Il maestro macchiaiolo compie 200 anni
Silvestro Lega, dipingere per raccontare il proprio tempo
Silvestro Lega, Le bambine che fanno le signore, 1872. Olio su tela. Collezione privata
Francesca Grego
16/09/2026
Forlì-Cesena - A 200 anni dalla nascita di Silvestro Lega, una grande mostra lo ricorda nella sua città natale. Fino al prossimo 13 dicembre a Modigliana, in Romagna, 60 opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private raccontano l’arte del pittore macchiaiolo in un progetto curato da Gianfranco Brunelli ed Elisabetta Matteucci. La parabola del maestro rivive in versione completa alla Pinacoteca Comunale di Modigliana, con una particolare attenzione verso il legame tra la sua ricerca pittorica e la stagione del Risorgimento, alla quale Lega partecipò in prima persona. “Lì ero io; che cominciava a fare come sentiva, come voleva, come sapeva”, ricorda in una lettera, con riferimento al proprio coinvolgimento in un’avventura al contempo artistica e civile.
Nell’esperienza di Lega la rivoluzione in pittura tra le fila dei Macchiaioli corre parallela alle speranze di cambiamento accese dalle Guerre di Indipendenza: la ricerca del vero, l’osservazione diretta della realtà, le audaci innovazioni nella resa della luce e del colore sono il linguaggio con cui l’artista e i suoi compagni macchiaioli si fanno testimoni e promotori di un’Italia nuova. Come documentato dai dipinti in mostra, Lega non mira semplicemente a rappresentare la storia o a celebrarla, bensì a restituirne la verità concreta attraverso l’esperienza di chi la sta vivendo. Con lo stesso spirito “fotograferà” la vita quotidiana alla Piagentina, il villino di campagna dell’editore fiorentino Spirito Batelli, che diede ospitalità a Lega e altri artisti in un clima di fermento intellettuale e d’amicizia. A illustrare questo periodo in mostra sono opere come Curiosità o I fidanzati, ma anche l’olio su tavola di Giovanni Fattori Silvestro Lega che dipinge sugli scogli, testimonianza degli stretti rapporti tra i protagonisti del movimento della Macchia.

Silvestro Lega, La curiosità, 1866. Olio su tela. Collezione d'arte della Cassa di Risparmio di Forlì
Come si evince proseguendo lungo il percorso espositivo, per Lega questo stato di grazia si interromperà all’improvviso, in seguito alla morte per tisi della compagna Virginia Batelli nel 1870. Il pittore non abbandona la ricerca del vero, ma da quel momento il suo sguardo si fa più intimo e meditativo: la luce acquista un’intensità elegiaca, paesaggi marini, strade rurali e scene domestiche si allontanano dalla realtà più concreta per librarsi in una dimensione interiore e sospesa. La campagna di Gabbro, non lontano da Livorno, sarà il rifugio dell’artista che, lontano dai salotti cittadini e dal circuito dei macchiaioli, guarderà alla comunità locale e ai suoi abitanti restituendone i volti e i gesti in una pittura sempre più libera ed essenziale, meno descrittiva e più emotiva. In queste figure apparentemente lontane dai grandi temi della storia, Lega trova quell’autenticità a cui tende fin dagli anni della sua formazione.
In uno spazio autonomo, distinto dal percorso della mostra, i visitatori troveranno un dipinto da tempo lontano dalle scene espositive: si tratta di Don Giovanni Verità e il generale Cialdini, a lungo considerato disperso e oggi conservato in una collezione privata. Viene presentato al pubblico a un secolo dall’ultima apparizione, nel 1926 in occasione della mostra del centenario di Lega proprio a Modigliana. Riconosciuto grazie al confronto con le fotografie della storica esposizione, è accompagnata da una documentazione curata da Antonella Brin, che ha ritrovato il dipinto e ne ha ricostruito la vicenda. Il suo ritorno vuole essere un invito per studiosi ed esperti dell’artista a confrontarsi sull’attribuzione dell’opera, sulla sua particolare iconografia e sulla sua storia.

Silvestro Lega, Ritratto di Giuseppe Garibaldi, 1861. Olio su tela. Pinacoteca Comunale "Silvestro Lega" di Modigliana (FC)
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• Mostre - Silvestro Lega. La causa della patria, la causa dell'arte
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Silvestro Lega, La curiosità, 1866. Olio su tela. Collezione d'arte della Cassa di Risparmio di Forlì
Come si evince proseguendo lungo il percorso espositivo, per Lega questo stato di grazia si interromperà all’improvviso, in seguito alla morte per tisi della compagna Virginia Batelli nel 1870. Il pittore non abbandona la ricerca del vero, ma da quel momento il suo sguardo si fa più intimo e meditativo: la luce acquista un’intensità elegiaca, paesaggi marini, strade rurali e scene domestiche si allontanano dalla realtà più concreta per librarsi in una dimensione interiore e sospesa. La campagna di Gabbro, non lontano da Livorno, sarà il rifugio dell’artista che, lontano dai salotti cittadini e dal circuito dei macchiaioli, guarderà alla comunità locale e ai suoi abitanti restituendone i volti e i gesti in una pittura sempre più libera ed essenziale, meno descrittiva e più emotiva. In queste figure apparentemente lontane dai grandi temi della storia, Lega trova quell’autenticità a cui tende fin dagli anni della sua formazione.
In uno spazio autonomo, distinto dal percorso della mostra, i visitatori troveranno un dipinto da tempo lontano dalle scene espositive: si tratta di Don Giovanni Verità e il generale Cialdini, a lungo considerato disperso e oggi conservato in una collezione privata. Viene presentato al pubblico a un secolo dall’ultima apparizione, nel 1926 in occasione della mostra del centenario di Lega proprio a Modigliana. Riconosciuto grazie al confronto con le fotografie della storica esposizione, è accompagnata da una documentazione curata da Antonella Brin, che ha ritrovato il dipinto e ne ha ricostruito la vicenda. Il suo ritorno vuole essere un invito per studiosi ed esperti dell’artista a confrontarsi sull’attribuzione dell’opera, sulla sua particolare iconografia e sulla sua storia.

Silvestro Lega, Ritratto di Giuseppe Garibaldi, 1861. Olio su tela. Pinacoteca Comunale "Silvestro Lega" di Modigliana (FC)
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