Nikolaj Petrovič Rumjancev ed era un pacifista, filofrancese, ammiratore di Napoleone e amante dell’Europa. La scultura in marmo bianco commissionata al maestro, destinata ad abbellire il salone del palazzo di San Pietroburgo, avrebbe dovuto rendere omaggio ai trattati di pace che avevano posto fine a tre guerre e che la famiglia Rumjancev aveva contribuito a siglare.
Dal 1808 al 1814, Nikolaj Petrovič Rumjancev fu ministro degli affari esteri e sostenne rapporti amichevoli con Napoleone Bonaparte. Ma quando questi minacciò la Russia invadendone il territorio, il politico russo fu colto da un ictus che gli causò una compromissione dell’udito.
La Pace vide la luce all’alba dell’invasione napoleonica della Russia.
“La statua della Pace si farà: vengane la guerra; essa non potrà impedirla. Ma io temo che alla pace generale non si farà statua per ora. Così si potesse farla, come io l’alzerei a mie spese!” scriveva Canova l’11 febbraio 1812 a Quatremère de Quincy.
Antonio Canova, La Pace di Kiev. L'arte vince sulla guerra, Installation views, Museo di Palazzo Vecchio (Sala Leone X) | Foto: © Alessandra Cinquemani
Alla morte di Nikolaj Petrovič Rumjancev, la sua collezione fu donata allo Stato e andò a costituire nel 1831 il primo Museo pubblico russo, inizialmente a San Pietroburgo, poi, nel 1861, trasferito a Mosca. Ma le vicessitudini della statua non finirono qui. Nel 1953 Krusciov - Segretario del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, di origini ucraine - decise di trasferire la scultura da San Pietroburgo a Kiev, al Museo Nazionale Khanenko.
Il gesso, che da oggi sarà esposto a Firenze, arriva invece dal Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno. L’iconografia della Pace richiama la Nemesi, la dea greca incaricata di “distribuire la giustizia”. Il serpente ricorda le medaglie romane, mentre le scritte commemorative in latino (lingua franca e simbolo dell’unione tra le nazioni europee) al posto del russo, sono il risultato di una trattativa tra Canova e l’ambasciatore di Vienna.
La mostra, a cura di Vittorio Sgarbi, è realizzata grazie alla collaborazione tra il Museo Novecento e il Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, organizzata da MUS.E con Contemplazioni.
“La Pace di Kiev proveniente dal Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno - commenta Sgarbi - è ora a Firenze, e qui, temporaneamente, attende tempi di pace. Canova, l’ultimo grande artista che ha chiuso l’arte dell’Occidente ha unito tutto, non ha diviso. Canova è un grande conciliatore di ogni conflitto, di ogni differenza, e in nome della sua Pace io chiedo a voi di invocarla tutti insieme sul piano di spirito del mondo, perché il mondo si salvi”.

Antonio Canova. La Pace di Kiev. L'arte vince sulla guerra, Installation views, Museo di Palazzo Vecchio (Sala Leone X) | Foto: © Alessandra Cinquemani
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